LA NOSTRA DENUNCIA

 

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Al Sindaco di Rieti
Al Dipartimento di Prevenzione-
Servizio Igiene e Ambiente dell'USL di Rieti
All'ARPA Lazio
Agli organi di stampa

Rieti 6settembre 2002


C'è un possibile pericolo che minaccia la salute degli abitanti dell'area adiacente all'ex capannone artiginale Rinaldi & Jacoboni ubicato all'ingresso della città sulla via Salaria. Il capannone da anni dismesso presenta una fatiscente copertura realizzata in amianto, una sostanza che da anni è stata individuata come responsabile di numerose gravi patologie polmonari tanto che con la legge 22 febbraio 1994, n. 146, che recepiva la direttiva 87/217/CEE del Consiglio del 19 marzo 1987, se ne è vietata ogni forma di produzione e utilizzo. L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). Esse insorgono dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma. Va tenuto presente che l'azione inquinante dell'amianto con il rilascio delle fibre di cui è costituito nell'atmosfera, aumenta a dismisura proprio nel caso di strutture degradate, come nel caso del capannone posto all'ingresso di Rieti. Come è noto il rilascio di fibre nell'ambiente può avvenire o in occasione di una loro manipolazione/lavorazione o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, venti, piogge, infiltrazioni ecc. Per dare una idea della estrema finezza delle fibre di amianto basti pensare che in un centimetro lineare si possono affiancare 250 capelli umani, ma ben 335.000 fibre di amianto. I Verdi Rieti ritengono che le autorità competenti si debbano attivare affinché si proceda al più presto ad una valutazione del grado di pericolosità di questa struttura e, in tal caso, procedano ad un adeguato intervento di bonifica in base alle norme del DLGS 17/3/1995 N.114.

Il Responsabile dei Verdi di Rieti
(dott. Roberto Lorenzetti)

alcuni comunicati
Alcuni mesi orsono abbiamo denunciato i gravi problemi alla salute dei cittadini che possono derivare dall'inquinamento da amianto in modo specifico per quanto riguarda i capannoni dell'area adiacente all'ex capannone artiginale Rinaldi & Jacoboni ubicato all'ingresso della città sulla via Salaria. Il capannone da anni dismesso presenta una fatiscente copertura realizzata in amianto Avevamo davvero ragione a presentare tale denuncia. In seguito ad essa i competenti uffici della AUSL di Rieti ha effettuato i relativi accertamenti e il laboratorio di igiene industriale della AUSL di Viterbo ha effettuato le analisi sui campioni prelevati.
I risultati non lasciano dubbi. E' stata rilevata la presenza di pericolosissime fibre di amianto.
Il problema deve essere assolutamente rimosso e la USL ha comunicato tali risultati al comune di Rieti il cui dirigente di settore ha emanato una ordinanza in tal senso.
Il problema dell'amianto è tra i più seri da un punto di vista della salute dei cittadini e va ben compreso.
In primo luogo i Verdi ritengono che alla luce di quanto accaduto il comune di Rieti e tutti gli altri della provincia debbano effettuare un preciso monitoraggio del territorio al fine di rimuovere le presenze inquinanti
L'amianto è una sostanza che da anni è stata individuata come responsabile di numerose gravi patologie polmonari tanto che con la legge 22 febbraio 1994, n. 146, che recepiva la direttiva 87/217/CEE del Consiglio del 19 marzo 1987, se ne è vietata ogni forma di produzione e utilizzo. L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).
L'amianto produce tali conseguenze solo in caso di deterioramento mentre è pressoché innocuo in caso di buone condizioni strutturali. E' evidente che il passaggio dalle buone condizioni al deterioramento è nella logica del tempo ed è quindi necessario rimuovere ogni presenza di amianto presente sul territorio. Rimuovere amianto nella condizione deteriorata è operazione complessa e costosa in quanto occorre seguire tutte le procedure del D.M. 6/09/1994 che presuppone opere di incapsulamento fatte da tecnici specializzati. Rimuovere in condizioni di normalità è invece sicuramente più economico.
Cosa propongono i Verdi?
I Verdi ritengono che le amministrazioni comunali non possano restare inermi davanti al problema ed attendere, come ha fatto il comune di Rieti, le prescrizioni della USL obbligando poi i privati a costosissime operazioni di bonifica.
E' necessario intervenire prima, censendo come si è detto le presenze di amianto anche quelle in buone condizioni, e incentivandone la rimozione prima che questa diventi obbligatoria.
La nostra proposta, per altro adottata da vari comuni italiani, è quella dello sgravio dell'ICI per un decennio per i possessori di strutture in amianto che provvedano alla rimozione.
Non è di certo colpa loro se hanno utilizzato qualcosa che era al tempo lecito utilizzare. Aspettare che l'amianto si deteriori e produca i suoi devastanti effetti inquinanti, costringendo poi i privati a costosissime operazioni di bonifica, è quanto di più scellerato possa auspicarsi.

I Verdi di Rieti -dicembre 2002

 

AMIANTO A PORTA ROMANA. UNA BATTAGLIA GIUSTA E MOTIVATA!

I Verdi di Rieti hanno intrapreso una battaglia per un possibile pericolo di inquinamento da amianto nell'area di Porta Romana provocato dai fatiscenti capannoni ex Rinaldi e Jacoboni.
Dopo aver da tempo denunciato il fatto sulla stampa, in data 9 settembre 2002 abbiamo richiesto l'intervento del Dipartimento di Igiene e Prevenzione, Servizio Igiene Pubblica e Ambientale della ASL di Rieti.
In data 16 settembre il servizio in questione ha effettuato una specifica documentazione dell'area.
In data 20 settembre si è effettuato un nuovo sopralluogo da parte dei tecnici della Prevenzione della AUSL di Rieti.
In data 7 novembre 2002 è stato effettuato un nuovo sopralluogo con prelevamento di alcuni campioni.
I campioni sono stati inviati presso il Laboratorio di Igiene Industriale dello SPILLS di Viterbo (Centro Regionale Amianto).
I Risultati delle analisi non lasciano dubbi. IN ENTRAMBI I CAMPIONI PRELEVATI È STATA RISCONTRATA LA PRESENZA DI PERICOLOSE FIBRE DI AMIANTO e la denuncia da noi presentata era quindi ampiamente motivata.
L'amianto è una sostanza che da anni è stata individuata come responsabile di numerose gravi patologie polmonari tanto che con la legge 22 febbraio 1994, n. 146, che recepiva la direttiva 87/217/CEE del Consiglio del 19 marzo 1987, se ne è vietata ogni forma di produzione e utilizzo. L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).
L'amianto produce tali conseguenze solo in caso di deterioramento mentre è pressoché innocuo in caso di buone condizioni strutturali.
Alla luce della denuncia dei Verdi e dei risultati prevenuti dal laboratorio di Viterbo, la ASL di Rieti ha relazionato al sindaco invitandolo ad emettere un immediato provvedimento amministrativo indirizzato alla rimozione del problema.
Si tratta di una battaglia vinta a favore della salute dei cittadini anche se è necessario vigilare affinché lo smantellamento avvenga al più presto, con la totale rimozione delle possibili fonti inquinanti.
Siamo a disposizione per ogni altro eventuale chiarimento.

I Verdi di Rieti

 

27 marzo 2004 SIT-IN CONTRO L'INQUINAMENTO DA AMIANTO A PORTA ROMANA SABATO 27 marzo dalle ore 16 DAVANTI AI CAPANNONI EX RINALDI E JACOBONI SULLA SALARIA.

Un centro-destra disattento e irresponsabile nei riguardi della salute dei cittadini.
Come altro giudicare l'atteggiamento riguardo alle più che legittime preoccupazioni dei cittadini rispetto all'inquinamento da amianto proveniente dai capannoni ex Rinaldi e Jacoboni posti sulla Salaria all'imbocco della città?
L'ordinanza che il comune di Rieti è stato costretto ad emettere in seguito alla denuncia dei Verdi e al successivo intervento della ASL di Rieti e poi di quella di Viterbo non è stata mai rispettata nell'indifferenza totale del Comune di Rieti.
L'ordinanza prevedeva la demolizione a rigore di legge del manto di copertura di amianto entro 30 giorni dalla sua notifica cioè a dire entro il 5 gennaio 2003. Dopo oltre 14 mesi dall'emanazione, quell'ordinanza non è stata mai rispettata. Perché? Dopo mesi di insistenza è stato smantellata solo una piccolissima parte dell'amianto relativa ad un piccolo annesso, mentre la maggior parte della copertura è tutt'ora li.
E' irresponsabile che una amministrazione sia cosi palesemente disattenta rispetto a questi problemi suffragati da specifiche e inoppugnabili analisi scientifiche.
L'amianto è una sostanza che da anni è stata individuata come responsabile di numerose gravi patologie polmonari tanto che con la legge 22 febbraio 1994, n. 146, che recepiva la direttiva 87/217/CEE del Consiglio del 19 marzo 1987, se ne è vietata ogni forma di produzione e utilizzo. L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).
I Verdi di Rieti organizzano per sabato 27 marzo p.v dalle ore 16 in poi un sit-in davanti ai capannoni ex Rinaldi e Jacoboni invitando i cittadini a partecipare e a sollecitare il comune a far rispettare l'ordinanza che esso stesso ha emesso.

La Federazione Provinciale dei Verdi di Rieti

26 giugno 2004 Se qualcuno a palazzo di città possa aver immaginato che i Verdi siano disposti a desistere dalle loro battaglie perché magari impegnati nella campagna elettorale si sbaglia di grosso.

Questa mattina è stato presentato tramite lo studio legale dell'avv. Cristiano Euforbio uno specifico atto di denuncia riguardo ai capannoni pieni di amianto ex Rinaldi e Jacoboni posti nel quartiere Borgo all'inizio della Salaria.

La denuncia firmata dal presidente provinciale dei Verdi Roberto Lorenzetti e da un gruppo di cittadini residenti nel quartiere orami esausti e impauriti dalla presenza di una pericolosissima fonte di inquinamento generatrice di pericolosissime patologie polmonari.

Una questione sulla quale i Verdi e i cittadini del posto battono da più di due anni, la cui fondatezza è stata suffragata da apposite analisi effettuate dalla USL di Rieti e dal Centro regionale amianto del laboratorio di Igiene industriale dello SPISLL della USL di Viterbo.

Tali autorità avevano obbligato il Comune di Rieti ad emanare una ordinanza di rimozione immediata del manto di copertura. L'ordinanza è stata emanata, ma la rimozione non è mai avvenuta, fatta eccezione di una piccola e insignificante parte di un annesso della struttura. Una vera e propria presa in giro dei cittadini che abitano nella zona.

La denuncia presentata riguarda esplicitamente la mancata osservanza da parte del Comune dell'ordinanza che esso stesso ha emesso, cosa che investe la sfera penale prefigurandosi un reato sancito dall'ex art. 650 del Codice Penale.

La Federazione Provinciale dei Verdi di Rieti