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Il centro destra snobba il problema della gestione dei servizi
idrici astenendosi e rinunciando ad esprimersi riguardo alla privatizzazione
o meno dell’acqua, il centro sinistra si divide incomprensibilmente
sullo stesso argomento e, fatta eccezione di RC, UDEUR e un pezzo
di Margherita, o vota contro o si assenta strategicamente dall’aula.
Questo in sintesi il risultato emerso nell’ultimo consiglio
comunale di Rieti.
Di questo i Verdi sono fortemente preoccupati anche perché
su questo settore hanno impegnato tutto il partito in una grande
operazione di sostegno della provincia di Rieti.
L’assessore Bonelli sta svolgendo in Regione un grande lavoro
difficile e complesso destinato a riversare su Rieti una grande
quantità di risorse riguardo ai servizi idrici.
Bonelli sta concretizzando in termini di interferenza d’ambito
e risorse da trasferire dalla Regione a Rieti quel lavoro di sostegno
che abbiamo sempre condizionato a concretizzare la gestione pubblica
di un bene primario come l’acqua.
Occorre però chiarezza da parte di quella parte del centro-sinistra
che a tutto questo continua a prediligere una gestione neoliberista
pubblico-privata affidando le sorti della nostra principale risorsa
a una multinazionale.
Vale la pena ribadire che ormai gran parte degli ATO in Italia,
visti i risultati sciagurati delle gestioni pubblico-private,
stanno vorticosamente tornando indietro. Basti citare i recenti
esempi di Milano e Napoli, per on parlare della tragicità
della situazione a Latina.
Ma la contraddizione di questa parte del centro-sinsitra diventa
ancor più macroscopica davanti al fatto che la gestione
pubblica dell’acqua non è più collocabile
nel “massimalismo” dei Verdi e di RC. Oggi in Italia
è patrimonio dell’intera coalizione.
Ecco cosa c’è scritto nelle ben note 274 pagine del
programma dell’Unione per le prossime elezioni politiche:
“Un caso particolare è costituito dal settore dell’acqua.
Nel caso dell’acqua è più difficile distinguere
tra la gestione e la rete, per cu i dovrebbero, almeno inizialmente,
rimanere pubbliche entrambe le funzioni. Noi proponiamo semmai
di incentivare le aggregazioni di operatori pubblici, al fine
di arrivare ad un numero ridotto di grandi operatori, e di creare
una "Autorità per l’acqua" che tuteli la
universalità e la qualità del servizio. “
La privatizzazione dell’acqua, le fallimentari gestioni
pubblico-private sono patrimonio del centro-destra di Berlusoni.
Prodi e il resto dell’Unione la pensano esattamente come
noi. Forse è il caso che anche il resto del centro-sinistra
reatino avvii con celerità una riflessione su questo aspetto.
Di tempo ce n’è rimasto davvero poco e Rieti non
può commettere errori dei quali ci si pentirà a
lungo.
La Federazione Provinciale dei Verdi di Rieti
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