comunicato stampa:
IS ARENAS , SVANISCONO
I SOGNI DI GLORIA DEI CEMENTIFICATORI
Chiedere scusa e tornare a casa, in Piemonte e in Svizzera.
E' questo l'unico consiglio che ci sentiamo amichevolemente di dare oggi ai
dirigenti della società
immobiliare Is Arenas che da oltre quarant'anni inseguono vani sogni di
gloria .
Analogo suggerimento lo rivolgiamo deferenzialmente ai numerosi
politicanti sardi che, da destra a sinistra, (fra i quali ricordiamo
con piacere gli on. Mario Diana e Alberto Sanna)
hanno maldestramente aiutato la realizzazione del maxi progetto immobiliare
sulle dune e il bosco costiero di Narbolia e San Vero Milis.
Infatti la Commissione europea ha messo oggi la pietra tombale
sull'ipotizzato villaggio immobiliare di seconde case di Is Arenas.
Infatti con lettera della Direzione generale Ambiente (Direzione
A, Unità ENV.A.2 Applicazione del diritto comunitario) n. ENV A2/LCI/ac
D(2005)1189
del 21 gennaio 2005, la Commissione Europea ha comunicato di aver "inviato
all'Italia una lettera
di messa in mora complementare . in relazione al progetto di realizzazione
di un complesso turistico e di un campo da golf in località Is Arenas,
in
provincia di Oristano. In particolare, in riferimento all'intero progetto,
è stato contestato alle autorità italiane di non essersi astenute
dall'adottare
misure che compromettono la conservazione degli habitat e delle specie
nonché
l'integrità del SICp (Sito di Importanza Comunitaria proposto) <Is Arenas>
e di non aver correttamente effettuato la valutazione di incidenza prevista
all'articolo 6, comma 3, della direttiva 92/43/CEE". Tale nuova
contestazione
della violazione della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli
habitat
naturali e semi-naturali, della fauna e della flora si inserisce nell'ambito
della procedura di infrazione n. 1998/2346 avviata dalla Commissione europea
ai sensi dell'art. 226 del trattato U.E. su ricorso di questo Comitato. Già
con "parere motivato"
n. 4381 del 9 febbraio 2001 l'Esecutivo comunitario aveva ingiunto
all'Italia
ed alla Regione autonoma della Sardegna di conformarsi alle disposizioni
della "direttiva habitat" per valutare correttamente l'impatto ambientale
del proposto progetto turistico-edilizio (circa 240.000 metri cubi di
volumetrie
complessive, alberghi, residences, residenze stagionali, servizi, campi
da golf).
Ma ora la Commissione Europea, dopo la svolta Soru e le recenti disposizioni
del Consiglio
di Stato ha definitvamente chiuso una vicenda che si trascinava da troppo
tempo.
Al nostro Comitato non resta ora che vigilare sulle richieste di
finanziamento pubblico paracomunitari che
ancora indebitamente persistono, per decine di miliardi vecchie lire, per la
realizzazione
di questo vecchio e colonialista disegno immobiliare, diventato ormai
null'altro che carta straccia.
Oristano 3 febbraio 2005
Per il
Comitato Internazionale per la Salvaguardia
di Is Arenas
(Andrea Atzori)