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Dr.
Fiorenzo Marinelli (CNR Bologna)
Dicembre
1999 - Convegno di Trento
La medicina
e la biologia studiano da parecchi anni le interazioni tra campi elettromagnetici
e gli organismi viventi, tuttavia, nonostante le migliori conoscenze attuali,
non e' ancora possibile delimitare con certezza la loro pericolosita' per la
salute. Cio' nonostante, in relazione alle oltre 10.000 pubblicazioni scientifiche
di questi anni sull’argomento, si possono fare alcune considerazioni:
La soglia di rischio a cui
gli effetti biologici sono stati documentati e' andata progressivamente diminuendo:
in particolare, per i campi magnetici, si e' passati da una prima affermazione
di "nessun effetto", alla evidenziazione di effetti per esposizioni dell’ordine
dei milliTesla e in tempi piu' recenti fino a qualche decimo di microTesla.
Si e' invertita la proporzione
tra i lavori scientifici che assolvono i campi elettromagnetici e quelli che
ammettono invece la loro influenza sulla salute.
E’ progressivamente aumentato
il numero dei lavori scientifici che documenta la promozione di patologie reversibili
riguardanti il comportamento, sindromi nervose, il rendimento sul lavoro.
Gli effetti biologici dei
Campi Elettromagnetici Pulsati (CEMP) controllati in frequenza e potenza, vengono
usati con successo nella terapia clinica di affezioni dell’apparato locomotore
(Congresso Internazionale Effetti terapeutici dei CEMP - Ferrara 1995).
METODI DI INDAGINE
Nella ricerca scientifica
i ricercatori hanno utilizzato differenti approcci ognuno dei quali ha contribuito
a chiarire le problematiche legate agli effetti biologici dei campi elettromagnetici:
Sperimentazione sull’uomo
e su animali (esperimenti in vivo).
Nella sperimentazione
sull’uomo i volontari si sottopongono a campi (limitati in quantita' e potenza
per ovvi motivi etici), per stabilire gli effetti sui parametri fisiologici
e psicologici. Generalmente si tratta di soggetti giovani e sani e percio' si
possono perdere alcuni effetti su bambini, anziani e malati.
Sperimentazione su cellule
(esperimenti in vitro e in vivo).
Colture cellulari di
tessuti umani o animali, sono sottoposte a campi per analizzare le alterazioni
fisiologiche della concentrazione di ioni, passaggio di segnali nel nucleo,
modificazioni dell’informazione genetica, ecc.
Il trasferimento dei risultati
all’uomo e' difficile e non sono valutabili gli effetti che i campi producono
sugli organi interi ad es. l’occhio o l’apparato genitale, non di meno la ricerca
su colture ha portato la maggior parte delle conoscenze sul campo.
Studi epidemiologici.
Gli studi epidemiologici
hanno lo scopo di stabilire a posteriori il collegamento causale tra le patologie
(p. es. la leucemia nei bambini) e l’esposizione cronica abitativa a campi elettromagnetici
per verificare la differenza che esiste con gruppi di controllo. Il peso delle
valutazioni epidemiologiche dipende dal numero dei casi analizzati. E’ necessario
identificare e isolare bene la causa primaria della patologia in quanto possono
esservi co-fattori che agiscono senza essere valutabili e possono diminuire
la significativita' dello studio: ad es. nella relazione tra campi magnetici
e leucemia possono agire da co-fattori la radioattivita' e il benzolo.
I risultati sono espressi
in "fattori di rischio" OR (Odds Ratio), secondo cui un valore uguale ad 1 si
ha se non c’e' differenza tra il gruppo di pazienti esposti e quello dei controlli,
un valore 2 significa che gli esposti raddoppiano la probabilita' di ammalarsi
e cosi' via.
Il grande valore degli studi
epidemiologici sta nel fatto che si tratta di studi sull’uomo esposto per lunghi
intervalli di tempo a sollecitazioni di campo note (ad esempio 0,3 microTesla)
e sono gli unici studi che permettono di rendere visibili sull’organismo influenze
di lunga durata. D’altra parte una correlazione trovata in uno studio epidemiologico
puo' solo fornire indicazioni sulle relazioni di causa ma non puo' escludere
con certezza l’intervento di fattori concausali, quindi sono necessari anche
metodi sperimentali. Gli sforzi di diversi gruppi di ricerca internazionali
che ottengono risultati analoghi fanno pensare che relazioni causa-effetto,
sebbene non definitivamente provate, esistano.
1.- INFLUENZE
SULLA SALUTE NEL CAMPO DELLE BASSE FREQUENZE (50 - 300Hz)
1.1 - MECCANISMI DI INFLUENZA
1.1.1 - BILANCIO ORMONALE
Nell’ambito dello studio
degli effetti dei campi elettromagnetici si e' data recentemente molta enfasi
all’influenza sul ciclo ormonale.
"Molti enzimi, ormoni, e
neuro-trasmettitori che si presentano in quantita' elevate in relazione a situazioni
di stress e che agiscono poi sulle membrane cellulari o sul signalling
nucleare sono influenzati dalla radiazione elettromagnetica" (BOIKAT 1993).
1.1.2 - MELATONINA,
SEROTONINA e GHIANDOLA PINEALE.
I primi studi
furono impostati all’universita' di Mainz in Germania per verificare l’influsso
dei campi elettromagnetici sulle cellule della ghiandola pineale (SEMM 198 1).
Molti altri studi sono stati da allora portati a termine. Il normale rialzo
di melatonina durante la notte e' ridotto dalla presenza di campi elettromagnetici
di un fattore 5-15 volte (WILSON 1981). Nella sperimentazione su animali sono
state trovate decisive trasformazioni delle cellule della ghiandola pineale
da parte di campi di 5 µT (GIMENEZ e GONZALEZ 1991). Secondo LERCHL 1991
e REITER 1991 sono le modificazioni temporali dei campi a causare le modificazioni
nel controllo ormonale della epifisi, (l’illuminazione artificiale domestica
e' dell’ordine di 20 mW/cm² ed e' sufficiente a inibire la secrezione di
melatonina nel ratto, nell’Hamster Syriano l’annullamento completo della concentrazione
di melatonina avviene a 0,1 mW/cm²) REITER 1992. WILSON nel 1992 ha potuto
verificare anche l’influenza dell’uso di coperte elettriche sulla quantita'
di secrezione della melatonina. Le conseguenze della ridotta produzione di melatonina
durante la notte vengono messe in relazione con manifestazioni psicologiche
e forme depressive (SHAFII 1991), modificazioni del ritmo sonno-veglia (SITTL
1989 - ARENDT 1987), modificazioni della secrezione endocrina ( REITER 1992)
alterazioni recettoriali Beta della epifisi (ADEY 1988).
1.1.3 -
BIORITMO
Il bioritmo naturale
dell’uomo vede ripetersi fenomeni fisiologici ogni 24 ore circa per interazione
con l’ambiente. Alterazioni del ritmo notte-giorno, dovute a campi elettromagnetici,
sono state documentate da WEVER nel 1967. Ulteriori studi di KOENIG 1981 e REITER
del 1992 dimostrano che le frequenze dell’ordine degli "Spherics" intervengono
nella modificazione del bioritmo.
1.1.4 COMPORTAMENTO
Esperimenti sulla modificazione
del comportamento sono ancora in fase d’analisi poiche' le alterazioni del comportamento
sembrano dipendere dalla quantita' e qualita' d’esposizione, cosi' come, d’altra
parte, le alterazioni dei parametri fisiologici della capacita' di rendimento
e le influenze sulla psiche. Effetti comportamentali sono stati studiati da:
KRITZINGER 1957 - DANIEL 1965 - VARGA 1968 - GRAHAM 1990 - BECKER 1993 - ASBERG
1986.
1.1.5 - CORRENTI CORPOREE
INDOTTE
Sono stati compiuti
alcuni studi sulla densita' di corrente indotta negli organismi dai campi elettrici
e magnetici. Oltre a misurare le correnti indotte sono stati osservati fenomeni
di impressioni ottiche (elettrofosfeni e magnetofosfeni) provocate da campi
piuttosto forti. Da questi studi sono derivate alcune indicazioni sulla presenza
degli effetti "finestra" che si manifestano a determinati valori di frequenza
e ampiezza delle radiazioni elettromagnetiche. (BERNHARDT 1991 - LEITGEB 1991)
1.2 - INFLUENZA SUL
METABOLISMO DEL CALCIO
Il metabolismo del
calcio intracellulare e' una spia efficiente degli effetti elettromagnetici
informativi. Il calcio, infatti, ha importanti compiti nella contrazione muscolare,
nell’invio di stimoli alle cellule nervose e nel metabolismo osseo, nel signalling
della informazione attraverso la membrana cellulare. Gli studi su animali e
cellule in coltura dimostrano un alterato metabolismo del calcio alla presenza
di campi elettromagnetici, con possibili interazioni con promotori chimici del
cancro. (BAWIN/ADEY 1976- BLACKMAN 1990 - LIBURDY 1990 - GOODMAN 1989 - ANDERSON
1990 - ADEY 1990 - POUNDS 1990).
1.2.1 - MEMBRANA CELLULARE
Secondo Adey la membrana
cellulare e' uno dei luoghi decisivi delle interazioni tra i sistemi viventi
e i campi elettromagnetici esterni. (ADEY 1988 TENFORDE / KAUNE 1992 - LAWRENCE/ADEY
1982 - ADEY 1990).
1.2.2 - RISONANZA CICLOTRONICA
L’aspetto riguardante
la risonanza, e' oggetto di studio da pochi anni e riguardava all’inizio principalmente
l’approccio teorico degli effetti dei campi sulle strutture biologiche (Froelich,
C.W. Smith, E. Del Giudice, Preparata). L’ipotesi di base e' fondata sul fatto
che gran parte delle molecole biologiche, oltre l’acqua, sono dipoli elettrici
con una polarita' modulabile dal campo elettromagnetico esterno. La risonanza
consiste nel trasferimento di energia oscillante ai sistemi biologici, quest’energia
si esprime poi come modificazione delle reazioni biochimiche all’interno della
cellula. Questo modello e' stato utile per spiegare gli effetti finestra osservati
e per quale motivo avvengano azioni biologiche diverse quando cambia la forma
delle cellule o degli organismi o la loro dimensione. (PARKINSON 1989 - SCHAEFER
1991 - BLACKMAN 1988 - 1989 -1990 - REITER 1991- LERCHL 1991).
1.2.3 - EFFETTI NEURONALI
Effetti diretti sul
sistema nervoso si ritengono possibili: le attivita' oscillatorie cerebrali,
infatti, possono essere modificate fino al punto da influenzare l’elettroencefalogramma.
(ECKHORN 1988 - WARNKE 1993 - ADEY 1988).
1.2.4 CANCRO
Per gli effetti cancerogenetici
e mutageni vedi capitolo specifico in Grilli.
2 - INFLUENZE
SULLA SALUTE NEL CAMPO DELLE ALTE FREQUENZE (30OKHz- 300 GHz)
2.1 SOLLECITAZIONI DELLE
ALTE FREQUENZE DI ORIGINE NATURALE E ARTIFICIALE.
Poiche' alte frequenze
sono in gioco anche nella trasmissione delle informazioni fisiologiche del vivente,
deve ritenersi che le corrispondenti alte frequenze specifiche naturali, nei
limiti di intensita' propri dell’esposizione filogenetica, possano esercitare
un ruolo stabilizzante sui processi omeostatici biologici, per contro sono noti
da tempo effetti dannosi delle alte frequenze genericamente distinti in termici
e non termici.
Nell’esposizione ad alte
frequenze si usa il concetto di densita' di flusso, misurata in mW/cm²,
che ci dice quanta energia per unita' di tempo e di superficie la radiazione
trasporta. Il SAR (dose assorbita) misurata in W/Kg ci dice il tasso di assorbimento
della radiazione in un corpo. Il fondo naturale per tutto lo spettro delle Alte
Frequenze ha un valore di 0,00007 mW/cm² (LEITGEB 1991). Accanto ad impianti
di trasmissione vengono misurati valori tra 1 e 10 mW/cm² (TELL 1980).
Durante l’uso di un telefono cellulare la densita' di flusso puo' essere anche
oltre 1 mW/cm² in prossimita' della testa.
2.2.1 - EFFETTI TERMICI
Al di sopra di 100
kHz l’azione del campo elettromagnetico provoca il riscaldamento del corpo.
Il riscaldamento avviene per mezzo della trasformazione in calore dell’energia
radiante mediante tre principi fisici. La radiazione alta frequenza induce correnti
ad alta frequenza nei tessuti, modifica l’orientamento dei dipoli molecolari
e causa la rotazione nelle molecole. L’energia radiante si trasforma in energia
cinetica che si misura come innalzamento della temperatura. Riguardo alle azioni
termiche della radiazione alta frequenza esiste un vasto pensiero unanime: il
metodo di misura di probabili danni biologici dipende da quanta energia ad alta
frequenza sia assorbita e le azioni termiche sono ormai ben documentate, ben
conosciute e inconfutabili in particolare sui testicoli e sul cristallino. (HENDLER
1968 - LEITGEB 1991 - WHO 1993).
2.2.2 - SOGLIA TERMICA
La maggior parte dei
lavori scientifici pone la soglia degli effetti termici a circa 10 mW/cm²
: al di sopra di questi valori sono stati osservati in molti esperimenti modificazioni
dei riflessi condizionati e con microonde ad alta densita' di potenza sono state
osservate mutazioni cromosomiche e mitotiche. In altri esperimenti comportamentali
la fuga dalle zone irradiate e' stata osservata a densita' di flusso tra 18
e 22 mW/cm² (gli animali rifuggono le zone irradiate) (INT. LAB. 1985).
2.2.3 - I DANNI ALLA
SALUTE,
che possono essere
causati dalla radiazione alta frequenza al di sopra di 10 mW/cm² sono molteplici
(SSK 1992, BERNHARDT /MATTHES 1992) alterazioni della permeabilita' di membrana,
della funzione ghiandolare, del sistema emopoietico, immunitario e nervoso e
dei riflessi comportamentali. A densita' di potenza piu' elevate si trovano
influenze sulla crescita cellulare, malformazione embrionale, offuscamento del
cristallino, e ustioni interne fino ad arresto cardiaco. Per densita' di flusso
di piu' di 50 mW/cm² (incidenti di esposizione a radar) sono stati descritti
mal di testa, stanchezza, letargia, paura, capogiri, nausea e vomito. In particolare,
aumento della coagulazione spontanea del sangue collegato ad infarto. (LEITGEB
1991).
2.3 - EFFETTI NON TERMICI
Per lungo tempo si
e' ritenuto che la radiazione alta frequenza, sotto la soglia che puo' causare
innalzamento termico, non avesse effetto sugli organismi biologici. Oggi si
sa che questo era errato. Per densita' di flusso largamente al di sotto della
soglia termica, sono stati osservati una molteplicita' di effetti. Spesso gli
effetti si presentano solo con radiazione modulata e con determinate finestre
di frequenza ed ampiezza. Attualmente, gli effetti non termici in ambienti cellulari
sono largamente accettati, mentre sussistono incertezze su come gli effetti
riscontrati a livello cellulare possano causare danni alla salute dell’intero
organismo. Nell’organismo intero, infatti, ci sono sistemi metastabili di regolazione
e controllo che riescono a contenere molti degli eventuali danni che si possono
verificare a livello cellulare. Alcune delle ricerche che riportano tali danni,
inoltre, non sono definitivamente accettate da tutti i ricercatori. D’altra
parte e' vero che con il passare del tempo e lo sviluppo della ricerca sono
evidenziati effetti sempre piu' sottili. Ad esempio sono stati accertati effetti
sulla permeabilita' di membrana con radiazioni alta frequenza modulate in ampiezza,
e modificazioni della diffusione del calcio dal 10 al 20 per cento con radiazione
alta frequenza a 147 MHz modulata con frequenze di 6-20 Hz., e sempre piu' diventano
evidenti delle discontinuita' nel rapporto dose-effetto che risulta essere non
lineare e si presenta a finestre di frequenza maggiormente efficaci. Da notare
che si tratta in ogni caso di valori di esposizione piu' piccoli di 10 mW/Kg
e che percio' sono ampiamente al di sotto delle intensita' termicamente rilevanti.
L’importanza fisiologica degli effetti modulati in ampiezza e' a tutt’oggi oscuro,
ma dato che alcuni sistemi di telefonia cellulare emettono alta frequenza pulsata
sono in corso ulteriori studi per la valutazione del rischio.
2.4 RISONANZA
Recenti studi hanno
verificato la presenza di risonanza cellulare in risposta a campi elettromagnetici
alta frequenza (50-200 MHz) per cui in alcune strutture si ha un elevato assorbimento
di radiazione alta frequenza come ad esempio la retina a 21 GHz, il cristallino
a 9 GHz, gli aminoacidi 12,5 GHz (PETHIG 1988). A causa di riflessione della
radiazione sulla superficie di confine di organi, starti muscolari e adiposi,
strutture corporee piegate, si puo' giungere a picchi di assorbimento definiti
"macchie calde". Nell’intervallo 300-2000 MHz vi sarebbe al centro del cranio
una zona ove l’assorbimento delle alte frequenze e' alcune volte piu' alto del
valore medio. (SSK Commissione per la protezione delle radiazioni 1992).
2.5 - INFLUENZE SULL’ATTIVITA’
CEREBRALE
Sono state rilevate
modifiche all’elettroencefalogramma di gatto (ADEY, MEDICI-GAVALAS, BAWIN 1970;
BRODEUR 1989), alterazione di flussi di calcio (ADEY 1981), modificazione dell’elettroencefalogramma
umano con radiazione alta frequenza pulsata a 217 Hz (KLITZING 1993) presenza
di finestre di frequenza maggiormente efficaci (KLITZING 1993, ADEY 1981).
2.6 COMPORTAMENTO
La letteratura riporta
effetti delle microonde pulsate sul comportamento di fuga negli animali a 0,2
mW/ cm², effetti sul comportamento sessuale dei ratti, riduzione dell’attivita'
motoria e dell’apprendimento a 0,2 - 0,7 mW/cm² (FREY 1988 - HUNT 1975
- SEAMAN 1981 - BARANSKI 1976 - REITER 1960).
2.7 - ALTRE EVIDENZE
NON TERMICHE
Mal di testa, irritabilita',
stimoli agli occhi sono stati dimostrati per esposizione a microonde (KUHENE
1989 - KEILMANN 1985) mentre sono state dimostrate malformazioni negli embrioni
di pollo sottoposte a 1,5 GHz e da 0,1 a 3 mW/cm² (VARGA 1989). Alcuni
scienziati hanno dimostrato una anormale intensa reazione (una vera e propria
allergia nel senso piu' ampio del termine) a deboli campi elettrici e magnetici.
(SMITH - REA - WENNBERG 1992). Smith ha rilevato la comparsa di reazioni di
ipersensibilita' a campi magnetici anche ad un ordine di grandezza di 30 T.
(SMITH et al. 1989, 1990).
2.8 MODELLI
Modelli di influenza
biologica sono stati studiati per spiegare gli effetti delle alte frequenze
(ADEY 1981 - LEITGEB 1991 - BERNHARDT 1992 - FROEHLICH 1985 - KEILMANN 1985
- MARINO 1988 - TAYLOR - COST 1994).
RIASSUMENDO
si possono usare le seguenti conoscenze guida per valutare la possibilita'
di rischio:
- Effetti non termici in
ambienti cellulari sono stati piu' volte trovati e scientificamente riconosciuti.
Gli effetti di radiazioni ad alta frequenza modulate si presentano a intervalli
con marcato effetto finestra .
- Gli effetti non termici
si presentano per intensita' di radiazioni molto al di sotto della soglia di
rilevabilita' termica (0,5 W/Kg) e molto piu' bassi dei valori limite legali
di esposizione. E’ stata recentemente evidenziata la presenza di alta frequenza
di 150-400 MHz nelle linee ad alta tensione a 50 Hz. (ISPELS - Congresso Int.le
Campi Elettromagnetici - Bologna 1997). Tale alta frequenza viene utilizzata
per la trasmissione dati e telefonia dalle compagnie elettriche. Alla radiazione
a 50 Hz si aggiunge quindi quella ad alta frequenza con possibili effetti sulle
persone esposte ancora da studiare.
Importanti studi epidemiologici
sul rischio di cancro causati dai tralicci dell’alta tensione
Paese
|
Autore
|
Anno
|
Categoria
di persone
|
Malattia
|
Esposizione
a campi magnetici
a determinate
distanze dal traliccio
|
Fattore
di rischio |
USA
|
Wertheimer,
Leeper
|
1979
|
Bambini
|
Cancro
generico
Tumore
cerebrale
Leucemia
|
Intense
correnti elettriche stimate
|
2,2
2,3
3 |
USA
|
Wertheimer,
Leeper
|
1982
|
Adulti
|
Cancro
generico
|
Intense
correnti elettriche stimate
|
1,4
|
GB
|
Myers
et al.
|
1985
|
Bambini
|
Cancro
generico
|
0,1
µT
|
1,3
|
S
|
Tomenius
|
1986
|
Giovani
|
Cancro
generico
|
0,3
µT
150
m
|
2,3
2 |
Tumore
cerebrale
|
0,3
µT
150
m
|
3,7
0,3 |
Leucemia
|
0,3
µT
150
m
|
1
|
USA
|
Savitz
et al.
|
1988
|
Bambini
|
Leucemia
|
Ca.
0,2 µT
|
1,4
/ 3,3 |
USA
|
Severson
et
al.
|
1988
|
Adulti
|
Leucemia acuta
non linfocitica
|
0,2
µT
|
1,5
|
S
|
Feychting,
Ahlbom
|
1992
|
Bambini
|
Leucemia
|
0,2
µT
0,3
µT
fino
a 150 m
|
2,7
3,8
2,9 |
Adulti
|
0,2
µT
|
1,7
|
Tumore
cerebrale
|
0,2
µT
|
1
|
S
|
Verkasalo
|
1996
|
Tutti
|
Leucemia
l.c.
|
0,4
µT
|
4,8
|
In conclusione:
VALORI LIMITE
il fondo naturale per
il campo elettrico statico e' di circa 130 V/m.
Per quanto riguarda la distribuzione elettrica alternata a BASSA FREQUENZA
(50-300Hz) i valori efficaci a cui la ricerca sperimentale in vivo e in vitro
ha correlato il minimo valore di esposizione ad un maggior rischio di ammalarsi
e' di una decina di microTesla di campo magnetico. La ricerca epidemiologica
ha correlato un possibile rischio di ammalarsi a valori attorno a 0,2 microTesla
di campo magnetico. Pertanto utilizzando un criterio cautelativo per la
salute pubblica si consiglia di porre la soglia massima di esposizione
per la popolazione a 0,1 microTesla di campo magnetico.
Per le ALTE FREQUENZE sono documentati gli effetti termici e non ancora
chiariti completamente i meccanismi degli effetti non termici alcuni dei quali
sono pero' documentati a bassi valori di esposizione. Considerando che il fondo
naturale per le alte frequenze e' : 0,0005-0,01 nW/cm² (0,5-10 picoWatt/cm²,
cioe' 0,001-0,0061 V/m) e che l’esposizione minima efficace trovata per effetti
termici e' 0,4 mW/cm² (400 microWatt/cm², cioe' 39 V/m) e per effetti
non termici e' 0,1 mW/cm² (100 microWatt/cm², cioe' 20 V/m) si
consiglia di porre la soglia massima di esposizione a 0,003 mW/cm² (3 microWatt/cm²,
cioe' 3,3 V/m).
Tre lavori epidemiologici
condotti su popolazioni esposte a radiofrequenza di 13 e 57 mW/cm² (1,3 e 5,7
microWatt/cm²), (DOLK et. al. 1997, e Honolulu COUNCIL 1986) indicano una possibile
parziale correlazione per alcune stazioni trasmittenti con il rischio di leucemia.
Sebbene almeno in due casi si tratti di lavori da confermare con altre ricerche,
la tendenza a trovare effetti dannosi nella popolazione e' in aumento ed e'
dunque probabile che le soglie consigliate oggi dovranno ancora scendere alla
luce di piu' approfonditi studi.
Il valore limite provvisorio
di esposizione per i telefoni cellulari proposto secondo le norme di
"PRUDENT AVOIDANCE": (EVITARE PRUDENTEMENTE L’ESPOSIZIONE) in attesa di ulteriori
conferme dei dati scientifici dovrebbe garantire una esposizione massima di
0,003 mW/cm² (3 microWatt/cm²) accanto all’apparecchio.
Raccomandazioni
commissione comunale Bologna:
FREQUENZA
|
COLLETTIVITÀ
|
LIMITE
DI
ESPOSIZIONE 24 ORE
|
RIFERIMENTO
BIBLIOGRAFICO |
50 Hz
|
TUTTA
|
Elettrico:
10 V/m
Magnetico:
0,2 A/m (0,1 µT)
|
Lavori
epidemiologici |
Alta
frequenza
|
TUTTA
|
0,003
mW/cm²
(3 mW/cm²) (2 V/m)
|
Alterazioni
Calcio cerebrale
|
Telefonia
cellulare
|
TUTTA
|
0,003
mW/cm²
(3 mW/cm²) (2 V/m)
|
Dolk,
Honolulu |
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