GLI EFFETTI DELLA SANATORIA PAESAGGISTICA
Nella versione
giunta al Senato nella scorsa primavera, questa sanatoria era un vero e proprio
condono,
poiché non prevedeva limiti di cubatura e poteva essere richiesta anche in
assenza di qualunque autorizzazione. Ragionevolmente, anche su pressione del
mondo ambientalista e della cultura, il Senato ha cassato questa possibilità, ed
il testo posto all'attenzione dell'Aula non prevedeva alcuna sanatoria
paesaggistica. Il Governo ha reintrodotto con un proprio emendamento la
possibilità di una sanatoria paesaggistica, con conseguente depenalizzazione dei
reati a fronte del pagamento di un'oblazione per gli abusi realizzati senza
aumento di cubature e senza la creazione di superfici utili.
In pratica sono sanabili tutti quegli abusi che hanno portato alla
trasformazione delle facciate (come ad esempio l'apertura di finestre o
l'utilizzo di materiali non previsti per gronde ed infissi), ai rifacimenti dei
tetti, la realizzazione di recinzioni o di cancelli, i movimenti di terra, la
disposizione di pali o tralicci, gli abbattimenti di impianti vegetazionali, ed
è difficile stabilire se in queste tipologie rientri o meno la realizzazione di
nuove strade o piste. Vale la pena ricordare che prima di tale disposizione in
giurisprudenza era assolutamente predominante l'interpretazione per cui
l'istituto della sanatoria (che è cosa ben diversa dal condono) non si potesse
applicare all'interno delle aree vincolate.
Oggi il Governo, con la scusa di chiudere con il passato, sana tutti questi
abusi realizzati sino al 30 settembre di quest'anno. Considerando che i
vincoli paesaggistici sono posti sul 47% del territorio del nostro Paese, è
facile immaginare l'impatto e l'importanza della manovra in corso. Le nuove
norme paesaggistiche infine contengono anche alcuni punti condivisibili, quali
l'inasprimento delle pene e la trasformazione dei reati paesaggistici in
delitti, ed un maggiore coinvolgimento delle Soprintendenze nella lotta
all'abusivismo paesaggistico. Non si comprende perché tali punti, pur
sollecitati dagli ambientalisti, non siano stati contenuti nel Codice Urbani
entrato in vigore solo lo scorso maggio. Sembra più un tentativo di salvare
l'immagine che si è voluta introdurre, tentativo confermato dall'esplicita
citazione dell'abbattimento degli stabili di Punta Perotti a Bari che,
indipendentemente da questa norma, dovranno essere abbattuti per sentenza della
Corte di Cassazione (e in tal senso il Comune di Bari ha già fatto un bando di
gara).
TUTTI I RISCHI DELLA SANATORIA
da La Nuova Ecologia
Per il segretario aggiunto
del Wwf Italia Gaetano Benedetto, il
voto di fiducia
è «un attacco frontale senza precedenti ai principi del diritto ambientale».
«La
sanatoria paesaggistica è stata un vero e proprio specchietto per le allodole
perché il resto della legge delega sull'ambiente è un attacco frontale senza
precedenti ai principi del diritto ambientale ormai consolidati nel nostro
ordinamento». Non usa mezzi termini Gaetano Benedetto, segretario aggiunto del
Wwf Italia per descrivere le conseguenze del voto di fiducia che ieri a Palazzo
Madama a dato il primo via libera alla legge delega.
«Dietro l'obiettivo di semplificazione dell'intera normativa ambientale - spiega
Benedetto - si nasconde uno stravolgimento ed è altissimo il rischio che si
allentino le maglie della tutela». In merito alla sanatoria, il Wwf in un
dossier sottolinea che vi rientrano tutti quegli abusi che hanno portato a
trasformare facciate (come l'apertura di finestre o l'utilizzo di materiali non
previsti per gronde ed infissi), a rifacimenti di tetti anche se rappresentano
un vero pugno nell'occhio, a realizzazre recinzioni o cancelli, a movimenti di
terra, a disposizione di pali o tralicci, ad abbattimenti di impianti
vegetazionali- «Ed è difficile stabilire se in queste tipologie – recita il
dossier - rientri o meno la realizzazione di nuove strade o piste».
«Oggi il Governo sana tutti questi abusi realizzati sino al 30 settembre 2004.
Considerando che i vincoli paesaggistici sono posti sul 47% del territorio del
nostro paese - ha detto Benedetto - è facile immaginarsi l'impatto e
l'importanza della manovra in corso». Inasprimento delle pene, trasformazione
dei reati paesaggistici in delitti, maggiore coinvolgimento delle Soprintendenze
nella lotta all'abusivismo paesaggistico i punti qualificanti. Per il capitolo
ecomostri il Wwf sottolinea come Punta Perotti a Bari «indipendentemente da
questa norma, dovranno essere abbattuti per sentenza della Corte di Cassazione
(e in tal senso il Comune di Bari ha gia fatto un bando di gara).
Nel dossier è dettagliata anche l'analisi della legge delega. Presentata dal
Ministro dell'Ambiente nell'ottobre del 2001, «spoglia il Parlamento per i
prossimi tre anni» della facoltà di intervenire sulle materie ambientali oggetto
della delega: gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; tutela e
gestione delle acque; difesa del suolo e desertificazione; parchi e specie
protette di flora e fauna; danno ambientale; valutazione di impatto ambientale e
valutazione ambientale strategica. «Sarà il governo ad essere chiamato a
riformare tutte queste normative con una Commissione di 24 esperti,
discrezionalmente nominati dal ministro dell'Ambiente. Al Parlamento la funzione
di parere e ratifica».
Ecco cosa si rischia
1. entrare in conflitto con le direttive comunitarie in tema di rifiuti;
2. aumentare il sistema di privatizzazione nella gestione e nella distribuzione
delle acque;
3. rendere i piani urbanistici più forti e cogenti rispetto a quelli di tutela e
risanamento del suolo e del sottosuolo;
4. differenziare il sistema di aree protette per diversa tipologia e,
conseguentemente, per diversi ambiti di tutela in cui sarebbe possibile
ammettere l'attività venatoria e ripristinare la priorità dei Comuni nella
programmazione territoriale e, quindi, la possibilità di nuovi interventi
urbanistici;
5. indebolire l'impostazione comunitaria in tema di valutazione di impatto
ambientale e valutazione ambientale strategica.
6. Il Wwf giudica inoltre «inopportuna la commistione» tra norme oggetto di
delega e norme definite immediatamente attuabili.
LA LEGGE APPROVATA AL SENATO
Condono per gli abusi edilizi commessi nei paradisi ambientali, ma anche giro di
vite sugli "ecomostri" da abbattere. I due provvedimenti sono contenuti entrambi
nella delega ambientale approvata oggi dal Senato
UN
NUOVO CONDONO
Il maxiemendamento del governo, passato con il voto di fiducia, consente di
sanare gli abusi edilizi commessi fino al 30 settembre scorso nelle aree di
interesse ambientale. Le opere abusive dovranno superare un accertamento di
compatibilità paesaggistica e i trasgressori pagheranno una sanzione dai tremila
ai
cinquantamila euro. La domanda di sanatoria dovra' essere presentata entro il 31
gennaio del 2005. L'opposizione ha fortemente contestato la norma, sostenendo
che servirà a Silvio Berlusconi per sanare il teatro all'aperto costruito nella
sua villa in Costa Smeralda, la Certosa.
DEPENALIZZATI I PICCOLI ABUSI...
Per il futuro, la delega ambientale prevede una depenalizzazione degli abusi
edilizi più "lievi", cioè quelli che non abbiano determinato la creazione di
nuove superfici o volumi: quindi restauri, aperture di nuove porte e finestre,
eccetera. Saranno le soprintendenze a decidere volta per volta se i lavori in
questione sono compatibili con il vincolo paesaggistico. In tal caso, i
trasgressori potranno sanare gli abusi pagando una multa, ma non saranno
chiamati a rispondere in sede penale.
... E INASPRITI QUELLI PESANTI
Gli abusi più pesanti vengono invece sanzionati con un inasprimento delle pene:
fino a quattro anni di carcere per gli aumenti di volumetria superiori al 30%
(si parla sempre di costruzioni edificate nelle aree di interesse ambientale).
Stessa pena se l'ampliamento supera i 750 metri cubi o se si costruisce ex novo
un fabbricato di mille metri cubi.
UN ABBATTIMANTO ANNUNCIATO
Nello stesso provvedimento, si prevede la demolizione dell'ecomostro pugliese di
Punta Perotti, già decisa dalla Cassazione. Di fronte alla latitanza del comune
di Bari e della Regione Puglia, si farà intervenire direttamente l'esercito.
GLI ALTRI ECOMOSTRI
Anche per gli altri ecomostri, il disegno di legge prevede norme più snelle per
gli abbattimenti, con un ruolo di primo piano per le soprintendenze.
SAGGI DI GOVERNO
Ma condono ed ecomostri sono solo una parte della delega approvata dal Senato.
Il provvedimento affida al governo la possibilità di legiferare su sei
importanti materie di interesse ambientale: gestione dei rifiuti, tutela delle
acque, difesa del suolo, gestione delle aree protette, risarcimenti contro i
danni all'ambiente, valutazione di impatto ambientale. I decreti delegati su
queste materie saranno scritti da una commissione di 24 esperti nominati dal
ministro dell'Ambiente. I decreti delegati saranno presentati dal governo entro
diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge.
Dal Senato/Delega
ambientale, Villa Certosa, t-shirt ed espulsioni
Alla fine il maxi emendamento del governo arriva, con tutta l’arroganza e l’incultura
dei suoi estensori, fatto ingoiare grazie al voto di fiducia a una maggioranza
divisa ma genuflessa. I senatori della «casa abusiva delle libertà», i ministri
Urbani e Matteoli, quelli che «mai passerà la depenalizzazione del comma 32», si
inchinano davanti a Villa Certosa e alla megalomania del capo del governo, che
ha trasformato a suo piacimento un pezzo di costa sarda. Sauro Turroni, dopo
aver utilizzato tutte le risorse della tecnica parlamentare per impedire lo
sfacelo, del territorio e della normativa, grida in Aula lo scandalo di una
depenalizzazione e sanatoria perpetua, che va a cancellare i reati in capo a
Berlusconi in Sardegna e a Previti all’Argentario. «State spogliando l’Italia»,
«Per Villa Certosa distruggete l’Italia»: così recitano le tshirt esibite dalle
senatrici e dai senatori verdi, che si sono velocemente liberati, in Aula, di
giacche e camicie mentre fa la sua dichiarazione di voto il presidente della
Commissione Ambiente Emiddio Novi, Forza Italia. Lo spogliarello non piace a
Pera quanto gli abusi del suo capo, e per Boco, Cortiana, De Petris, Donati e
Turroni arriva prima la censura, poi l’espulsione.
Maria
Ciano
