FEDERAZIONE PROVINCIALE DEI VERDI DI RIETI
Via del Seminario 23, 02100 Rieti tel-fax 0746 271081



Si resta quantomeno perplessi nel leggere le dichiarazioni di questi giorni del consigliere regionale Gianni Turina che tenta di accreditare un suo ruolo fondamentale dentro la questione della modifica della legge 24/1999, della quale dimostra di non conoscere minimamente la portata storica e culturale , riducendo l’operazione Storace ad un semplice sblocco di volgari lacci e laccioli che impedivano lo sviluppo del Terminillo. La questione è decisamente un’altra, ed è il caso di spiegare meglio cosa è accaduto l’altro giorno alla Pisana..
Erano stati previsti dalla legge 1497 del 1939, (la ben nota legge Bottai,) il cui decreto di attuazione (decreto Galasso) arrivò solo nel 1985, ma oggi la cultura mafiosa in Sicilia, e l’incolta arroganza della giunta Storace nel Lazio, (unici due casi in Italia), li hanno ora massacrati. Stiamo parlando dei “piani paesistici”, sanciti nel Lazio dalla legge 24/1999, totalmente stravolta in questi giorni alla Pisana. Più di mezzo secolo di evoluzione delle consapevolezze ambientali, e di protezione del territorio, cancellati d’un sol colpo con una rozzezza senza precedenti. Calpestato l’art.9 della Costituzione, ed è per questo che Angelo Bonelli, Capogruppo dei Verdi alal Regione Lazio, è già ricorso alla Corte costituzionale e al Capo dello Stato.
Nel Lazio niente più vincoli alle edificazioni in quota sopra i 1200 metri, quindi si potrà costruire anche in cresta al Terminillo, niente più zone di rispetto di 150 metri da fiumi e laghi, ridotte a soli 50, e questo in barba alla difesa idrogeologica del territorio. Sarno non ha insegnato assolutamente nulla. Totale liberalizzazione per le cave anche in zone vincolate. Si potranno sanare abusi edilizi commessi anche in aree protette, il tutto supportato da un ampio ventaglio di deroghe che potranno applicare i comuni, e all’ esautorazione delle competenze delle soprintendenze. Insomma da noi il territorio passa in tutta evidenza dalla dimensione di VALORE DA TUTELARE a quella di MERCE SU CUI SPECULARE, basta aggiungere la dizione “sviluppo compatibile”, e tutto sembra nobilitarsi per incanto. Quando poi Turina parla di terrorismo ambientalista mettendo insieme le posizioni di Angelo Bonelli (Verdi) e di Giovanni Hermanin (margherita), dimostra inoltre di essere stato distratto, o di non essere rimasto in aula fino alla fine, perché mentre il primo ha ovviamente votato contro, il secondo si è astenuto. Siamo infatti a dir poco storditi dall’astensione dei DS e della Margherita, sia perché la questione dei piani paesistici era stato un cavallo di battaglia della cultura della sinistra dal decreto Galasso in poi, sia perché, tale magnanimità verso la giunta Storace, più che da una visone globale del territorio laziale, appare in tutta evidenza motivata da interessi romanocentrici da parte dei due principali partiti del centrosinsitra. Lo ha detto a chiare note Biagio Minnucci (DS) che ha motivato l’astensione con l’accettazione da parte della giunta storace degli emendamenti riguardanti la sanatoria dei nuclei abusivi, i cosiddetti “toponimi”, dell’interland romano, e la possibilità di acquisire spazi urbani verdi pubblici in cambio di sanatorie di abusi effettuati dentro aree protette della capitale. Questioni che riguardano solo Roma in barba al Terminillo e all’aggressione verso il resto del territorio sabino e laziale. Insomma un altro segmento della cultura di sinistra a cui si rinuncia con troppa disinvoltura.
Turina dimostra per altro di non conoscere neanche le dinamiche reatine riguardo alle tensioni imprenditoriali verso il Terminillo che, secondo lui, ora, affrancato dalle norme di salvaguardia ambientale, avrà un radioso sviluppo. Dimentica, (o forse era distratto anche all’epoca,) che quando nel 1996 il Terminillo venne perimetrato per intero dentro la legge dei “programmi integrati” consentendo a chiunque di presentare progetti in deroga ad ogni qualsivoglia normativa urbanistica e ambientale, l’operazione si rivelò un clamoroso flop. Non arrivo a palazzo di città alcun progetto degno di questo nome. Insomma ancora si crede alla favoletta che i problemi del Terminillo siano legati a carenze di cemento da colare e infrastrutture da realizzare, e non invece ad una totale assenza di strategie turistiche.
Glielo diciamo fin da ora al consigliere Turina, la deregulation normativa di questi giorni consentirà forse di mettere in campo progetti deliranti come quelli degli impianti che vorrebbe l’ex sindaco di Leonessa Trancassini, che tra l’altro prevede il taglio di circa 8000 piante. Cosi si farà semmai il piacere a qualche amico di partito, ma non si produrrà di certo lo sviluppo del Terminillo che davvero è un’altra cosa.

La Federazione Provinciale dei Verdi
12/12/2004