PROMEMORIA su CANTIERI E SCAVI PER IL PROGETTO MOSE
ASPETTI DI MERITO E DI LEGITTIMITA’
PROGETTO DEFINITIVO MOSE E OPERE COMPLEMENTARI
1) La Sottocommissione di Salvaguardia nelle tre sedute del 13,15 e 19 gennaio 2004 ha esaminato i primi 9 volumi del Progetto Definitivo “Mose e Opere Complementari”. Restavano da esaminare altri 63 volumi, ma il 20 1 2004 il Presidente della Commissione di Salvaguardia (per questa unica seduta coincidente con il presidente Regionale Galan) ha messo in votazione il testo di un”Parere favorevole” non conosciuto dalla sottocommissione. Di fronte a tale forzatura senza precedenti sei membri della Commissione sono usciti dall’aula senza partecipare al voto. Prima di uscire ho svolto una approfondita relazione contestando il metodo ed esponendo le critiche di merito in base a tre documenti del Ministero dell’Ambiente e ad altri nove documenti e relazioni che ho depositato agli atti (tutto ciò ho relazionato per iscritto al Ministero dell’Ambiente-Direzione VIA in data 21 1 2004 e risulta in dettaglio dal verbale della seduta).
Nell’occasione sono state compiute gravi forzature giuridiche; in particolare si evidenziano le seguenti :
a) Si è fatto votare un parere della Commissione in assenza di un “Atto d’intesa” Stato-Regione, ancor oggi mancante, (la pratica da esaminare per legge deve essere “corredata dalla istruttoria”) che certificasse la conformità dei progetti con le norme degli strumenti urbanistici e territoriali-paesaggistici o, in caso di difformità, rinviasse ad una conferenza dei servizi per verificare la possibilità di ottenere il consenso al superamento degli stessi (D.P.R. n.383/1994”) .
b) Si è data per superata positivamente la VIA statale (e VINCA) sul progetto Mose in assenza di un atto formale in tal senso dando una interpretazione stravolgente della Delibera del Consiglio dei Ministri presieduto dal presidente Amato (15 3 2001).
c) Si è avvallata una procedura di VIA regionale sulle Opere Complementari (scogliere a mare e conca di navigazione, strettamente connesse al progetto Mose) mentre il Ministero dell’Ambiente (con lettera 20.9.2002 alla Regione e al Ministero BB.CC.) ha formalmente contestato, “dopo approfondita propria istruttoria”, la competenza regionale: “ le opere in questione ai sensi della vigente normativa sono da assoggettare alla procedura di VIA statale “.
2) Due Esposti-Diffida a diversi Enti delle Associazioni Ambientaliste di marzo e aprile 2005 sulle illegittimità relative agli interventi per la realizzazione delle Opere Complementari (Scogliera a mare e demolizione del Molo foraneo ottocentesco di Pellestrina nord vincolato e da poco tempo restaurato) e del Mose (grande Conca per petroliere) sono rimasti senza seguito.
A un terzo Esposto-Diffida del giugno 2005 è seguita l’attivazione della nuova Amministrazione Comunale con sopralluoghi e istruttoria nel merito.
L’approfondita e articolata Istruttoria Comunale (in data 12 7 05) certifica, specificatamente per i diversi Interventi a nord e a sud delle tre bocche di porto e per la Nuova Isola al centro della bocca di Lido, la non conformità del Progetto Definitivo con le normative del Piano territoriale con valenza paesaggistico-ambientale ( P.A.L.A.V.) ,e di tutti gli strumenti urbanistici comunali vigenti (Piano Regolatore, V.PRG del Lido e di Pellestrina, Piano Particolareggiato degli Arenili,V.PRG per la Laguna).
L’istruttoria ricorda “che il murazzo di Pellestrina comprensivo dei Moli foranei è vincolato con apposito decreto del 1967”.
L’Istruttoria comunale certifica inoltre che l’area della battigia del Lido interessata dall’allargamento della diga sud e analogamente per i moli nord e sud della bocca di Malamocco sono zone S.I.C., che “l’intervento per il Porto rifugio alla Bocca di Chioggia causa la perdita di habitat prioritari ai sensi della direttiva 92/43/ CEE” e che la nuova “Isola a fianco del Forte Barbarigo a Cà Roman, non prevista da alcun piano, sottrae una porzione di laguna di circa 3 ettari.
In data 15 7 2005 l’Ufficio Controllo del Territorio del Comune di Venezia ha trasmesso la suddetta istruttoria al Ministro delle Infrastrutture e al Presidente della Regione Veneto (e per conoscenza al Sindaco) “ai sensi dell’art. 28 del DPR 380/2001 per quanto di competenza” (“adozione dei provvedimenti previsti dall’art. 27” tra i quali “ l’ordine di immediata sospensione dei lavori” e la “immediata comunicazione all’autorità giudiziaria”).
In data 9 8 2005 Il Ministro delle Infrastrutture “in ordine alla presunta non conformità del progetto alla pianificazione urbanistica” ha ricordato al Sindaco di Venezia una serie di atti amministrativi non pertinenti, concludendo però che “per quanto sopra non sembra eccepibile che il progetto in esecuzione possa essere censurato per i profili evidenziati”.
In data 12 9 2005 il Presidente della Regione Veneto ha inviato al Sindaco di Venezia una serie di “considerazioni” non pertinenti, sostenendo che “fanno ritenere che si debba escludere la sussistenza di qualsiasi violazione”, sottacendo che invece già nel 1998 lo stesso Presidente (con D.G.R. del 22 9 ’98 inviata al Ministero dell’Ambiente servizio VIA e per conoscenza anche al Magistrato alle Acque) ha fatto proprio il parere della Commissione Tecnica Regionale sul Progetto di massima (nell’ambito della procedura di VIA statale) nel quale si riconosce che il progetto non è conforme alle normative PALAV, PTP e PRG e quindi è “difforme ai fini dell’art.3 del D.P.R. n.383/1994” (vedi pgg. 16 e 40).
CANTIERI di PREFABBRICAZIONE, TERRAPIENO E SCAVI
1) Con avviso pubblicato sui giornali in data 18 agosto 2004 il Ministero delle Infrastrutture ha avviato e poi esperito una procedura di VIA regionale per i “Siti di prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili” modificando così, con decisioni di grandissimo rilievo e impatto, le previsioni dei CANTIERI DI PREFABBRICAZIONE programmati in siti extraregionali nella precedente procedura di VIA statale del 1998.
2) I suddetti CANTIERI , modificati rispetto al “Progetto Definitivo”, non sono mai stati sottoposti alla autorizzazione e al parere della Soprintendenza e della Commissione di Salvaguardia.
3) I suddetti CANTIERI sono stati collocati in zone SIC sconvolgendo zone di altissimo pregio, e in particolare sottraendo ampie aree di SIC prioritari ; tali interventi non possono essere realizzati se non con preventivo assenso comunitario (e non per motivazioni di interesse economico come nel caso in oggetto, vedi Direttiva Europea). A tale proposito si vedano in particolare l’Istruttoria del Comune di Venezia, il ricorso a livello europeo di LIPU-WWF-Ecoistituto Veneto, la procedura di Infrazione aperta a livello Comunitario.
4) Un nuovo e ulteriore CANTIERE, non previsto neppure nella VIA regionale, una piarda-terrapieno-banchina di grandi dimensioni, è in via di recente realizzazione con imbonimento con sedimenti vari dell’ansa della diga nord della bocca di Malamocco (“per creare un’ulteriore area di cantiere per il deposito di materiali e la movimentazione di mezzi”, secondo una dichiarazione del Consorzio Venezia Nuova ai giornali del 8 7 ’06). L’area è a ridosso di un Sito di Interesse Comunitario e Riserva (Oasi delle dune degli Alberoni) del WWF che ha segnalato l’intervento a tutte le istituzioni. L’intervento non è stato oggetto di Verifica di Impatto e di Incidenza, non e stato autorizzato dalla Soprintendenza né dalla Commissione di Salvaguardia. La Presidente del Magistrato alle Acque ha dichiarato ai giornali (8 7 ’06) “riteniamo che un’opera provvisoria non abbia bisogno di autorizzazione”.
Si evidenzia che questi CANTIERI, di grandissima dimensione e impatto, e durata di molti anni , erano state inseriti nella VIA statale e previsti in tutt’altre aree. Ora si stanno realizzando proprio in zone di altissimo pregio e sensibilità.
5) Gli SCAVI in corso alla bocca di Lido per preparare le basi del Mose (con maggiore profondità nel Progetto Definitivo rispetto alla profondità prevista nel Progetto di Massima sottoposto nel 1998 a VIA statale) e l’ISOLA sulla quale vengono scaricati fanno parte del Progetto Definitivo di cui L’Amministrazione Comunale documenta la non conformità con gli strumenti urbanistici vigenti e di cui si è data per superata la VIA statale che invece era ed è rimasta negativa ( 9 dic. 1998).
6) Gli SCAVI in corso per la realizzazione del Canale, collocato tra la nuova isola in mezzo alla bocca di Lido e lo scanno del Bacan, sono relativi ad un intervento del quale non è mai stata fatta la Verifica di Impatto Ambientale e il progetto del quale non è mai stato sottoposto all’Approvazione della Soprintendenza e della Commissione di Salvaguardia.
7) Va verificato se per gli SCAVI in corso e per la movimentazione di sedimenti per la predisposizione dei cantieri (“per la “prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili” e “ per il deposito di materiali e la movimentazione di mezzi”) sono state fatte le campionature e i monitoraggi (di acque, sedimenti, biota e animali ) previsti dalle leggi e dai decreti vigenti a cura degli enti pubblici a ciò preposti (ARPAV e ASSL) o se questi Enti siano stati sostituiti e a quale titolo da altri soggetti (ad es. Corila).
PROBLEMATICHE GENERALI
- Va contestata la legittimità di un progetto che si sta realizzando per stralci. MANCA un progetto esecutivo complessivo in presenza di questioni tecniche, funzionali e tecnologiche ancora gravemente problematiche E molto controverse anche in base al voto sul Progetto Definitivo (voto n. 116 del 8 11 2002, sul quale il Min. dell’Ambiente si è astenuto) dello stesso Comitato Tecnico di Magistratura (verifiche geotecniche del sottosuolo e delle caratteristiche e affidabilità delle fondazioni; verifica di caratteristiche, affidabilità e manutenzione dei connettori tra paratoie e cassoni di fondazione; verifica della possibilità che le paratoie entrino in risonanza, ecc.).
- Va contestata la legittimità di un avanzamento per stralci del Progetto Esecutivo e della realizzazione delle relative opere in assenza delle progettazioni, sperimentazioni e verifiche che avrebbero dovuto consentire di “introdurre il necessario adeguamento progettuale delle opere mobili” (punto K della delibera del Comitatone del 3.4.2003).
prof. Stefano Boato
Rappresentante Min. Ambiente in Commissione per la Salvaguardia di Venezia
Venezia 18 7 ’06