A cura
dell'Associazione Medici per l'Ambiente
Numero 127 (29 agosto 2006)
Lettera aperta - V giornata mondiale contro l’ incenerimento dei rifiuti
Al Ministro
della Salute
Lungotevere Ripa, 1 - 00153 Roma
Al Ministro
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Via Cristoforo Colombo 44 – 00147 Roma
Illustrissimi Ministri,
il
giorno 6 settembre 2006 si celebrerà la V giornata mondiale contro
l’incenerimento dei rifiuti. Tale data ci fornisce l’occasione per alcune
riflessioni che ci permettiamo di sottoporre alla Vostra Attenzione, nella
certezza che Salute ed Ambiente rappresentino beni inscindibili, e che la loro
tutela costituisca il fine assoluto del vostro, come del nostro, impegno.
L’
aumento delle patologie cronico-degenerative da quelle neurologiche, cognitive,
autoimmuni, respiratorie, cardiovascolari, neoplastiche (incremento del 30% dei
tumori da
Tali
sostanze sono persistenti (emivita dai 7 ai10 anni), liposolubili,
bioaccumulabili, e interferiscono con molteplici funzioni cellulari e
biologiche, in particolare con: Sistema Endocrino, Sistema Nervoso, (in
particolare degli organismi in via di sviluppo), Sistema Immunitario e
Riproduttivo ed esplicano inoltre effetti cancerogeni. Dati recenti confermano
inoltre il sospetto che le alterazioni prodotte vengano trasferite attraverso
le cellule germinali con danni pertanto trasmissibili alla specie!
L’
Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE Italia ha già chiaramente espressa
col documento del 5 gennaio 2006 - che ci permettiamo di allegare integralmente
- tutta la propria contrarietà e preoccupazione in relazione all’incenerimento
dei Rifiuti. che, fra tutte le tecniche è la più costosa ed essendo una fra le
fonti più rilevanti di agenti tossici inquinanti e’ la meno rispettosa
dell’ambiente e della salute.
Il
proliferare in Italia di impianti di incenerimento trova la propria ragione
nell’anomala e fuorviante assimilazione dei rifiuti a fonte rinnovabile di
energia.
Si
chiede che vengano immediatamente tolti gli incentivi che solo nel nostro paese
vengono dati ai gestori per tali impianti e che venga attuata seriamente la
Politica delle "R" (Riduzione, Riuso, Recupero, Raccolta Differenziata),
evitando in tal modo le sanzioni già comminate al nostro paese da parte della
Comunità Europea.
Si ricorda come questi incentivi economici, finanziati col 7% delle tariffe
elettriche, dovrebbero essere utilizzati unicamente per lo sviluppo delle
energie realmente rinnovabili, quali il solare, che sono senz’altro meno
impattanti per la salute umana rispetto a quelle derivate da tutti i processi
di combustione, a partire dalla combustione dei rifiuti.
Le emissioni degli inceneritori contribuiscono inoltre ad aumentare i gas
serra, e incentivarne l'uso contravviene ai dettami internazionali del
protocollo di Kyoto e ci esporrebbe a un ulteriore aumento delle sanzioni
economiche da parte della CE.
Chiediamo inoltre che la recente legge delega in tema ambientale n 152
03/04/2006 venga immediatamente revocata: riteniamo che la sua attuazione
rappresenti un danno incalcolabile per la tutela di settori strategici quale
quello che disciplina i rifiuti tossici e nocivi, le bonifiche, i bacini
idrici, le emissioni di gas serra e che possa pertanto arrecare danni molto
gravi per alla salute dell' intera nazione.
Riteniamo doveroso riaffermare con forza che solo con una seria politica di
Prevenzione Primaria che riduca l’esposizione di tutta la popolazione ai rischi
derivanti dall’ inquinamento ambientale, e abbinata a una migliore educazione
sanitaria e ambientale, si potrà ragionevolmente sperare di avere una
popolazione più sana, economicamente più produttiva e si potranno arginare
questi crescenti insostenibili costi della spesa sanitaria senza tagli
impopolari e ricadute negative sui livelli di assistenza attualmente forniti,
perchè - ricordiamo - “curando l’ambiente eviteremo di curare noi stessi”!
Grati
per l' attenzione Vogliate accettare i sentimenti della più profonda stima.
Dr. Roberto
Romizi
Presidente - ASSOCIAZIONE MEDICI PER L'
AMBIENTE – ISDE ITALIA
RISOLUZIONE ISDE SULL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE
Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento
dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo
nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’
ampliamento di quelli esistenti.
Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi
tutto, una seria politica delle “R” come
Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata,
Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.
Solo dopo aver attuato tutti i punti
precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica
impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi
che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con
recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica,
oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e
sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.
L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le
tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’ inevitabile
la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in
ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione
sistematica e continua nell’atmosfera per ogni inceneritore (di milioni di
metri cubi al giorno) di fumi inquinanti contenenti polveri grossolane (PM10) e
fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da
nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici,
policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose,
perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.
Senza contare del contributo all’effetto serra.
La combustione trasforma infatti anche i
rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti
tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri
volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la
neutralizzazione e lo stoccaggio.
Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario
pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più
suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo
riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad
altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause
respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e
neurologiche.
Si ribadisce che in problematiche così
importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si
ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia
dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni
è ad esso indissolubilmente legata (come le drammatiche esperienze su
amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).
L’Associazione Medici
per l’Ambiente chiede che:
1. Venga istituita immediatamente una moratoria sui
progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
2. Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
3. A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione
di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino,
aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi
controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari
delle popolazioni già potenzialmente esposte;
4. Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere
in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento
delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di
smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.
TUTTI GLI ESSERI UMANI
SONO RESPONSABILI DELL’ AMBIENTE,
I MEDICI LO SONO DUE VOLTE
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