Sito del Forum Elettrosmog Verdi Toscani realizzato
in collaborazione con il Coordinamento Nazionale dei Comitati contro l'Elettrosmog
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L'elettrodotto
dei colli fiorentini: ENEL promette e poi...
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Comitati
dei Colli Fiorentini Sulle colline di Firenze da Giogoli a San Cristofano, da Colleramole a Tavarnuzze e' impossibile non notare da qualche tempo imponenti tralicci bianco-rossi dell'alta tensione. Questi tralicci sono la causa di una lunga e dura battaglia che ha interessato i cittadini, riunitisi in comitati, gli amministratori, la magistratura, vari Ministeri e il Governo da una parte e lENEL dallaltra. In discussione due beni inestimabili e costituzionalmente tutelati: la salute della collettivita' e la bellezza del paesaggio. Sara' bene riassumere brevemente le varie tappe di questa vicenda tanto importante quanto complicata .
Chi si trova di fronte a questa opera si domanda come sia stato possibile che: i due Sindaci che istituzionalmente sono i diretti responsabili dei rispettivi territori, la Soprintendenza Fiorentina alle Belle Arti, la Regione Toscana Dipartimento di Urbanistica , la Provincia con i suoi funzionari per gli elettrodotti, il Ministero Industria e Commercio di Roma, il Distretto Minerario di Firenze, lEnte Ferrovie di Firenze, lANAS, il Genio Civile di Firenze, il Circolo Costruzioni Telegrafiche di Firenze, lIntendenza di Finanza di Firenze, tutti funzionari di grado ai quali lo Stato ha demandato la responsabilita' di concedere o negare la loro firma di approvazione, TUTTI siano stati ciechi o incapaci di intendere quello che stavano firmando? E altrimenti ammissibile che abbiano firmato senza leggere? Come nota in calce e' utile ricordare che la concessione rilasciata dal Ministero dei Lavori Pubblici, pubblicata sulla Gazzetta, riporta nomi indicativi di localita' errati e che i disegni di corredo alle richieste di ENEL di autorizzazione non indicano i tralicci eventualmente poi installati.
I Comitati hanno anche denunciato labituale espediente dellEnel di aver presentato un progetto di 14.350 metri quale linea locale esonerata dal V.I.A., mentre il percorso si sviluppa da Poggio a Caiano allo snodo di Tavarnuzze per poi proseguire verso Calenzano: totale circa 45 chilometri. Tutto questo si aggiunge alle menzognere affermazioni sancite nel progetto Enel sullimpiego di determinati tralicci " al fine di ridurre sensibilmente limpatto ambientale"- se i 70 metri vi sembran pochi!- e continua "realizzando cosi' un netto miglioramento della situazione ambientale e paesaggistica della zona"; altrove si parla anche di "benefici per gli abitanti". Per cinque mesi i Comitati hanno raccolto migliaia di firme, promosso interrogazioni al Senato e in Parlamento rivolto appelli e petizioni ai Politici, al Presidente dellEnel e ai Sindaci, con il risultato che Enel ha accelerato il completamento dei lavori e i Sindaci la predisposizione di intese con lEnel.
Nellautunno del 1997 i Comitati scrivevano "Ma il problema non e' la richiesta di interramento di un elettrodotto da 380kV, il problema e' la presenza di un nuovo elettrodotto da 380kV in un luogo con esso non compatibile e in assenza di qualsiasi necessita'. Infatti questo elettrodotto e' stato costruito, ma non si riesce a capirne ne' i motivi ne' la necessita'. I consumi di elettricita' sono ormai assestati, le vecchie linee funzionano ad un terzo della loro potenza, la linea eliminata per costruire il 380kv manca da quasi un anno e nessuno ne sente l'assenza. Allora perche' non si e' semplicemente proceduto all'interramento delle linee cittadine da 220kV e 132kV nei tratti pericolosi? Perche' costruire mostri la cui presenza fa gridare vendetta al comune buonsenso? Perche' Enel continua a ribadire che non esistono impianti interrati di media ed alta tensione in Italia e nel mondo quando basta prendere un semplice catalogo cavi Pirelli per ritrovare chilometri e chilometri ( oltre 1.000 ) di impianti da 400kV e da 220kV interrati ( il primo in Italia e' del 1971 ) all'estero in grandi citta' come Londra e Vienna, ma anche in Italia a Roma solo per citarne alcuni? Perche' non si e' aspettato a costruire questo impianto il momento in cui sarebbero state pronte le risorse tecniche necessarie a realizzarlo, senza rovinare irrimediabilmente le colline toscane patrimonio non solo nostro ma del mondo intero? Entro poco piu' di un anno, infatti, saranno disponibili cavi estrusi che eliminerebbero totalmente la necessita' di raffreddamento".
Ma se Enel dichiara la fattibilita' tecnica, approfittando dei lavori per la realizzazione della terza corsia dell'A1 (e partono i tavoli negoziali con Autostrade): il grosso problema resta quello dei finanziamenti. La realta' si conoscera' il 30 giugno 1998.
Questo accordo e' una caramellina per tenere tranquilli gli abitanti piu' sprovveduti e ingenui: infatti la soglia dei 0,2 microtesla di induzione magnetica sulle linee , una volta entrato in esercizio il nuovo elettrodotto verrebbe garantita solo per pochi anni, cioe' solo fino al 2001. Bisogna anche aggiungere che anche questo limite viene sfondato spesso e volentieri, e linterpretazione dellaccordo assunta e' quella di mantenere una media! La prospettiva di interramento della linea si sposta su tempi molto lunghi data l'incertezza sui tempi di realizzazione di un'eventuale terza corsia dell'A1. Quindi per un lungo periodo i cittadini che vivono in prossimita' dell'elettrodotto verrebbero esposti a gravi rischi per la salute, gli stessi rischi si verrebbero a creare per sempre in quelle zone non interessate alle ipotesi di interramento. (Ricordiamo che la linea da 380kV venne presentata, e ottenne l'autorizzazione, come bonifica di situazioni cittadine pesanti presenti nel quartiere del Vingone nel Comune di Scandicci, tuttora esistenti). Intanto la Regione Toscana il 22 Settembre 1997 con delibera n.1063 approva la trasformazione ed il potenziamento della centrale termoelettrica di S. Barbara e a questo punto Enel deve completare il suo collegamento con la rete nazionale da 380kV La stazione di Tavarnuzze, grazie alle concessioni comunali del 1995, sta diventando uno degli snodi primari della suddetta rete. Per quanto riguarda il progetto della nuova linea da 380kV Tavarnuzze-S.Barbara se le Amministrazioni continueranno ad essere distratte e compiacevoli, sara' praticamente impossibile arrestare lo scempio di queste colline conosciute e amate in tutto il mondo e percio' dobbiamo batterci per ottenere l'interramento di tutte le linee in entrata ed in uscita dalla stazione di Tavarnuzze. Largomento relativo ai maggiori costi presentati dallinterramento delle linee deve essere affrontato tenendo presenti i vantaggi offerti da questo tipo di linee: 1) Eliminazione dell'impatto ambientale in un'area unica al mondo che, pur essendo per legge fortemente vincolata, e' gia' gravata dall'invasione di devastanti opere pubbliche 2) Eliminazione dei rischi per la salute. Infatti , interrando le linee, si ottiene l'azzeramento del campo elettrico e la riduzione del campo magnetico, a livelli epidemiologicamente accettabili, ad una distanza di 7-8 mt. dalla linea. ( Per oettenere gli stessi valori di sicurezza in caso di linea aerea non sono sufficienti 150mt.!) 3) Risparmio di energia erogata per la natura dei conduttori usati 4) Costo di manutenzione zero per decenni. Mentre le 120 tonnellate dei 12 cavi in ogni campata sospesa sulle nostre teste richiedono continua manutenzione. 5) Si prevede disponibile nel 1999 il piu' economico cavo estruso, gia' prodotto per voltaggi minori 6) Nessuna conseguenza a seguito di terremoti e/o altre calamita' 7) Nessun pericolo a seguito di fenomeni atmosferici. ( Lo scorso settembre a Viareggio durante un temporale e' scoppiato un sostegno isolante ed e' caduto il cavo di una linea a 132kV Che cosa potrebbe succedere se dovesse cadere un cavo della linea a 380kV Signa-Tavarnuzze che attraversa in due punti l'autosole? )
Partono i ricorsi legali e gli esposti in Procura. I Comitati affiancati da esperti nel campo medico e tecnico svolgono una capillare azione di sensibilizzazione popolare a livello mondiale. Senza grosse difficolta' riescono a mettere insieme 5.000 firme di persone fortemente contrarie alla costruzione di questo orribile e pericoloso elettrodotto sulle colline fiorentine e presto si costituiscono Comitati anche allestero in difesa del nostro territorio. L "Elettrodotto" diviene argomento quotidiano per tutti i giornali fiorentini ed anche la stampa nazionale, e le maggiori testate mondiali pubblicano articoli additando al mondo intero lo scempio perpetrato da ENEL sulle nostre tanto amate colline. Grazie ai Comitati si riesce ad organizzare una mostra insolita : unesposizione di opere darte con tema: " L elettrodotto sulle colline fiorentine " e piu' di 70 artisti dei cinque continenti inviano opere darte espressione dello sdegno al livello mondiale per questo orribile deturpamento di uno dei paesaggi piu' pregiati del mondo.
Le trattative per
un possibile interramento sono arrivate al tavolo del Consiglio dei Ministri.
Enel riconosce di aver sbagliato, ammette che quei piloni vanno abbattuti e
le Amministrazioni di Scandicci ed Impruneta ne approfittano per insistere sulla
richiesta di interramento. Sappiamo gia', pero', perche' lassessore regionale
Barbini ha invitato i Sindaci di Scandicci, Impruneta e Greve a valutare il
progetto di risanamento presentato da Enel per le colline di Scandicci e Impruneta,
che l interramento viene escluso ed in alternativa viene proposta una
semplice terna a 380kV. In compenso, verra' realizzato un nuovo scempio da 380kV
da Tavarnuzze a Cavriglia.."per una migliore razionalizzazione della rete
elettrica" ed un ennesimo " miglioramento ambientale". Mostro delle colline: il Comune non si costituisce parte civile Il comune di Scandicci non ci sarà. Si terrà domani a prima udienza del processo ai progettisti del 'mostro delle colline' (l'elettrodotto da 380kv che pianta i suoi orrendi tralicci alti più di 60 metri sulle colline tra Giogoli e Colleramole e S. Cristofano) ma l'amministrazione scandiccese ha deciso di non costituirsi parte civile. Una decisione presa nella serata di ieri dal Sindaco Doddoli, dopo una giornata di incertezze. "Sulla mia scrivania c'è il progetto del nuovo elettrodotto – ha detto il primo cittadino – Enel mi ha appena inviato un fax dove rinuncia ufficialmente al risarcimento danni richiesto nel ricorso al Tar contro l'ordinanza di spegnimento dell'elettrodotto del luglio '98.Davanti a quella che credo una capitolazione totale dell'ente elettrico, costituirsi in giudizio non aggiungerebbe niente di più ai risultati ottenuti dalla politica". Il risarcimento danni era stato quantificato in 5 miliardi l'anno; per i due mesi di inattività dell'elettrodotto (luglio-settembre '98), Enel rinuncerebbe a circa 500 milioni. Mentre a Scandicci prevale la line del 'volemose bene', il corso della giustizia va avanti. L'inchiesta del procuratore aggiunto Ubaldo Nannucci, era partita dopo le decine di esposti presentati dai comitati cittadini. Sul banco degli imputati i funzionari Enel Renzo Dalla Fior, Franco Ballerini (progettisti), Sergio Balli, Giovanni De Nat e Renato Pani (coordinatori e dirigenti responsabili del servizio costruzioni di Firenze). L'accusa è aver deturpato il paesaggio. I comuni di Scandicci e Impruneta (che invece si è costituito parte civile) sono stati indicati come parti offese perché zone soggette a tutela del paesaggio dove l'ente elettrico avrebbe causato danni all'ambiente 'facendo installare – questa la citazione – una linea elettrica che poggia su grandi tralicci vistosamente colorati in cima, che alterano il profilo delle colline in modo irrimediabile". Altra accusa del procuratore: aver eluso le prescrizioni date dalla commissione beni ambientali nella seduta del 12/2/'92. "Il mio obiettivo – ha concluso il sindaco – era quello di demolire i tralicci.In giudizio non c'è Enel, ma cinque ingegneri; chiedere i danni mi sembrava una forzatura della quale non c'è bisogno". La Nazione 7-2-2001 "L’Enel ci risarcisca togliendo i piloni" Si apre il processo sull’elettrodotto, Italia Nostra e comitati
costituitisi parte civile non vogliono soldi Repubblica - febbraio 2001 |