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Scritto da Administrator
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lunedì 08 febbraio 2010 |
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ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI VERDI VALDOSTANI.
DOCUMENTO CONCLUSIVO
Il Movimento dei Verdi in Valle d'Aosta ha rappresentato, per vent'anni, un solido punto di riferimento per un'azione politica attenta alle questioni ambientali ed all'interesse collettivo, rigorosa sul piano etico, capace di produrre idee, progetti, cultura.
Una presenza politica che ha saputo svolgere un'opposizione incisiva quando era necessario ed operare come forza di governo quando se ne sono presentate le condizioni.
Una forza che non ha mai avuto timore di confrontarsi con altre esperienze e di agire insieme con altre formazioni politiche, nel costante tentativo di unire, creare sinergie ed alleanze ampie. Così è stato con l'Ulivo nella seconda metà degli anni Novanta, con l'Arcobaleno all'inizio degli anni Duemila e, più recentemente, con l'Alleanza Autonomista Progressista.
A partire dal 2005, con il distacco dal partito di maggioranza di vari esponenti politici, con l'ulteriore degenerazione del sistema di potere unionista, con il progressivo ridursi degli spazi di democrazia, si sono create le condizioni ( e la necessità ) per aprire una nuova dialettica e per far nascere una nuova forza politica che unisca ecologisti, democratici ed autonomisti, dando così alla popolazione valdostana la possibilità di avere una alternativa di programmi, metodi e comportamenti.
E' questa la convinzione che sta alla base del lavoro condotto nei mesi scorsi con personalità indipendenti e con i gruppi dirigenti di Vallée d'Aoste Vive e di Renouveau Valdotain per porre le fondamenta di una nuova formazione politica.
Sulla base di queste considerazioni, l'Assemblea Straordinaria dei Verdi Valdostani
APPROVA
l'azione condotta dai responsabili del Movimento, in coerenza con le linee definite nel corso dell'Assemblea ordinaria del Dicembre 2009, ed i documenti che ne sono scaturiti (Documento politico, Statuto provvisorio della nuova formazione politica, Regolamento della Assemblea Costitutiva)
DECIDE
di dare vita, insieme ad indipendenti e ai Movimenti di Vallée d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain, ad un nuovo, grande, movimento politico ecologista, autonomista e democratico a cui i Verdi Valdostani contribuiranno con tutte le loro energie ed a cui conferiranno le loro risorse umane e finanziarie, le competenze e le idee
INVITA
gli aderenti e simpatizzanti del movimento dei Verdi Valdostani a partecipare alla Assemblea costitutiva del nuovo soggetto politico che si svolgerà sabato 27 febbraio
DECIDE INFINE
di affidare all'attuale Coordinatore ed all'Esecutivo il compito di portare a termine gli impegni di natura economica nella gestione del Movimento dei Verdi fino all'insediamento degli organismi della nuova formazione politica e di contribuire nel migliore dei modi al compimento degli adempimenti della fase transitoria.
Aosta, 6 febbraio 2010 |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 febbraio 2010 )
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Scritto da Riccarand Elio
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giovedì 28 gennaio 2010 |
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POVERA FERROVIA. POVERI PENDOLARI.
UNA SITUAZIONE DISASTROSA CAUSATA DALL'IMMOBILISMO REGIONALE...
Si straccia (solo metaforicamente) le vesti l'Assessore regionale ai Trasporti! Di fronte allo stillicidio quotidiano dei disservizi ferroviari, si indigna, prende la penna e scrive. Una vibrata lettera di protesta a Trenitalia. Lettera che... lascia il tempo che trova. Atteggiamenti che vogliono dare ai valdostani la sensazione che la Regione si agita, opera, mentre in realtà da tempo ha rinunciato ad avere un ruolo incisivo nel trasporto ferroviario. Da quanto tempo? Da dodici anni, dal 1998.
Dodici anni senza fare nulla di serio per il trasporto ferroviario locale. E così mentre la domanda di trasporto pubblico e, in particolare, di trasporto ferroviario, cresce, il livello del servizio peggiora.
I Presidenti, gli Assessori ai Trasporti e le Giunte delle ultime tre legislature non si sono impegnati per il potenziamento del servizio e dell'infrastruttura ferroviaria e si sono assunti tre gravi responsabilità:
1) Aver svuotato il Contratto di Servizio Regione-Ferrovie dello Stato del 1995;
2) Non aver concordato e definito il trasferimento delle competenze amministrative in materia di trasporto ferroviario locale;
3) Non aver investito in un progetto di ammodernamento delle due linee ferroviarie locali.
Contratto di servizio
L'arrivo di un Assessore Verde ai Trasporti, nel 1993, aveva portato, in brevissimo tempo, all'approvazione di un Contratto di Servizio fra Regione e Ferrovie dello Stato che fu il primo in Italia e permise di ottenere risultati importanti: aumento consistente delle coppie di treni (quasi raddoppiate) in servizio sulle linee valdostane; cinque stazioni in Valle d'Aosta aperte e con servizi di biglietteria; agevolazioni tariffarie per gli utenti; treni in orario con una percentuale del 98%.
La Regione investì, per tale Contratto di servizio, 5 miliardi e mezzo di lire all'anno (circa 2 milioni 800 mila euro attuali). Un impegno finanziario che venne contestato da alcune parti politiche, ma che in realtà era necessario: consentiva infatti alla Regione di avere voce in capitolo sul servizio e rappresentava una correzione dell'anomalia per cui la Regione contribuiva finanziariamente per il trasporto su gomma e per quello aereo, ma non per quello su rotaia.
Dopo il 1998, il Contratto di servizio, che era stato faticosamente digerito, venne sempre più osteggiato, rinnovato in ritardo, con sempre meno soldi, fino all'attuale ridicola cifra di 380.000 euro all'anno. Un comportamento vergognoso ed irresponsabile! E poi la Regione pretende di essere ascoltata da Trenitalia!!
Competenze regionali in materia ferroviaria
Le altre Regioni italiane, fin dalla fine degli anni Ottanta, hanno concordato ed ottenuto il trasferimento delle competenze per il trasporto ferroviario regionale.
La Provincia Autonoma di Bolzano gestisce l'intero trasporto ferroviario con ottimi risultati. La Valle d'Aosta invece niente. Siamo rimasti al secolo scorso! C'è una Norma di Attuazione in itinere da ormai quasi dieci anni e nessuno se ne preoccupa seriamente. In realtà la Regione non ha nessuna voglia e nessuna fretta di prendersi questa competenza, meglio lasciare ad altri quella che viene considerata un “grana” ed invece è una grande opportunità per dare un servizio efficiente ai valdostani.
Di conseguenza, mentre le altre Regioni possono oggi contrattare il servizio con Trenitalia e possono anche bandire gare per trovare un altro gestore del servizio, acquistano materiale rotabile, decidono su orari ecc ecc, la Regione Valle d'Aosta fa la bella statuina. Ogni tanto l'Assessore ai Trasporti di turno, sommerso dalle proteste, preso da un raptus di attivismo, che fa? Fa una letterina, naturalmente indignata. E poi tutto continua come prima e peggio di prima.
Potenziamento ferrovia
Nel corso degli ultimi dodici anni c'è stata una grossa novità. L'elettrificazione della linea da Chivasso ad Ivrea. Nulla invece è stato fatto sulla tratta Aosta-Ivrea ed Aosta-Pré-Saint-Didier. Così succede che i treni diesel provenienti da Aosta, con le loro emissioni, fanno scattare gli impianti antincendio nella stazione sotterranea di Porta Susa e succede che è sempre più a rischio di marginalizzazione il servizio ferroviario riguardante la Valle d'Aosta.
Ci sono persino importanti finanziamenti dello Stato per l'infrastruttura ferroviaria che non vengono utilizzati e non è affatto chiaro che cosa la Regione vuole fare delle sue due linee ferroviarie.
1. Invece di continuare a sperperare le cospicue risorse del proprio Bilancio, la Regione potrebbe/dovrebbe investire 200 milioni di euro per fare della ferrovia valdostana un gioiello di comodità ed efficienza. Questa è la “grande opera” che dovrebbe realizzare la Valle d'Aosta. Le risorse ci sono, i progetti anche, la domanda è crescente. Perché non si fa? Ed invece si continua ad investire cifre spropositate in strade, circonvallazioni ed Aeroporto?
Elio Riccarand |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 28 gennaio 2010 )
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