Per molti anni, con il
mio lavoro, ho ascoltato i bisogni delle persone.
Ho denunciato
migliaia di casi di malasanità, truffe, raggiri,
inefficienze.
Mi sono battuto
affinché venissero riconosciuti e garantiti i diritti
dei più deboli.
In tutti questi
anni ho contribuito, e di questo sono orgoglioso, a risolvere
i problemi di tante persone che da sole non ce l'avrebbero
mai fatta.
Da cronista,
però, ho dovuto anche registrare i limiti della nostra
azione di denuncia.
E' la politica, infatti, che può risolvere davvero
i problemi dei cittadini.
La buona politica.
Il buon governo.
Per questo,
quando mi è stato chiesto di passare dall'altra parte
della barricata e impegnarmi in prima persona per dare soluzioni
di governo ai bisogni e alle aspettative delle persone,
ho accettato con entusiasmo.
Mi sono “buttato”
in questa sfida convinto che esiste un altro modo di fare
politica.
Un altro modo
di parlare: ascoltare. Vivrò la mia campagna elettorale
in mezzo alla gente, nei mercati, tra i pendolari, sul territorio.
Sarà una campagna “dal basso”, sobria,
vitale, tutt'altro che mediatica.
Un altro modo
di stare insieme: partecipare. La nostra è una coalizione
forte e determinata. Aperta al contributo e alla passione
di tutti. La nostra sarà una regione nella quale
ciascuno concorrerà a costruire il futuro.
Un altro modo
di decidere: dialogare. Governare significa fare delle scelte.
Il buon governo nasce dalla ricchezza dei punti di vista
e dal dialogo. La nostra Regione avrà una squadra
di governo ampia, qualificata, forte e determinata, vicina
ai cittadini. Tutto quello che metteremo in cantiere sarà
frutto di un progetto serio e condiviso e avrà costi
trasparenti e tempi certi.