Indietro Home Frasi Canzoni
FILASTROCCA CONTRO LA GUERRA

 

Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
nè di giorno nè di notte,
nè per mare nè per terra:
per esempio, la guerra.


Gianni Rodari

Avevo un fratello aviatore

BERTOLD BRECHT

Avevo un fratello aviatore.

Un giorno, la cartolina.

Fece i bagagli, e via,lungo la rotta del sud.

Mio fratello è un conquistatore.

Il popolo nostro ha bisognodi spazio;

e prendersi terre su terre,da noi, è un vecchio sogno.

E lo spazio che s'è conquistato è sui monti del Guadarrama.

E' di lunghezza un metro e ottanta,uno e cinquanta di profondità.

Barbara

(PREVERT)

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t'ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull'arsenale
Sul battello d' Ouessant
Oh barbara, che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio e sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh Barbara
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più cosi e tutto si è guastato
È una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c'è più niente


LA NINNA-NANNA DE LA GUERRA

TRILUSSA

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s ammazza
a vantaggio de la razza&
o a vantaggio d una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l ombra d un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!
Sarò disertore

Dario Bellezza

Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non sei ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli
uni agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che,Dio non voglia!,
non veda più guerre".
SARAJEVO

Czeslaw Milosz

Sarajevo
(da una poesia di Czezslav Milosz adattata da David Riondino)-1994

E adesso che sarebbe necessaria la Rivoluzione
i rivoluzionari sono chissà dove
e se un paese assassinato muore
loro sbadigliano di malumore

e i loro uomini di stato scelgono l'infamia
nessuno che la chiami col suo nome
era menzogna la rivolta della giovantù d'Europa
che si condanna e che condanna una generazione

ed accogliamo nell'indifferenza il grido dei morenti
barbari incolti che si sgozzano tra loro
perchè la vita di chi è sazio vale più di quella di chi ha fame
quando la vita vale come l'oro

adesso è chiaro che l'Europa era soltanto un'impostura
fatta di nulla e nulla di sostanza
e come il nulla dicono i Profeti genera altro nulla
voi molto presto rivedrete cominciare la mattanza

e Sarajevo che vi maledice significherà
l'annientamento dei vostri figli
è colpa vostra e mentre dite "qui nessuno ci disturberà"
crescete chi violenterà le vostre figlie

grazie a Paolo Sollier. Un altro bel goal !

SPEAK OUT

Lawrence Ferlinghetti

E una paranoia immensa soffia sulla nazione
e l’America trasforma l’attacco alle sue Torri Gemelle
nell’inizio della Terza Guerra Mondiale
la guerra contro il Terzo Mondo
e i terroristi di Washington
arruolano tutti i giovani
e nessuno si fa sentire
e danno la sveglia
a tutti quelli col turbante
e scaricano nel cesso
tutti gli strani immigrati
e rispediscono tutti i giovani
di nuovo nei campi di morte
e nessuno si fa sentire
e quando vengono a fare una retata
di tutti i grandi scrittori e poeti e pittori
il Fondo Nazionale per le Arti dell’Autocompiacimento
non si farà sentire
mentre tutti i giovani
stanno uccidendo tutti i giovani
di nuovo nei campi di morte
e così adesso è ora che vi fate sentire
voi tutti amanti della libertà
voi tutti amanti della ricerca della felicità
voi tutti amanti e dormienti
nel profondo dei vostri sogni privati
adesso è ora che vi fate sentire
o maggioranza silenziosa
prima che loro vi vengano a prendere


(Traduzione di Damiano Abeni)

EXPLICO ALGUNAS COSAS
PABLO NERUDA
Chiederete: ma dove sono i lillà?
E la metafisica coperta di papaveri?
E la pioggia che fitta colpiva
Le sue parole, riempiendole
Di buchi e uccelli?
Vi racconterò tutto quel che m'accade.

Vivevo in un quartiere
Di Madrid, con campane,
Orologi, alberi.

Da lì si vedeva
Il volto secco della Castiglia,
Come un oceano di cuoio.
La mia casa la chiamavano
"La casa dei fiori", ché da ogni parte
Conflagravan gerani: era
Una bella casa,
Con cani e scugnizzi.
Ti ricordi, Raúl?
Ti ricordi, Rafael?
Federico, ti ricordi,
Ora che sei sottoterra,
Ti ricordi della mia casa balconata, dove
La luce di giugno ti soffocava la bocca di fiori?
Fratello, fratello!
Tutto
Era gran voci, sale di mercanzie,
Mucchi di pane palpitante,
Mercati del mio rione di Argüelles, con la sua statua
Come una seppia pallida tra i merluzzi:
L'olio era versato nel cucchiaio,
Un profondo brusìo
Di mani e piedi riempiva le strade,
Metri, litri, acuta
Essenza della vita,
Pesci accatastati,
Intreccio di tetti nel freddo sole, dove
La freccia s'affatica,
Fino avorio delirante delle patate,
Pomodori in fila, in fila fino al mare.

E una mattina tutto era in fiamme,
E una mattina i roghi
Uscivan dalla terra,
Divorando esseri,
E da allora fuoco,
Da allora polvere da sparo,
Da allora sangue.
Banditi con aerei e con mori,
Banditi con anelli e duchesse,
Banditi con neri frati benedicenti
Arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
E per le strade il sangue dei bambini
Correva semplicemente, come sangue di bambini.

Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
Sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
Vipere che le vipere odierebbero!

Davanti a voi ho visto
Sollevarsi il sangue della Spagna
Per annegarvi in una sola onda
Di orgoglio e di coltelli!

Generali
Traditori:
Guardate la mia casa morta,
Guardata la Spagna spezzata:
Però da ogni casa morta esce metallo ardente
Invece di fiori,
Da ogni foro della Spagna
La Spagna viene fuori,
Da ogni bambino morto vien fuori un fucile con occhi,
Da ogni crimine nascono proiettili
Che un giorno troveranno il bersaglio
Del vostro cuore.

Chiederete: perché la tua poesia
Non ci parla del sogno, delle foglie,
Dei grandi vulcani del paese dove sei nato?

Venite a vedere il sangue per le strade,
Venite a vedere
Il sangue per le strade,
Venite a vedere il sangue
Per le strade!

Indietro Home Frasi Canzoni