Sito del Forum Elettrosmog Verdi Toscani realizzato in collaborazione con il Coordinamento Nazionale dei Comitati contro l'Elettrosmog
www.verdinrete.it/ondakiller - sito attivo dal 1999 - Redazione Scrivi alla Redazione
L'elettrodotto dei colli fiorentini: ENEL promette e poi...

Comitati dei Colli Fiorentini

Sulle colline di Firenze da Giogoli a San Cristofano, da Colleramole a Tavarnuzze e' impossibile non notare da qualche tempo imponenti tralicci bianco-rossi dell'alta tensione. Questi tralicci sono la causa di una lunga e dura battaglia che ha interessato i cittadini, riunitisi in comitati, gli amministratori, la magistratura, vari Ministeri e il Governo da una parte e l’ENEL dall’altra. In discussione due beni inestimabili e costituzionalmente tutelati: la salute della collettivita' e la bellezza del paesaggio. Sara' bene riassumere brevemente le varie tappe di questa vicenda tanto importante quanto complicata .

  • APRILE 1990
L'Enel invia al Comune di Scandicci relazioni tecniche per costruire un elettrodotto, impegnandosi a rispettare le distanze dai fabbricati tenendo conto della situazione ambientale e paesaggistica della zona.
  • 1992
La Commissione dei Beni Ambientali della Provincia prescrive :"Il tracciato dell’elettrodotto compreso fra i tralicci n.35 e n. 39 sia deviato in modo tale da circoscrivere a nord e a mezza costa ( e in modo tale che comunque la parte terminale di ogni traliccio non superi mai la quota e la linea dei relativi crinali delle colline di Giogoli e San Cristofano ) allo scopo specifico di evitare il contrasto ambientale sulle stesse colline."
  • 1993
Enel ripresenta il progetto rielaborato relativamente al predetto tratto OTTENENDO DA TUTTE LE AUTORITA’ L’APPROVAZIONE!! Anziche' aggirare le colline, Enel le ha attraversate in linea retta PIAZZANDO I TRALICCI SULLA LORO SOMMITA’.
Chi si trova di fronte a questa opera si domanda come sia stato possibile che:
i due Sindaci che istituzionalmente sono i diretti responsabili dei rispettivi territori,
la Soprintendenza Fiorentina alle Belle Arti,
la Regione Toscana Dipartimento di Urbanistica ,
la Provincia con i suoi funzionari per gli elettrodotti,
il Ministero Industria e Commercio di Roma,
il Distretto Minerario di Firenze,
l’Ente Ferrovie di Firenze,
l’ANAS,
il Genio Civile di Firenze,
il Circolo Costruzioni Telegrafiche di Firenze,
l’Intendenza di Finanza di Firenze,
tutti funzionari di grado ai quali lo Stato ha demandato la responsabilita' di concedere o negare la loro firma di approvazione, TUTTI siano stati ciechi o incapaci di intendere quello che stavano firmando? E’ altrimenti ammissibile che abbiano firmato senza leggere?
Come nota in calce e' utile ricordare che la concessione rilasciata dal Ministero dei Lavori Pubblici, pubblicata sulla Gazzetta, riporta nomi indicativi di localita' errati e che i disegni di corredo alle richieste di ENEL di autorizzazione non indicano i tralicci eventualmente poi installati.
  • 1997
L'ARPAT in accordo con l'Azienda sanitaria sud-ovest e a seguito di un'indagine prodotta su richiesta della Prefettura e del Comune di Scandicci, conclude che lo spostamento del tracciato dell'elettrodotto ha comportato l'eccessivo avvicinamento di una linea ad abitazioni esistenti, senza peraltro migliorare l'impatto ambientale.
  • MARZO 1997
I grandi cingolati dell’ Enel hanno potuto iniziare lo sventramento delle colline, abusivamente e impunemente abbattere centinaia di antichi ulivi per gettare le tonnellate di calcestruzzo necessarie a fondare le torri di 70 metri una delle quali sovrasta l’antico campanile di Giogoli che perfino la Wermacht rispetto' durante la guerra. Tutti questi cantieri sono stati aperti ed hanno operato non in valli remote , ma sotto gli occhi delle Pubbliche Autorita' e Istituzioni, e vicino alle ville rinascimentali dei Collazzi, del Diluvio, del Melarancio, alla casa del Ghirlandaio, a Villa Guarnaschelli, alle antiche chiese di Giogoli, San Cristofano, San Paolo in Colleramole, sulla Via Volterrana, nei giardini delle case e dove la fondazione Don Orione dovrebbe ospitare i suoi assistiti.
I Comitati hanno anche denunciato l’abituale espediente dell’Enel di aver presentato un progetto di 14.350 metri quale linea locale esonerata dal V.I.A., mentre il percorso si sviluppa da Poggio a Caiano allo snodo di Tavarnuzze per poi proseguire verso Calenzano: totale circa 45 chilometri.
Tutto questo si aggiunge alle menzognere affermazioni sancite nel progetto Enel sull’impiego di determinati tralicci " al fine di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale"- se i 70 metri vi sembran pochi!- e continua "realizzando cosi' un netto miglioramento della situazione ambientale e paesaggistica della zona"; altrove si parla anche di "benefici per gli abitanti".
Per cinque mesi i Comitati hanno raccolto migliaia di firme, promosso interrogazioni al Senato e in Parlamento rivolto appelli e petizioni ai Politici, al Presidente dell’Enel e ai Sindaci, con il risultato che Enel ha accelerato il completamento dei lavori e i Sindaci la predisposizione di intese con l’Enel.
  • 24 LUGLIO 1997
Presso la sede del Comune di Scandicci, si incontrano le delegazioni della Amministrazione di Scandicci e di Impruneta e dell'Enel insieme a numerosi tecnici per giungere ad un accordo. L'intesa sembra essere raggiunta con l'Enel che garantisce la sospensione dei lavori alla linea da 380kV fino al 30 settembre: l'Enel si impegna a presentare entro quella data accurate relazioni e un piano dettagliato dell'andamento dei campi elettromagnetici sul territorio, ed entro il 30 novembre una soluzione di interramento della linea del tratto dell'A1 Vingone-Certosa con riferimento alla terza corsia autostradale.
Nell’autunno del 1997 i Comitati scrivevano "Ma il problema non e' la richiesta di interramento di un elettrodotto da 380kV, il problema e' la presenza di un nuovo elettrodotto da 380kV in un luogo con esso non compatibile e in assenza di qualsiasi necessita'. Infatti questo elettrodotto e' stato costruito, ma non si riesce a capirne ne' i motivi ne' la necessita'. I consumi di elettricita' sono ormai assestati, le vecchie linee funzionano ad un terzo della loro potenza, la linea eliminata per costruire il 380kv manca da quasi un anno e nessuno ne sente l'assenza.
Allora perche' non si e' semplicemente proceduto all'interramento delle linee cittadine da 220kV e 132kV nei tratti pericolosi? Perche' costruire mostri la cui presenza fa gridare vendetta al comune buonsenso? Perche' Enel continua a ribadire che non esistono impianti interrati di media ed alta tensione in Italia e nel mondo quando basta prendere un semplice catalogo cavi Pirelli per ritrovare chilometri e chilometri ( oltre 1.000 ) di impianti da 400kV e da 220kV interrati ( il primo in Italia e' del 1971 ) all'estero in grandi citta' come Londra e Vienna, ma anche in Italia a Roma solo per citarne alcuni? Perche' non si e' aspettato a costruire questo impianto il momento in cui sarebbero state pronte le risorse tecniche necessarie a realizzarlo, senza rovinare irrimediabilmente le colline toscane patrimonio non solo nostro ma del mondo intero? Entro poco piu' di un anno, infatti, saranno disponibili cavi estrusi che eliminerebbero totalmente la necessita' di raffreddamento".
  • 2 DICEMBRE 1997
Avviene un altro incontro tra Enel e Amministrazioni Comunali di Scandicci e Impuneta in cui viene stabilito che l’interramento dell’elettrodotto e' possibile ma non per tutta l’estensione. Si prevede solo il tratto collinare da Tavarnuzze a Vingone per una distanza di 6km. o in alternativa di 3,4 km.
Ma se Enel dichiara la fattibilita' tecnica, approfittando dei lavori per la realizzazione della terza corsia dell'A1 (e partono i tavoli negoziali con Autostrade): il grosso problema resta quello dei finanziamenti. La realta' si conoscera' il 30 giugno 1998.
  • FEBBRAIO 1998
Le linee aeree dell'elettrodotto entreranno in funzione e fino al 2001 un monitoraggio orario controllera' che i campi elettromagnetici non superino gli 0,24 microtesla ( 10% della potenzialita' dell’elettrodotto ).
Questo accordo e' una caramellina per tenere tranquilli gli abitanti piu' sprovveduti e ingenui: infatti la soglia dei 0,2 microtesla di induzione magnetica sulle linee , una volta entrato in esercizio il nuovo elettrodotto verrebbe garantita solo per pochi anni, cioe' solo fino al 2001. Bisogna anche aggiungere che anche questo limite viene sfondato spesso e volentieri, e l’interpretazione dell’accordo assunta e' quella di mantenere una media!
La prospettiva di interramento della linea si sposta su tempi molto lunghi data l'incertezza sui tempi di realizzazione di un'eventuale terza corsia dell'A1. Quindi per un lungo periodo i cittadini che vivono in prossimita' dell'elettrodotto verrebbero esposti a gravi rischi per la salute, gli stessi rischi si verrebbero a creare per sempre in quelle zone non interessate alle ipotesi di interramento. (Ricordiamo che la linea da 380kV venne presentata, e ottenne l'autorizzazione, come bonifica di situazioni cittadine pesanti presenti nel quartiere del Vingone nel Comune di Scandicci, tuttora esistenti).
Intanto la Regione Toscana il 22 Settembre 1997 con delibera n.1063 approva la trasformazione ed il potenziamento della centrale termoelettrica di S. Barbara e a questo punto Enel deve completare il suo collegamento con la rete nazionale da 380kV
La stazione di Tavarnuzze, grazie alle concessioni comunali del 1995, sta diventando uno degli snodi primari della suddetta rete. Per quanto riguarda il progetto della nuova linea da 380kV Tavarnuzze-S.Barbara se le Amministrazioni continueranno ad essere distratte e compiacevoli, sara' praticamente impossibile arrestare lo scempio di queste colline conosciute e amate in tutto il mondo e percio' dobbiamo batterci per ottenere l'interramento di tutte le linee in entrata ed in uscita dalla stazione di Tavarnuzze.
L’argomento relativo ai maggiori costi presentati dall’interramento delle linee deve essere affrontato tenendo presenti i vantaggi offerti da questo tipo di linee:

1) Eliminazione dell'impatto ambientale in un'area unica al mondo che, pur essendo per legge fortemente vincolata, e' gia' gravata dall'invasione di devastanti opere pubbliche
2) Eliminazione dei rischi per la salute. Infatti , interrando le linee, si ottiene l'azzeramento del campo elettrico e la riduzione del campo magnetico, a livelli epidemiologicamente accettabili, ad una distanza di 7-8 mt. dalla linea. ( Per oettenere gli stessi valori di sicurezza in caso di linea aerea non sono sufficienti 150mt.!)
3) Risparmio di energia erogata per la natura dei conduttori usati
4) Costo di manutenzione zero per decenni. Mentre le 120 tonnellate dei 12 cavi in ogni campata sospesa sulle nostre teste richiedono continua manutenzione.
5) Si prevede disponibile nel 1999 il piu' economico cavo estruso, gia' prodotto per voltaggi minori
6) Nessuna conseguenza a seguito di terremoti e/o altre calamita'
7) Nessun pericolo a seguito di fenomeni atmosferici. ( Lo scorso settembre a Viareggio durante un temporale e' scoppiato un sostegno isolante ed e' caduto il cavo di una linea a 132kV Che cosa potrebbe succedere se dovesse cadere un cavo della linea a 380kV Signa-Tavarnuzze che attraversa in due punti l'autosole? )
  • 1998
I Comitati svolgono un ruolo determinante sulla vicenda elettrodotto.
Partono i ricorsi legali e gli esposti in Procura.
I Comitati affiancati da esperti nel campo medico e tecnico svolgono una capillare azione di sensibilizzazione popolare a livello mondiale. Senza grosse difficolta' riescono a mettere insieme 5.000 firme di persone fortemente contrarie alla costruzione di questo orribile e pericoloso elettrodotto sulle colline fiorentine e presto si costituiscono Comitati anche all’estero in difesa del nostro territorio.
L’ "Elettrodotto" diviene argomento quotidiano per tutti i giornali fiorentini ed anche la stampa nazionale, e le maggiori testate mondiali pubblicano articoli additando al mondo intero lo scempio perpetrato da ENEL sulle nostre tanto amate colline.
Grazie ai Comitati si riesce ad organizzare una mostra insolita : un’esposizione di opere d’arte con tema: " L’ elettrodotto sulle colline fiorentine " e piu' di 70 artisti dei cinque continenti inviano opere d’arte espressione dello sdegno al livello mondiale per questo orribile deturpamento di uno dei paesaggi piu' pregiati del mondo.
  • primi di APRILE
Si apre a Firenze la Conferenza intergovernativa europea per la Convenzione sulla salvaguardia del paesaggio , voluta dal Consiglio d’Europa. All’apertura dei lavori il vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali, Walter Veltroni, si e' soffermato sul significato della scelta di Firenze come sede dei lavori della conferenza. " Nel generale contesto del territorio italiano- sono le parole del Ministro ricchissimo di paesaggi e monumenti, la Toscana e Firenze si sono guadagnati uno speciale rispetto per come hanno saputo salvaguardare luoghi di enorme fascino e interesse ambientale, coniugando con successo il delicato binomio di tutela e sviluppo territoriale". Naturalmente i Comitati non potevano non essere presenti ad una iniziativa di tale genere : a Villa La Petraia , loro rappresentanti hanno avuto modo di contattare Willer Bordon sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Riccardo Priore, coordinatore del programma di leggi a tutela del paesaggio del Consiglio d’Europa.. E ambedue si sono impegnati a fornire interessamento e collaborazione nel dare informazioni su un tema che hanno assicurato, sta a cuore a tutti..
  • GIUGNO LUGLIO 1998
La societa' Autostrade manifesta la difficolta' dell’interramento dei cavi Enel sotto la terza corsia dell’Autosole e il rifiuto alla partecipazione ai costi di tale interramento. Enel rifiuta di accollarsi il costo di tale intervento e si dichiara disposta a contribuire solo per 10 miliardi contro i 45 richiesti. Enel teme di creare un precedente molto pericoloso e non intende compromettersi, i Sindaci si schierano dalla parte dei Comitati seguiti presto dal Presidente della Regione indignato per il clamoroso voltafaccia di ENEL che prima si era dichiarata disposta ad una partecipazione economica piu' sostanziosa.
  • AGOSTO 1998
I Comitati chiedono aiuto all’Unesco per proteggere l’area della Certosa Fiorentina: per i suoi valori questa zona puo' essere considerata come un’opera d’arte o un museo all’aperto nel quale e' ancora evidente la realizzazione dell’ideale rinascimentale di armonia fra la Natura e l’Architettura dell’uomo. Il paesaggio storico dei colli fiorentini, largamente famoso e celebrato nell’arte e nella letteratura, rappresenta la sintesi di fattori naturali e antropici maturata nel tempo attraverso i rapporti che la citta' ha avuto con il suo piu' immediato contado. All’appello all’organizzazione internazionale hanno aderito oltre ai Sindaci di Scandicci e di Impruneta anche molti parlamentari di forze trasversali che si sono uniti perche' consapevoli che in gioco c’e' una questione di interesse generale e non sono disposti a rinunciare ad un simile patrimonio. Speriamo che l’appello dei Comitati venga accolto e che venga protetto non solo quanto e' nel territorio di Firenze ma anche negli altri luoghi che ne costituiscono la cornice naturale e storica. Con la prestigiosa tutela del World Heritage questo patrimonio potra' essere salvato per le generazioni future.
  • MAGGIO 1999

Le trattative per un possibile interramento sono arrivate al tavolo del Consiglio dei Ministri. Enel riconosce di aver sbagliato, ammette che quei piloni vanno abbattuti e le Amministrazioni di Scandicci ed Impruneta ne approfittano per insistere sulla richiesta di interramento. Sappiamo gia', pero', perche' l’assessore regionale Barbini ha invitato i Sindaci di Scandicci, Impruneta e Greve a valutare il progetto di risanamento presentato da Enel per le colline di Scandicci e Impruneta, che l ’interramento viene escluso ed in alternativa viene proposta una semplice terna a 380kV. In compenso, verra' realizzato un nuovo scempio da 380kV da Tavarnuzze a Cavriglia.."per una migliore razionalizzazione della rete elettrica" ed un ennesimo " miglioramento ambientale".


Mostro delle colline: il Comune non si costituisce parte civile

Il comune di Scandicci non ci sarà. Si terrà domani a prima udienza del processo ai progettisti del 'mostro delle colline' (l'elettrodotto da 380kv che pianta i suoi orrendi tralicci alti più di 60 metri sulle colline tra Giogoli e Colleramole e S. Cristofano) ma l'amministrazione scandiccese ha deciso di non costituirsi parte civile. Una decisione presa nella serata di ieri dal Sindaco Doddoli, dopo una giornata di incertezze. "Sulla mia scrivania c'è il progetto del nuovo elettrodotto – ha detto il primo cittadino – Enel mi ha appena inviato un fax dove rinuncia ufficialmente al risarcimento danni richiesto nel ricorso al Tar contro l'ordinanza di spegnimento dell'elettrodotto del luglio '98.Davanti a quella che credo una capitolazione totale dell'ente elettrico, costituirsi in giudizio non aggiungerebbe niente di più ai risultati ottenuti dalla politica". Il risarcimento danni era stato quantificato in 5 miliardi l'anno; per i due mesi di inattività dell'elettrodotto (luglio-settembre '98), Enel rinuncerebbe a circa 500 milioni. Mentre a Scandicci prevale la line del 'volemose bene', il corso della giustizia va avanti. L'inchiesta del procuratore aggiunto Ubaldo Nannucci, era partita dopo le decine di esposti presentati dai comitati cittadini. Sul banco degli imputati i funzionari Enel Renzo Dalla Fior, Franco Ballerini (progettisti), Sergio Balli, Giovanni De Nat e Renato Pani (coordinatori e dirigenti responsabili del servizio costruzioni di Firenze). L'accusa è aver deturpato il paesaggio. I comuni di Scandicci e Impruneta (che invece si è costituito parte civile) sono stati indicati come parti offese perché zone soggette a tutela del paesaggio dove l'ente elettrico avrebbe causato danni all'ambiente 'facendo installare – questa la citazione – una linea elettrica che poggia su grandi tralicci vistosamente colorati in cima, che alterano il profilo delle colline in modo irrimediabile". Altra accusa del procuratore: aver eluso le prescrizioni date dalla commissione beni ambientali nella seduta del 12/2/'92. "Il mio obiettivo – ha concluso il sindaco – era quello di demolire i tralicci.In giudizio non c'è Enel, ma cinque ingegneri; chiedere i danni mi sembrava una forzatura della quale non c'è bisogno".

La Nazione 7-2-2001


"L’Enel ci risarcisca togliendo i piloni"

Si apre il processo sull’elettrodotto, Italia Nostra e comitati costituitisi parte civile non vogliono soldi

I TRALICCI giganti che dal ’97 hanno preso possesso, come un esercito invasore, delle colline di Giogoli e Colleramole sono da ieri sotto processo. E’ stato un avvio faticoso — un’impresa trovare un’aula attrezzata per le registrazioni — ma alla fine il giudice Erminia Bagnoli ha potuto dare inizio al processo (pm Tommaso Picazio) contro 5 funzionari Enel. I progettisti dell’elettrodotto Renzo Dalla Fior e Franco Gallerini, e i coordinatori e dirigenti Sergio Balli, Giovanni De Nat e Renato Pani, assistiti dall’avvocato Nino D’Avirro, sono imputati di aver devastato le bellezze naturali della zona (soggetta a tutela paesaggistica) con quei tralicci alti fino a 60 metri che determinano "un violento impatto visivo su tutto l’ambiente circostante", come hanno potuto constatare i lettori dei più importanti giornali del mondo che hanno pubblicato le foto delle "torri che sfigurano un panorama incantato". I 5 funzionari sono accusati anche di aver eluso le prescrizioni della commissione beni ambientali che aveva indicato un tracciato diverso, in modo che l’apice di ogni traliccio non superasse la quota dei crinali.
L’inchiesta fu aperta nel ’97 dal procuratore aggiunto Ubaldo Nannucci sulla base di un esposto degli avvocati Renzo Ventura e Patrizia Polcri per i comitati per la difesa della salute e dell’ambiente. Ieri i due legali si sono costituiti parte civile sia per i comitati che per Italia Nostra. Non chiedono risarcimenti in denaro ma la rimessa in pristino dei luoghi. Si sono costituiti anche il sindaco di Impruneta Maria Capezzuoli, con gli avvocati Sigfrido Fenyes e Graziella Ferraroni, due cittadini con l’avvocato Corso Gineprari, e il Codacons Toscana, con l’avvocato Letizia Luciani, anche in sostituzione del comune di Scandicci che invece ha rinunciato, sebbene abbia combattuto per anni contro l’elettrodotto. "Posso capire perché il sindaco Doddoli non è qui", spiega il pittore polacco Swietlan Kraczyna, presidente dei comitati, che vive nella casa che fu del Ghirlandaio sulla quale ora incombe un traliccio gigante: "Il nuovo progetto dell’Enel, con piloni più piccoli e disposti diversamente, può andare bene a Scandicci ma non ad Impruneta, dove l’elettrodotto passa fra le case. Per questo noi chiediamo l’interramento dei cavi, per un tratto di appena un chilometro. Ma l’Enel non vuole saperne perché creerebbe un precedente".
Il processo riprende il 18 aprile.

Repubblica - febbraio 2001