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Ricordate il "giallo" dell'articolo contro i Verdi apparso
sul Correre di Rieti a firma di "nuovolarossa", che
si è poi rivelato un falso?
Il vero Nuovalorossa ha inteso espriemre il suo giodizio sui Verdi
con questo articolo pubblicato sul numero di ottobre 20004 del
mensile "Format".
Lo ringraziamo.
VERDI DE C0RE E VERDI DE RABBIA
I Verdi sono
il fatto nuovo cittadino. Nati così, quasi una virgola
un po' sfiziosa che punteggia la frase sbiadita della politica,
i Verdi, piampiano, sono diventati essi stessi frase a forte inchiostratura
tanto da risaltare con sottolineata luminescenza nel panorama
crepuscolare dei partiti che giacciono sfiniti tra le pieghe di
un attivismo tematico non più loro.
E, sempre piampiano, sono cresciuti così, i Verdi: libertari,
caciaroni, invadenti il territorio disertato da quei partiti nati
(ma quanto tempo fa?) come interpreti delle esigenze del territorio
umano e come portatori delle loro istanze.
Un fatto nuovo che scombussola le tranquille sieste del sonnolento
sistema partitico cittadino (ed anche provinciale: si veda la
loro organizzata e militante presenza in Magliano Sabino, ad esempio,
od a Casperia od a Cantalupo) e che perciò non può
che suscitare fastidio, umor nero, invidiuccia, malanimo in quelle
Segreterìe coltivate a ragnatele e polvere.
L'elettroinquinamento? I Verdi.
L'uso non sempre ippocratico del malato di mente? I Verdi.
Il che fare cittadino e non palazzinaro di quella vasta area urbana
che è l'ex Zuccherificio? I Verdi con
le loro 3mila firme raccolte tra un banchetto e l'altro.
I devastanti problemi della grossa distribuzione e del tradizionale
esercizio commerciale? I Verdi.
Una Città imprigionata in un traffico che la fa essere
assaipiù un circuito di go-kart incartata di idrocarburi
che non l'involucro di civiltà urbana dentro cui vive la
gente? Sempre i Verdi.
E quando un certo fascistume si sveglia dalle nebbie del proprio
non essere per appropriarsi della memoria storica dentro cui le
briciole della loro sconfitta? I Verdi con il
loro beffardo e perentorio "Calma, camerati, calma!"
a firma di Roberto Lorenzetti, fastidiosa zanzara che disturba
il sonno altrui ed ogni tanto punge lasciando come ricordo una
pruriginosa bolla sulle carni tenere dei partiti che dormono sempre
scoperti.
E quello scandalo d'ambiente che ha portato il paese di Magliano
Sabino alle triste cronache nazionali ed oltre con massicci interventi
della Magistratura e dello stesso Parlamento? Chi se non i
Verdi e la loro azione puntigliosa e caparbia? Forse
i partiti tradizionali e vetusti? I partiti punti da quella mosca
tse-tse ed il cui sonno, quando si interrompe, è soltanto
per diventare nebuloso dormiveglia?
I Verdi sono il fatto nuovo: anarchici, civilmente irrispettosi
delle buone creanze partitiche che sono use consumarsi nel salotto
buono della chiacchiera politica tra biscottini all'anice e tè
alla menta, chiassosi ma non rumorosi, fatti di uomini e donne
svolazzanti tra la gente a chiedere firme come una sorta di lucciole
vaganti che adesso stanno qui e poi là e che asciugano
il proprio sudore con quella bandiera che li accompagna dovunque,
i Verdi per fortuna ci sono altrimenti lo sbiadito panorama della
politica cittadina sarebbe ancorpiù sbiadito, anemico ed
ipotònico, semprepiù deprimente e funebre.
Generano invidie? Generano maldicenze? Lorenzetti come cassa di
risonanza del malanimo altrui e degli altri complessi di inferiorità?
Segno buono: segno che i Verdi colgono nel segno e si pongono
orgogliosamente come la cattiva coscienza di quei partiti, soprattutto
di sinistra, che sembrano volersi nutrire soltanto d'aria come
imperterriti ed insistenti aeròfagi.
Certamente: la attivistica presenza dei Verdi, la loro strafottenza
operativa e la loro politematicità non poteva che suscitare
reazioni contrastanti ma significative: alla chiara adesione collettiva
di un territorio umano che si vede interpretato dalla loro azione
"nei fatti" e non soltanto nelle chiacchiere da giuoco
dell'oca (sulle tematiche sanitarie, ad esempio), a tale adesione
da "Dio vi benedica!" non poteva che corrispondere,
in illusoria controspinta, l'azione denigrante di quel mondo un
po' troppo polveroso dei partiti la cui latitanza dai reali problemi
umani è messa semprepiù a nudo dall'attivismo dei
Verdi. Infondo basta poco per essere: una bandiera, un banchetto
e sapere chi si è ed in funzione di chi e di che cosa.
nuvolarossa
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