Sito del Forum Elettrosmog Verdi Toscani realizzato
in collaborazione con il Coordinamento Nazionale dei Comitati contro l'Elettrosmog
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Dossier |
Il termine elettrosmog indica l'inquinamento da campi elettromagnetici (cem). Il campo e' il risultato della corrente e della tensione elettrica ed e' diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, radar, ripetitori televisivi, ecc. il campo oscilla ad alta frequenza, la parte del campo più significativa e' quella elettrica, si puo' schermare con il metallo e si misura in volt/metro (abbreviato V/m). Negli elettrodotti e negli elettrodomestici invece la parte più significativa e' quella magnetica che non si può schermare (attraversa i muri ed il metallo), il campo oscilla a bassa frequenza, 50/60 herz (abbreviato Hz, si pronuncia "erz") e di misura in microTesla (abbreviato µT) con uno strumento differente da quello per i V/m. Effetti a breve termine Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell'uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue all'assorbimento dell'energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione. Effetti a lungo termine Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensita'. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all'interazione tra i messaggi elettrochimici dell'organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensità i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici.
Nel 1996 è stato pubblicato il più grande studio epidemiologico, condotto dal dott. Stanislaw Szmigielski, finanziato dalla Comunità Europea, uno studio polacco sugli effetti delle radiofrequenze, i risultati sono chiari: aumenta il rischio per tutte le patologie indagate. Nell'ottobre 1998 gli scienziati riuniti a Vienna per un congresso scientifico sugli effetti delle campi elettromagnetici a radiofrequenza concordano che gli effetti biologici delle esposizioni a bassa intensità sono scientificamente dimostrati. Aggiungono che si possono ancora trarre conclusioni attendibili sui livelli di esposizione innocui e sottolineano che è importante informare la popolazione sui siti, sui dati tecnici e sulle esposizioni, ed anche sullo stato della ricerca scientifica. Sui telefoni cellulari, gli scienziati dicono che dovrebbe essere fornita una sufficiente informazione sugli studi sanitari onde promuovere un più corretto uso del telefonino. Nel giugno 2000 al congresso scientifico di Roccaraso, gli scienziati confermano le posizioni di Vienna e riconoscono che esiste una evidenza che l'esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (quelli delle antenne per la telefonia cellulare) può avere effetti negativi sulla salute: l'aumento dei casi di tumore, per esempio, l'aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi, e neurologici. Questi effetti sono confermati dalle ricerche svolte negli ultimi 40 anni sulle cellule, sugli animali e sulle persone. Gli scienziati chiedono con urgenza che nella pianificazione della rete delle antenne per la telefonia mobile si raggiunga un valore di esposizione di 0,2 volt/metro ed non si superi i 0,6 volt/metro. I consumatori devono essere informati sui livelli di esposizione quando usano un cellulare, anche con l'auricolare. Sempre nel giugno 2000, ma al congresso scientifico internazionale di Salisburgo, gli scienziati dicono che la costruzione di una antenna deve essere soggetta ad una procedura di autorizzazione con il coinvolgimento attivo della popolazione interessata e la valutazione delle fonti di inquinamento già esistenti. La stima sugli effetti biologici delle esposizioni a livelli bassi è difficile. Le raccomandazioni sui limiti precisi di esposizione sono solo indicative. Per la tutela della salute si raccomanda un valore limite provvisorio di esposizione di 0,6 volt/metro per la somma a campi modulati in alta frequenza e pulsanti a bassa frequenza come le antenne per la telefonia cellulare. La rassegna di studi più completa è stata raccolta dal dott. Neil Cherry che nelle conclusioni consiglia di non superare 0,2 volt/metro. Nel aprile 2001 l'Agenzia Regionale di Sanita' della Toscana ha studiato una gran parte dei lavori scientifici sui campi elettromagnetici ed ha concluso che il principio di cautela comporta che il livello di esposizione sia il piu' basso possibile compatibilmente con la tecnologia del settore. Nel settembre 2002 gli scienziati riuniti a Catania confermano l'esistenza di effetti provocati dai campi elettromagnetici alcuni dei quali nocivi per la salute e consigliano di tutela la salute pubblica dai campi elettromagnetici.
Le indagini condotte su individui residenti vicino ad elettrodotti hanno accertato un aumento del rischio di ammalarsi. Sono state indagate molte patologie. La leucemia infantile, molto rara, è stata utilizzata per dimostrare definitivamente gli effetti biologici dei campi magnetici prodotti da elettrodotti e simili. Gli studi affermano che l'esposizione e' associata a incrementi dell'insorgenza di leucemie tra la popolazione infantile. I rapporti del 1995 e del 1998 dell'Istituto Superiore della Sanità confermano che un esame degli studi scientifici depone a favore di un'associazione fra un'esposizione prolungata e la leucemia infantile. L'ultimo studio internazionale, pubblicato nel settembre 2000, finanziato dalla Comunità Europea afferma che il rischio di leucemia infantile raddoppia in prossimità di elettrodotti quando il campo ha valori uguali o maggiori a 0,4 microTesla. Sempre nel 2000 uno studio italiano del Registro Tumori di Varese ha stimato un rischio relativo di 4,5 in corrispondenza di livelli di esposizione superiore a 0,1 microTesla (µT). Sentenza del TAR Veneto del luglio 1999 Il TAR ha annullato il trasferimento di una scuola elementare sotto una linea elettrica (il campo misurato era tra 2 e 0,5 microTesla). Il Ministero dell'Ambiente ha emesso una Circolare che chiede alle societa' elettriche (ENEL, ecc.) un censimento delle linee elettriche vicine ai luoghi dell'infanzia e la riduzione dell'elettrosmog sotto la soglia di 0,2 microTesla. La sentenza e' stata confermata dal Consiglio di Stato. Sono indicative anche le sentenze di Rimini (maggio 1999 - elettrodotto da 380 kV), di Arese (ottobre 1999 - due elettrodotti alta tensione), di Roma (novembre 1999 - cabina elettrica), che obbligano le compagnie elettriche a risanare situazioni nocive per la salute, e la sentenza della Corte Costituzionale che riconosce alla Regione Veneto di stabilire il limite di esposizione a 0,2 microTesla. Sentenza della Corte Costituzionale dell'ottobre 2003 L'orientamento della Corte è cambiato rispetto alla sentenza sulla legge regionale del Veneto. E' stata riconosciuta la competenza dello Stato a fissare i limiti di esposizione. Alle Regioni rimane la pianificazione urbanistica della antenne da esercitare con opportune regolamentazioni a livello comunale.
Tabella di confronto
tra i limiti delle unita' di misura (V/m² volt/metro, W/cm² watt/centimetroquadro,
ecc.) Il campo di un elettrodotto a si riduce, indicativamente, a 0,2 microtesla a
Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove siano proibite le costruzioni e limitate le attivita' umane. Le linee interrate danno luogo a campi ridotti grazie alla vicinanza dei conduttori ed all'effetto schermante del rivestimento del cavo e del terreno. A parita' di corrente in linea il campo di un cavo interrato si riduce a 0,2 microtesla almeno alla meta' delle distanze dalle corrispondenti linee aeree. Il seguente grafico mostra il campo magnetico al suolo prodotto da una linea aerea a 132 kV con corrente di 860 A e l'equivalnte linea in cavo interrato. ![]() Una soluzione particolare per ridurre il campo solo sugli elettrodotti a doppia terna consiste nel configurare le fasi in modo che il campo generato dai primi 3 cavi sia in contrapposizione con il campo generato dagli altri 3 cavi, questa soluzione e' provvisoria in attesa dell'interramento. Infine le linee conpatte rappresentano un'altra soluzione che premette una riduzione dei campi grazie all'avvicinamento dei fili tra di loro. Nel caso delle antenne, il campo si puo' ridurre allontanandole dai luoghi del vivere o riducendo la potenza dell'antenna. Si può agire anche aumentando l'altezza e/o modificando il tilt di un'antenna. ![]() Il campo di un'antenna tipo si riduce a 0,5 volt/metro a circa 500 metri dall'antenna e allontanandosi si riduce molto lentamente. La distanza di 150 metri non è di per sé garanzia dell'ottenimento dei valori di campo elettromagnetico necessariamente più bassi di quelli che si hanno a distanze inferiori. Infatti l'andamento del campo elettromagnetico di un'antenna tipo con potenza in ingresso di 50 watt installata su un palo di altezza 30 metri con tilt di 2° è il seguente. ![]() Si vede che a 100-150 il campo è massimo. E' possibile ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici delle antenne schermando il campo con speciali tende o vetri alle finestre che contengono fibre metalliche. Visto che non vi sono prove sull'innocuità dei campi elettromagnetici, una soluzione è quella di prevedere un'esposizione della popolazione al valore minimo di funzionamento dei telefoni cellulari. A Milano città, dove l'inquinamento elettromagnetico non è particolarmente ridotto, sono stati misurati al 4° piano 0,06 volt/metro, con uno strumento professionale (l'analizzatore di spettro), mentre il cellulare segnava quattro tacche. Pertanto 0,02 volt/metro sono piu' che sufficienti sufficienti a far funzionare il cellulare con almeno una tacca.
Se si acquista una casa: vi sono linee elettriche aeree o cabine elettriche? (le cabine elettriche spesso sono al piano terra) vi sono antenne fisse per la telefonia cellulare? vi sono radar? vi sono ripetitori radio o TV? In casa vale la regola della distanza di un metro: tenere apparecchi elettrici (segreteria telefonica, radiosveglia, ecc.) sul comodino ad almeno un metro di distanza dal letto (o usare apparecchi a pile); non dormire sotto una termocoperta accesa; insegnare ai bambini a stare ad una distanza di almeno un metro dallo schermo del televisore in funzione (anche per i videogiochi); evitare di sostare dietro il televisore anche se vi separa un muro (il campo e' piu' elevato nella parte posteriore e laterale del televisore); tenere lontani i bambini da forni elettrici e ferri da stiro in funzione; utilizzare la lametta al posto del rasoio elettrico; utilizzare il phon tenendolo il piu' possibile distante dai capelli (d'estate asciugarli naturalmente); mantenere una distanza di almeno un metro e mezzo dai termosifoni elettrici portatili; cercare di ridurne al minimo i tempi di funzionamento di elettrodomestici come tritatutto, tostapane, frullatori, ecc.; mantenere il cosiddetto babyphone ad una distanza di almeno un metro dalla testa del piccolo; alcuni modelli di apparecchi per aerosol emettono un campo elevato, cercare di rendere massima la distanza utilizzando il tubicino dell'aria piu' lungo; non posizionare il letto a ridosso di una parete che confina con un quadro elettrico (dove c'e' l'interruttore principale); nella camera da letto e' meglio se i fili elettrici non passano dietro la testata del letto; mantenere un metro distanza dallo schermo di un qualsiasi monitor; evitare di stare ai lati o dietro il medesimo (il campo e' maggiore); usare gli apparecchi elettrici con prudenza: per esempio accendere la stampante solo per utilizzarla. Fuori casa: tenere lontani i bambini da cabine o linee elettriche, da antenne per la telefonia mobile, da radar, da ripetitori radio o TV. Il cellulare nuoce gravemente alla salute: usare l'auricolare ed estrarre l'antenna riducono l'esposizione, ma non tenerlo in mano (verrebbe esposta come la testa e i rischi per la salute non sono certo minori); evitare lunghi colloqui; non usarlo all'interno dell'auto (va bene solo se l'antenna e' montata fuori dell'abitacolo); persone con stimolatori cardiaci o altri impianti elettronici dovrebbero mantenere una distanza di sicurezza di almeno 30 cm dal cellulare. Uno studio internazionale (pubblicato nel settembre 2000) sugli effetti delle linee elettriche afferma che a 0,4 microTesla raddoppia il rischio di leucemia infantile. Per gli elettrodotti: per esposizioni superiori alle 4 ore occorre un limite di esposizione di 0,2 microTesla. Oltre questo limite il campo magnetico delle linee elettriche non e' piu' innocuo (la legge attuale fissa in 10 microTesla il valore limite). Il Dott. Neil Cherry ha esaminato gli studi sull'inquinamento elettromagnetico ed ha chiesto al governo della Nuova Zelanda di adottare il principio della massima cautela: ridurre in breve tempo l'esposizione della popolazione. Ha individuato in 0,2 volt/metro il valore di esposizione innocuo. Per il campo elettrico delle antenne della telefonia mobile occorre che venga ridotto il limite di esposizione almeno a 0,2 volt/metro (il DPCM 8.7.03 ha fissato il limite in 6 volt/metro).
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