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VIA LIBERA  AI LAVORI DEL MOSE ! CANTIERI APERTI FINO AL 2030! QESTO IL TEMPO NECESSARIO (!?!)  PER COSTRUIRE UN FERRO-VECCHIO !!! GRAZIE A   ROMANO PRODI, ANTONIO DI PIETRO, ENRICO LETTA, ALESSANDRO BIANCHI,  FRANCESCO RUTELLI,  GIANCARLO GALAN, FRANCESCO CALZAVARA (sindaco di Jesolo), ROBERTO MARCATO (sindaco di Mira), FORTUNATO GUARNIERI (sindaco di Chioggia)  ---- GRAZIE 1000  -----

   

 

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Verdelitorale legge:

 

 

 

 

e ascolta:

 

 

 

Basta! Parlamento pulito


 

 

 

 

tutto sul MOSE dal sito del Comune di Venezia

http://leggespeciale.comune.venezia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=460&Itemid=315&lang=it

MOSE dubbi sulla stabilità delle paratoie

esposto alla corte dei conti e alla procura della Repubblica

comunicato stampa NoMOSE

CONSORTILE MOSE-TREPORTI

Cantiere del Mose, Polemiche sugli alloggi (La Nuova Venezia 26.03.08)

 

RINVIATA AL PROSSIMO APRILE LA SENTENZA DEL TAR DEL VENETO SUL RICORSO DEL COMUNE DI VENEZIA E DEL WWF

SUI CANTIERI DI PREFABBRICAZIONE DEI CASSONI DEL MOSE

A S.MARIA DEL MARE A PELLESTRINA.mms://video.jumpy.it/adiene/2007/03/sortino_venezia1a_agg.wmv?v=adiene/2007/03/sortino_venezia1a_agg.wmv&tv=pc

"Le Iene" indagano sul MoSE

Alessandro Sortino: Misteri di Venezia

La guerra dei veneziani contro o a favore del Mo.S.E.

Il programma televisivo "Le Iene", nella puntata di ieri sera 5 marzo, ha dedicato quasi 24 minuti di servizio all'indagine, tenacemente portata avanti dal giornalista Alessandro Sortino, sul MoSE di Venezia: chi lo vuole, chi lo osteggia, a che cosa serve, quali interessi si nascondono dietro e quali sono i suoi problemi.
Durante il filmato appare anche l'ingegner Vincenzo Di Tella, progettista della Paratoia a Gravità.
Vi invitiamo a rivedere il servizio direttamente dal sito delle Iene, collegandovi a questa pagina per la prima parte e a quest'altra per la seconda parte.

 

MAREE DEL 2006 A PROVA DI MOSE DIGHE UTILI SOLO PER UN'ORA E VENTI

IL MOSE E' POCO SICURO. VENEZIA NON SI SALVA COSì

di Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo

MOSE dossier dell'Assemblea permanente NOMose:

 "le mani sulla salvaguardia"

Bocciatura al Mose: non ci sono garanzie 

Assemblea Permanente NOMOSE
COMUNICATO STAMPA
 
L'Assemblea Permanente NOMOSE si è riunita ieri 23 novembre 2006 agli Ormesini - Venezia.
Abbiamo lungamente discusso su: 
bullet
 decisione presa dal Comitatone di dare il via libera alla prosecuzione dei lavori del progetto MOSE;  
bullet
come continuare e rendere maggiormente incisiva e proficua la nostra lotta contro l'ECOMOSTRO MOSE e la devestazione e dell'ambiente lagunare.
 
Riteniamo la decisione del Comitatone un atto gravissimo!
Come già anticipato dalla decisione presa a maggioranza dal Consiglio dei Ministri
si continua a far prevalere e favorire gli interessi  delle lobby affaristiche dei cartelli di imprese che hanno messo mano nei BUSINESS MILIARDARI delle GRANDI OPERE.
Sono le lobby affaristiche del Consorzio Venezia Nuova a dettar legge e a condizionare le scelte del mondo della politica!
Non ci sono programmi che tengano ... il centrosinistra aveva promesso che sulle grandi opere avrebbe cercato il consenso delle comunità locali !
Hanno finto di ascoltare  ma poi procedono in direzione inversa!
Le comunità locali avevano chiaramente espresso la loro contrarietà :
bullet
con il voto dei Consigli del Comune e della Provincia di Venezia;
bullet
12500 cittadini avevano sottoscritto una petizione popolare  contro il progetto Mose;
bullet
le Commissioni Ambiente di Camera e Senato  avevano chiesto la sospensione dei lavori e la verifica dei progetti alternativi;
Sono state presentate memorie ultradettagliate dal Ministero dell'Ambiente e dal Comune di Venezia su irregolarità ed illegittimità procedurali, mancanza di permessi ed autorizzazioni, su falle e lacune tecniche del progetto,
Il parlamento Europeo ha avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano per non aver rispettato le direttive europee per le aree di interesse comunitario...
Non ha servito a niente! Sono rimasti sordi a qualsiasi ragione e prova! 
Il Comitatone si è trasformato in una farsa!
Governo Blindato che esprime un solo voto! con la presenza drammaticamente muta anche dei pochi Ministri contrari.
I sindaci dei comuni di Mira e Chioggia che esprimono l'astensione per non disturbare ed irritare i poteri forti e chiedere poi le bricciole dei finanziamenti per la legge speciale!
Un solitario ed Unico voto contrario del Sindaco del Comune di Venezia.  
 
 
L'Assemblea Permanente NOMOSE ha deciso di continuare la sua azione contro l'Ecomostro MOSE e la devastazione dell'ambiente lagunare aprendo una nuova fase di iniziative, mobili, e lotte.
Verificheremo la possibilità di ricorrere legalmente contro la decisione del Comitatone.
Alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo richiederemo di avviare verifiche nei cantieri e audizioni a livello locale.
I nostri osservatori continueremo l' azione di Controllo Verifica  dei lavori nei Cantieri alle bocche di Porto e di puntuale  denuncia di tutte le anomalie, irregolarità e danni ambientali.
Il 28 novembre alle ore 17 parteciperemo ai lavori della Municipalità di Venezia dove sarà discusso ordine del Giorno sulle Grandi Navi da crociera.
Giovedì 30 novembre  alle ore 17,30 presso sala colonne IUAV Tolentini Riunione Organizzativa dell'Assemblea Permanente NOMOSE. 
Il 2 Dicembre parteciperemo con nostre bandiere a Vicenza alla manifestazione contro il piano di ampliamento della base militare Ederle al dal Molin; porteremo la nostra solidarietà ai cittadini vicentini che lottano contro l'ossupazione e devastazione del loro territorio.
Dall'11 al 13 di Dicembre Gazebi e banchetti informativi in diverse posizioni del territorio lagunare  Venezia, Mestre, Chioggia, Cavallino Treporti.
Giovedì 14 Dicembre alle ore 17 Grande Assemblea Cittadina  sulla continuazione della mobilitazione
 
 
 
Assemblea Permanente NOMOSE

pper

MOSE

 

SCANDALOSA L’IGNAVIA DEI SINDACI DI MIRA E CHIOGGIA

 

Nella vicenda delle decisioni relative

al Mose che, almeno per ora, sembrano chiudere la partita a favore della sua realizzazione, spicca l’ignavia dei due sindaci del centrosinistra di Mira e di Chioggia.

 

Dal governo ci attendevamo una posiz

 

ione più sensibile alle ragioni e alle posizioni portate in Comitatone dal Sindaco di Venezia visto che, nel programma dell’Unione, è indicato chiaramente come, in tema di grandi opere, ci si sarebbe affidati al pronunciamento delle comunità locali. Invece è successo che negli interventi di salvaguardia, che derivano dalla legislazione speciale per Venezia, si è deciso nonostante e contro le posizioni del comune di Venezia, tradendo palesemente un pezzo del programma dell’Unione. Questo nonostante il fatto che ministri componenti di diritto del Comitatone (Rutelli) avessero affermato il loro appoggio alle posizioni del Sindaco di Venezia in tema di salvaguardia e viceministri in carica, nonché importanti esponenti locali del maggior partito della coalizione (De Piccoli), avessero decisamente contrastato il Mose e l’operato del Consorzio Venezia Nuova. Posizioni queste non palesate, anzi scomparse, nel momento delle decisioni.

 

Dal Presidente della Regione non ci attendevamo nulla di più e di peggio di quanto è solito esprimere, in particolare per quanto riguarda la nota teoria del “partito del fare e del non fare”, dove il partito del fare, talvolta, coincide col solito “partito degli affari”.

 

Ma la questione più scandalosa, a nostro modo di vedere, è la posizione davvero pilatesca dei due Sindaci del centrosinistra di Mira e Chioggia, entrambi astenuti in Comitatone ed entrambi in scadenza di mandato nella primavera prossima. Costoro potevano (e secondo noi dovevano) formare un fronte delle comunità locali critiche con il progetto Mose e richiedenti la valutazione e sperimentazione delle soluzione alternative.

 

Il Sindaco di Chioggia  (per fortuna non più ricandidabile) che i Verdi 4 anni fa non hanno sostenuto alle elezioni per vari motivi, tra i quali anche le ambiguità già manifestate in materia di salvaguardia. 

 

Il Sindaco di Mira (ricandidabile invece) dal quale davvero ci saremmo aspettati un sostegno alle posizione espresse dal sindaco di Venezia, sostegno che sarebbe valso a formare un vero fronte delle comunità locali che chiedevano di essere ascoltate e determinanti nelle decisioni.

 

Di queste loro posizioni, o meglio assenza di posizioni, dovranno rendere conto alla cittadinanza e alle loro maggioranze nei consigli comunali e nelle giunte. Ovviamente ne  terremo conto anche noi, in particolare nella discussione in corso a Mira sulla ricandidabilità o meno del sindaco Marcato, peraltro già molto precaria e osteggiata da molti cittadini che si richiamano al centrosinistra tra i quali consistenti settori del suo stesso partito di appartenenza.

 

 

Venezia, 23 novembre 2006                                                               Flavio Dal Corso

Presidente provinciale dei Verdi di Venezia

__________________________________
Federazione Regionale Verdi - Veneto
Via Seismit Doda, 25
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041/5381223 - Fax 041/5381225
e-mail: fed.regionaleverdi@libero.it
 

OCCUPATA LA SEDE DEL CONSORZIO VENEZIA NUOVA

 

CONSORZIO VENEZIA NUOVA: LE MANI SULLA CITTA’ E SULLA LAGUNA !!!

 

   COMUNICATO STAMPA DELL’ASSEMBLEA PERMANENTE NOMOSE

 

   Abbiamo occupato gli uffici del C.V.N., il potente pool di imprese che da quasi un quarto di secolo ha il monopolio assoluto dei lavori per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna.

 

   Capofila del Consorzio, con il 36% delle azioni, è la Impresa Costruzioni Ing. E. Mantovani Spa, che, per il patronaggio politico del governatore Galan, ha una posizione dominante in tutte le grandi opere pubbliche del Veneto in corso di realizzazione o in programma (dall’ospedale di Mestre alla Nuova Romea, dalle bonifiche di Marghera al passante di Mestre, alla sublagunare).

   La potente lobby degli affari esegue progetti, lavori e studi accaparrandosi i finanziamenti della Legge Speciale per Venezia.

 

   Dal 1984, anno in cui fu varata la legge 798, in cui l’allora Doge De Michelis fece introdurre, in spregio a tutta la normativa nazionale ed europea, la possibilità della “concessione unica” per studi, sperimentazioni ed opere volte alla difesa di Venezia dalle acque alte, il Consorzio Venezia Nuova condiziona governi, amministrazioni e politici locali, tecnici consenzienti, per imporre un progetto inutile e dannoso quale il sistema Mo.S.E.

Il Mo.S.E. serve solo a chi lo fa! E come da più parti indicato non rispetta i requisiti della Legge Speciale per Venezia di sperimentabilità, gradualità e reversibilità.

  Sul progetto Mo.S.E. manca la Valutazione di Impatto Ambientale, non c’è addirittura un progetto esecutivo dell’intera opera e non sono separate le funzioni di studio e progettazione dalla realizzazione (come dire: chi controlla il controllore?).

   I lavori preliminari in corso dal oltre tre anni alle bocche di porto stanno devastando la laguna.

   Ben che vada le paratoie del Mo.S.E. saranno messo in funzione due o tre volte l’anno (con marea al di sopra dei 1.10 cm. sul l.m.m.) per una spesa preventivata di 4,3 miliardi di € per lavori fino al 2012 (se ci saranno i soldi per finirlo!), perché per le acque medio alte (tra gli 80 e i 109 cm), le più frequenti, non saranno messe in funzione per non penalizzare il porto e per impedire troppe volte il ricambio idrico della laguna.

   In un quarto di secolo il C.V.N. ha costruito (con i soldi pubblici) un potere neanche tanto occulto a Venezia e a Roma , arrivando a controllare Ministeri, Istituzioni Locali, giornali ed enti di ricerca.

   Nella prima come nella seconda Repubblica, con al governo il centrodestra o il centrosinistra, il potente monopolista ha letteralmente messo le mani sulla città: persino parte dell’Arsenale è stata data in concessione al C.V.N. per trasformarlo nel magazzino del Mo.S.E., nel luogo dove effettuare la manutenzione delle paratoie per una spesa annua valutata in 30 milioni di €.   Insomma il Mo.S.E. per il C.V.N. rappresenta un business perpetuo.

   Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro sta favorendo questo pool di imprese monopoliste che non potrebbe godere della concessione unica, in quanto una legge dello stato (L. n. 527 del 1993 e seguente Dlgs. N. 62 del 1994), non attuata da ben 6 governi di diverso colore, prevede di separare i soggetti incaricati della progettazione dai soggetti a cui è affidata la realizzazione delle opere.

   Nella seduta del CdM del 10 novembre scorso, Di Pietro, con la copertura politica del premier R. Prodi, ha fatto approvare una delibera che boccia le soluzioni alternative al Mo.S.E. proposte dal Comune, interrompendo il confronto tecnico, finalmente iniziato tra tutti i soggetti interessati, promuovendo con voto politico il proseguo dei lavori del Mo.S.E. e ponendo una pesante ipoteca sugli esiti della riunione del Comitatone, organo deputato alle decisioni, che si terrà il 22 prossimo a Roma.   Una decisione prevaricatrice nei confronti dei ministeri competenti già dichiaratesi favorevoli alle ipotesi del Comune di Venezia.

- il Comitatone deve decidere la moratoria sui lavori in corso alle bocche di porto, in attesa del proseguo del confronto tecnico sui progetti alternativi proposti dal Comune;

- si deve dare seguito a quanto prevede la legislazione vigente togliendo la concessione unica al Consorzio Venezia Nuova.

 

Venezia, 20 novembre 2006

AL VIA UN NUOVO CANTIERE PER IL MOSE A PUNTA SABBIONI

Ieri il precomitato di magistratura, esperti e ingegneri del Magistrato alle Acque riuniti a palazzo Dieci Savi, ha dato il via libera ad altri 3 progetti esecutivi che riguardano il Mose. Due per la bocca di Malamocco, con le protezioni ai fondali per preparare la base dei cassoni. Uno per il secondo stralcio del porto rifugio di Treporti, in bocca di Lido. Qui dovranno essere costruiti i grandi cassoni in calcestruzzo che saranno poi sistemati sui fondali della laguna. Un cantierie che in un primo momento non era previsto al Lido. «Ma la commissione di Salvaguardia ha deciso così», dice la presidente Piva. Così al Lido, verso Punta Sabbioni, dovrebbe cominciare l’attività di costruzione dei manufatti largi fino a 150 metri per 30. Saranno posati sul fondo su 12 mila pali in calcestruzzo. Dai fondali della laguna saranno estratti milioni di metri cubi di materiale, sostituiti con 8 milioni di metri cubi di calcestruzzo. L’intervento «pesante» che prelude all’ultima fase di costruzione del Mose: la posa delle paratoie. Intanto alle tre bocche proseguono i lavori preliminari, per le conche e i porti rifugio, e di preparazione al Mose vero e proprio, già finanziati con 1200 milioni di euro dal Cipe.

(da la Nuova Venezia del 14.11.06)
 

MOSE, IL GOVERNO VA AVANTI CON IL FARAONICO PROGETTO. LIPU: “SCELTA SBAGLIATA CHE NON SALVERA’ VENEZIA E SVUOTERA’ LE CASSE DELLO STATO”

“Proseguire con il progetto Mose è una scelta sbagliata e pericolosa per la laguna di Venezia”. Questo il commento della LIPU-BirdLIfe Italia dopo la decisione di oggi del Consiglio dei Ministri di andare avanti con il faraonico progetto delle dighe mobili, contro il quale anche l’Unione europea ha aperto solo pochi mesi fa una procedura d’infrazione. “Le alternative presentate dal Comune di Venezia erano più efficaci, economiche e meno impattanti del Mose – dichiara Danilo Selvaggi, Responsabile rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia – Quella adottata oggi è invece una scelta sbagliata, che non salverà Venezia e svuoterà le casse dello Stato”.
La LIPU ritiene eccessiva la fretta con la quale si è voluto andare avanti con il Mose, senza approfondire realmente le alternative. “Chiediamo al Governo – conclude Selvaggi – di rivedere la sua posizione per il bene della città e dell’interno ecosistema lagunare”.

Parma, 10 novembre 2006

 

Salviamo Venezia dal Mo.S.E !

 

  Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro, con la copertura politica del premier R. Prodi, con una mossa a sorpresa, ha fatto approvare dal Governo, nella seduta del 10 novembre scorso, una delibera che da il via libera al proseguo dei lavori del sistema Mo.S.E. e boccia, senza un serio confronto tecnico, le proposte del Comune di Venezia.

 

SI TRATTA DI UNO “SCHIAFFO” ALL’INTERA CITTA’!

 

Un tentativo di arrivare alla riunione del Comitatone (l’organo deputato a decidere, composto anche dagli enti locali), fissata per il prossimo 22 novembre a Roma, con la pesante presa di posizione del Governo.

  I lavori alle bocche di porto per realizzare le opere preliminare al sistema Mo.S.E. continuano, mentre per ridurre il fenomeno delle acque alte esistono soluzioni alternative che costano molto meno, non devastano la laguna e si realizzano in tempi più brevi

 

   Un progetto esecutivo dell’intero sistema non esiste ancora, ma si prosegue a realizzare per stralci le opere funzionali all’ECOMOSTRO.

  

IL Mo.S.E NON SOLO E’ COSTOSO (4,3 miliardi di € preventivati) ED INUTILE (serve solo agli utili del Consorzio Venezia Nuova che ha il monopolio dei lavori), E’ ANCHE RISCHIOSO !!!

 

In un ecosistema così complesso e fragile come la laguna di Venezia:

- quali saranno gli effetti della forza del mare sui litorali (possibili sifonamenti, infiltrazioni da sotto i lidi che possono provocare cedimenti rovinosi), in caso di chiusura con paratoie mobili?

- in caso di alluvione, quale sarà l’effetto del flusso di acque piovane dal bacino scolante che non possono defluire in mare perché le bocche di porto sono chiuse? Il 4 novembre 1966 non solo il mare entrò in laguna, ma anche le acque dei fiumi e del bacino scolante contribuirono all’”acqua granda”;

- quale sarà l’effetto di un forte vento di bora che spinge l’acqua del bacino verso la laguna sud e, non potendo uscire dalla bocca di Chioggia perché chiusa con le paratoie del Mo.SE, potrebbe allagare in modo straordinario il centro storico di Chioggia;

- se una o più paratoie si rompessero improvvisamente, quali sarebbero gli effetti sui centri abitati o su vaporetti, battelli, barche in navigazione davanti alle bocche di porto?

- sono stati valutati i rischi connessi alle grandi quantità di gas metano, presente nel sottosuolo lagunare, che potrebbero invadere le condotte e le sale operative per le manutenzioni che verranno costruite all’interno dei “cassoni”, sotto le paratoie e i fondali delle bocche di porto?

 

Anche l’inquinamento da metalli pesanti non deve essere sottovalutato!

  Per mantenere in efficienza il sistema di protezione anodica delle paratoie in acciaio, saranno impiegate ogni anno 12 tonnellate di zinco, in gran parte rilasciate in laguna.

   Si tratta di una quantità enorme di inquinanti - come se non bastassero quelli rilasciati in un secolo dalle industrie pericolose di P. Marghera -, un metallo pesante dannoso per la salute, che attraverso molluschi e pesci entra nella catena alimentare!

 

Invitiamo tutti i cittadini che vogliono “Fermare il MoSE e salvare Venezia e la sua Laguna dal Mare e dagli Uomini” a partecipare alla mobilitazione cittadina di martedì 21 novembre 2006 alle ore 15.00 al presidio di Campo San Barnaba (vicino S. Margherita) chi può venga con la barca nel vicino canale

 

FERMIAMO IL Mo.S.E FINCHE’ SIAMO IN TEMPO !

… LE FUTURE GENERAZIONI CE NE CHIEDERANNO CONTO …

 

ASSEMBLEA PERMANENTE No.MOSE

Cari NOMOSE,
ecco un'altra PERLA  della banda di Prodi.......i suoi sottopanza hanno risposto così al nostro comunicato  sulle decisioni del Governo sul MOSE e sulla lettera aperta a Di Pietro........
Commentare diventa superfluo!!!!

(LUCIANO MAZZOLIN)
 

Caro Luciano, leggendo la sua mail comprendiamo la sua delusione in quanto
il governo ha deciso in modo diverso rispetto a quello che lei sostiene.
Noi riteniamo che sia stata fatta la scelta giusta, anche perchè trattasi di
un'opera già appaltata e già iniziata.
Il governo Prodi ha incaricato dei tecnici di valutare le soluzioni
alternative, proposte dal Comune di Venezia,i tecnici  sono arrivati alla
conclusione che la soluzione del Mose è quella che dà maggiori garanzie.
Una delle critiche, era:il Mose prosciuga tutte le risorse per la
salvaguardia di Venezia, in finanziaria verranno adeguatamente rimpinguati i
fondi  destinati a tale scopo.
Grazie della mail cogliamo l'occasione per porgere cordiali saluti.

Lo staff di incontriamoci


 

Assemblea Permanente NOMOSE

COMUNICATO STAMPA
 
Apprendiamo in questo momento da alcuni parlamentari veneziani che il Consiglio dei Ministri di questa mattina ha appovato a maggioranza una relazione presentata dal Ministro di Pietro, che in sintesi da il via libera al proseguimento dei lavori del Progetto MOSE e respinge tutti i progetti alternativi presentati ed esaminati nelle due riunioni tecniche precomitatone.
Sembra che:
tre Ministri abbiano votato contro la relazione : Ferrero PRC, Pecoraro Scanio Verdi; Mussi DS
due Ministri si siano astenuti : Bianchi PdCI, Damiani DS
tutti gli altri hanno votato a favore della relazione Di Pietro.
 
L'Assemblea Permanente NOMOSE ritiene questa decisione del Governo gravissima! perchè  dimostra una MOSTRUOSA CONTINUITA' di azione  tra governi di centrodestra e di centrosinistra che fanno prevalere e favoriscono gli interessi  delle lobby affaristiche dei cartelli di imprese che hanno messo mano nei BUSINESS MILIARDARI delle GRANDI OPERE
Sono le lobby affaristiche a dettar legge e a condizionare le scelte del mondo della politica!
Non ci sono programmi che tengano ... il centrosinistra aveva promesso che sulle grandi opere avrebbe cercato il consenso delle comunità locali !
Hanno finto di ascoltare  ma poi procedono in direzione inversa!
Non sono servite neanche le relazioni presentate durante i due confronti tecnici che segnalavano una valanga di illeciti procedurali, omissioni di pareri; vere e proprie illegalità sotto esame anche della Comunità Europea. Sono stati presentati anche una serie considerevole di appunti tecnici che mettono in serio dubbio la validità tecnica del progetto MOSE; che ricordiamo era stato BOCCIATO nel 1998 dallo studio della Commissione VIA Nazionale.
 
RITENIAMO che  nella riunione del COMITATONE (che deve essere fatto entro fine novembre a Venezia)  sia obbligatorio che il Comune di Venezia e la Provincia di Venezia presentino un documento alternativo a quello del Governo che blocchi i lavori del Progetto MOSE e che dia il via alle sperimentazioni ed opere alternative, graduali e reversibili.
Il Sindaco di Venezia (come ha promesso e minacciato più volte) deve chiedere che tutti i componenti del Comitatone votino a favore o contro al documento presentato dalle comunità locali.
I 12.500 cittadini che hanno sottoscritto la Petizione Popolare lo pretendono!
Tutti i cittadini di Venezia e del Mondo devono poter sapere di chi saranno le responsabilità di eventuali disastri ambientali futuri.
 
Concludiamo questo primo comunicato al quale seguirà domani uno più articolato frutto della riunione che si terrà oggi alle 17.30 presso la sede Arci di Campo San Polo;
Ricordiamo e alleghiamo la lettera aperta inviata al Ministro di Pietro che sicuramente non è più animato dallo spirito  e degli intenti di quand'era magistrato del pool mani pulite....  
 le illegalità del suo Ministero non le vuol vedere! 
 
Assemblea Permanente NOMOSE

LETTERA  A DI PIETRO:

Al Ministro per le Infrastrutture
 on. Antonio Di Pietro

 Nell'imminenza della prossima seduta del "Comitatone", che sarà decisiva  per il futuro della nostra città e della sua Laguna, Le rivolgiamo un pressante appello affinché  vengano rispettate le decisioni della comunità locale, che, sia attraverso i voti del suo Consiglio Comunale e del suo Consiglio Provinciale e sia attraverso la mobilitazione popolare, ha di fatto bocciato il Mose, grande opera distruttiva e costosa, bocciata anche dalla VIA nazionale e ora anche dalle Commissioni Ambiente della Camera e del Senato

Ci rivolgiamo in particolare a Lei perché riteniamo che il Ministero attualmente da Lei diretto abbia compiuto gravi illegalità nel far approvare il progetto Mose, e nel procedere con i lavori attualmente in corso nella laguna di Venezia; tutto ciò è ampiamente dimostrato ed elencato anche dal documento del Ministero dell'Ambiente che alleghiamo.
 

 Inoltre sulla vicenda, seppur con notevolissimi ritardi, la magistratura veneziana  ha aperto un fascicolo di indagine. Il Parlamento Europeo ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano per il non rispetto delle norme relative alle aree SIC di interesse comunitario; inoltre è stata avviata un'indagine preliminare europea in base alla Petizione Popolare sottoscritta da 12500 cittadini.

Richiamiamo in particolare la sua attenzione sulla vicenda a dir poco "anomala" del Concessionario Unico (Consorzio Venezia Nuova) che continua ad operare in regime di "totale monopolio" (studi, progettazione, esecuzione, controllo) in totale dispregio della normativa europea che lo vieta espressamente.

 Conosciamo il suo impegno quando da magistrato del "pool mani pulite" tentò di perseguire e combattere il "mal costume" e le numerosissime illegalità  incancrenite e ramificate  tra il mondo della politica, dell'impresa e delle istituzioni pubbliche.
 

Per questo le chiediamo di intervenire con lo stesso slancio nella vicenda MOSE per "bonificare e ripulire" quei settori del suo Ministero e degli enti esterni che però sono sotto la sua sfera di competenza, per riparare al più presto a  tutte le illegalità commesse e non permettere che si continui a commetterne di nuove (aprendo o affidando nuove commesse di lavoro).

 I 12500 cittadini che hanno firmato Una petizione popolare  presentata a tutti i livelli istituzionali  nazionali ed europei chiedono anche a lei, signor Ministro di intervenire immediatamente per :

sospendere i lavori del progetto MoSE

 -         Perché sono lavori illegittimi: in contrasto con le vigenti norme sia italiane dei piani urbanistici comunali, dei vincoli paesaggistici e del piano territoriale regionale (PALAV), sia europee relative ai Siti di Interesse Comunitario (SIC), alla Valutazione di
 Impatto Ambientale (VIA) e al divieto del Concessionario Unico.

 -         Perché è un progetto sbagliato e controproducente: è un sistema non graduale e sperimentale, irreversibile, comincerebbe a funzionare solo fra dieci anni senza eliminare le maree medie più frequenti, ha una impostazione progettuale che richiede enormi strutture e impianti molto complessi sott'acqua, è inaffidabile per il funzionamento e per la durata nei tempi lunghi, comporta una gestione e una manutenzione costosissime, anziché ridurre aumenta l'entrata delle maree in laguna approfondendo e sbancando in orizzontale i fondali alle bocche di porto, per questa impostazione costa una cifra enorme che blocca ogni altro intervento per la laguna e la città (manutenzione ambientale e urbana, restauri, interventi per lo la riqualificazione e lo sviluppo socioeconomico, ecc.).

-         Perché ha un impatto ambientale e paesaggistico devastante:
 sbancamento di 8 milioni di mc dei fondali consolidatisi in 6.000 anni, 12.000 pali di fondazione, enormi cassoni di base per impianti e tunnel subacquei, enormi cantieri proprio nei punti più preziosi e fragili dei litorali (P.ta Sabbioni, S. Nicolò,  Alberoni, S.Maria del mare, Cà Roman, S.Felice) demolizione e stravolgimento delle dighe ottocentesche, costruzione di inutili e devastanti  conche di navigazione e porti rifugio.

 Fare finalmente le opere graduali sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la città:

 -         Ridurre la portata d'acqua in entrata alle tre bocche alzando gradualmente i fondali e stringendo stagionalmente i canali, a cominciare dalla bocca di Lido. Anche volendo arrivare a chiudere completamente le bocche per eventi eccezionali, vi sono progetti graduali, sperimentabili e reversibili, con impatto ambientale quasi nullo e che costano un decimo del MoSE.

 -         Creare l'alternativa al passaggio delle grandi navi a S.Marco (avamporto galleggiante a mare e/o terminal a Fusina), ridurre la dimensione ambientalmente devastante del Canale dei Petroli, estromettere il traffico petrolifero dalla laguna con un sistema a  boa galleggiante in Adriatico per l'attracco delle petroliere.

-         Aprire le valli da pesca al flusso delle maree e scavare i canali lagunari periferici impaludati.

 -         Continuare con la manutenzione urbana e l'innalzamento per quanto possibile delle parti basse della città (ora senza finanziamenti).

 -         Innescare processi di riqualificazione ambientale in laguna (con apporto di sedimenti e di acqua dolce) e contrastare i processi erosivi (da navigazione e moto ondoso , da raccolta delle vongole, da vento).

 Attraverso gli organi di stampa capiamo da certe sue dichiarazioni che alcuni suoi consiglieri l'hanno informata male; infatti non è assolutamente vero che nell'eventualità di blocco dei lavori in corso si dovrebbero pagare molte penali (in base ad atto aggiuntivo sottoscritto nel 2005, non sono dovute dallo Stato pagamento di penali) e che si dovrebbero distruggere le opere complementari fino ad oggi fatte (in quanto tali opere sono assorbibili e compatibili con i progetti alternativi attualmente in esame del gruppo tecnico interministeriale) .

 Rimaniamo a sua disposizione per eventuali chiarimenti ed informazioni.

> Venezia 7 novembre 2006

                                                                             Assemblea Permanente NOMOSE

 

MOSE  :  LAVORI  E  INQUINANTO ACQUA  ALLE BOCCHE DI PORTO DEL LIDO

 

 

 

Nuova indagine del Parlamento Europeo sui Lavori del MOSE
 
Il 21 marzo 2006 una nostra delegazione si era recata al Parlamento Europeo di  Bruxelles  a presentare la Petizione Popolare firmata da 12500 cittadini nella quale si chiedeva a tutti gli enti ed organismi nazionali ed internazionali di intervenire a seconda delle loro competenze e poteri per far  sospendere i lavori del progetto MoSEe per realizzare invece opere graduali, sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e le città di Venezia, Chioggia e Cavallino Treporti.
Ieri ci è arriva lettera ufficiale (inviata l'11.10.2006 prot.314824) del Presidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo Marcin Libicki nella quale ci informa che: "... la commissione ha ritenuto che le questioni sollevate dalla petizione sono ricevibili a norma del regolamento del Parlamento Europeo, in quanto si tratta di una materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione Europea.
La commissione ha quindi avviato l'esame della Petizione e ha chiesto alla Commissione Europea di svolgere un'indagine preliminare sui vari apetti del problema.......
 
Il Parlamento Europeo ha quindi aperto una nuova indagine sui diversi problemi che creano i lavori del progetto MOSE. ( che si aggiunge a quelle già avviate dopo le denuncie fatte dalle associazioni ambientaliste e l'apertura di una procedura di infrazione delle Direttive Europeee nei confronti del Governo Italiano). 
 
Riteniamo che il Governo Italiano e il "Comitatone" che si riunirà prossimamente debbano tenere conto oltre che dalle precise richieste delle commissioni Ambiente di Camera e Senato anche delle richieste e delle diverse indagini del Parlamento Europeo!
 
I LAVORI DEL PROGETTO MOSE DEVONO ESSERE SOSPESI IMMEDIATAMENTE!!!  
VANNO INVECE REALIZZATE OPERE GRADUALI, SPERIMENTALI E REVERSIBILI PER ELIMINARE LE ACQUE ALTE E RIQUALIFICARE LA LAGUNA come chiedono i 12500 cittadini che hanno firmato la Petizione Popolare (che di seguito riportiamo).
 
Assemblea Permanente NOMOSE
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PETIZIONE POPOLARE

Al Presidente del Consiglio Parlamentare Europeo

Alla commissione Ambiente – Parlamento Europeo

Alla commissione Concorrenza – Parlamento Europeo

Alla commissione Mercato Interno – Parlamento Europeo

Ai gruppi politici del Parlamento Europeo

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano

Al Ministro delle Infrastrutture (ex Lavori Pubblici)

Ai gruppi politici del Parlamento Italiano

 

Al Comitato Interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo

        (art.4, legge n.798/1984) – detto “ Comitatone”

Al Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia

 

Agli Enti Locali competenti territorialmente :

Al Presidente della Regione Veneto

Al Presidente della Provincia di Venezia

Al Sindaco di Venezia

Al Sindaco di Chioggia

Al Sindaco di Cavallino – Treporti

Al Presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina

  Ai gruppi politici presenti nei vari Enti Locali

 

 

NOI SOTTOSCRITTI CHIEDIAMO DI

 

sospendere i lavori del progetto MoSE

-          Perché sono lavori illegittimi: in contrasto con le vigenti norme sia italiane dei piani urbanistici comunali, dei vincoli paesaggistici e del piano territoriale regionale (PALAV), sia europee relative ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) e alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

-          Perché è un progetto sbagliato e controproducente: è un sistema non graduale e sperimentale, irreversibile, comincerebbe a funzionare solo fra dieci anni senza eliminare le maree medie più frequenti, ha una impostazione progettuale che richiede enormi strutture e impianti molto complessi sott’acqua, è inaffidabile per il funzionamento e per la durata nei tempi lunghi, comporta una gestione e una manutenzione costosissime, anziché ridurre aumenta l’entrata delle maree in laguna approfondendo e sbancando in orizzontale i fondali alle bocche di porto, per questa impostazione costa una cifra enorme che blocca ogni altro intervento per la laguna e la città (manutenzione ambientale e urbana, restauri, interventi per lo la riqualificazione e lo sviluppo socioeconomico, ecc.).

-          Perché ha un impatto ambientale e paesaggistico devastante: sbancamento di 8 milioni di mc dei fondali consolidatisi in 6.000 anni, 12.000 pali di fondazione, enormi cassoni di base per impianti e tunnel subacquei, enormi cantieri proprio nei punti più preziosi e fragili dei litorali (P.ta Sabbioni, S. Nicolò,  Alberoni, S.Maria del mare, Cà Roman, S.Felice) demolizione e stravolgimento delle dighe ottocentesche, costruzione di inutili e devastanti  conche di navigazione e porti rifugio.

Fare finalmente le opere graduali sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la città

-         Ridurre la portata d’acqua in entrata alle tre bocche alzando gradualmente i fondali e stringendo stagionalmente i canali, a cominciare dalla bocca di Lido. Anche volendo arrivare a chiudere completamente le bocche per eventi eccezionali, vi sono progetti graduali, sperimentabili e reversibili, con impatto ambientale quasi nullo e che costano un decimo del MoSE. 

-         Creare l’alternativa al passaggio delle grandi navi a S.Marco (avamporto galleggiante a mare e/o terminal a Fusina), ridurre la dimensione ambientalmente devastante del Canale dei Petroli, estromettere il traffico petrolifero dalla laguna con un sistema a  boa galleggiante in Adriatico per l’attracco delle petroliere.

-         Aprire le valli da pesca al flusso delle maree e scavare i canali lagunari periferici impaludati.

-         Continuare con la manutenzione urbana e l’innalzamento per quanto possibile delle parti basse della città (ora senza finanziamenti).

-         Innescare processi di riqualificazione ambientale in laguna (con apporto di sedimenti e di acqua dolce) e contrastare i processi erosivi (da navigazione e moto ondoso , da raccolta delle vongole, da vento).

 
 

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Salviamo Venezia e la Laguna

dal mare e dagli uomini !

 

Assemblea Permanente NOMOSE

 

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visitate i siti: www.nomose.org  - www.nomose.splinder.com  - www.watchingmose.net

IL M0.S.E è “nudo”

fermiamolo finchè siamo in tempo

 

   Durante la seduta del “Comitatone”, tenutasi a Roma lo scorso 20 luglio, alla richiesta ragionevole del Comune di Venezia di una moratoria sui lavori del Mo.S.E. per valutare e sperimentare interventi alternativi alle paratoie (tutte opere meno impattanti, e meno costose), uno stuolo di “azzeccagarbugli” del Consorzio Venezia Nuova ha sostenuto a spada tratta, e convinto il ministro delle Infrastrutture Di Pietro, che un’eventuale fermata dei lavori avrebbe comportato per lo Stato il pagamento di penali milionarie.

   Con stile prettamente mafioso, l’atto aggiuntivo della convezione tra Magistrato alle Acque e C.V.N. del maggio 2005 era stato secretato e solo con la minaccia di un ricorso al TAR per il rispetto della legge sulla trasparenza, il Comune, dopo molti mesi, è riuscito a farsi trasmettere il testo.

EBBENE NON E’ PREVISTA ALCUNA SANZIONE IN CASO DI SOSPENSIONE DEI LAVORI, IL CONTRATTO PREVEDE SANZIONI SOLO PER IL CONSORZIO VENEZIA NUOVA IN CASO DI RITARDI, MA NON PER LO STATO.

TUTTO FALSO INSOMMA !!!

E A QUESTO PUNTO ANCHE IL MINISTRO DI PIETRO E’ IN MALAFEDE, PERCHE’ E’ IMPOSSIBILE CHE NEI SUOI UFFICI NON ABBIA TROVATO IL TESTO DELL’ATTO AGGIUNTIVO.

ANCHE IL NUOVO MINISTRO PERSEGUE, COME IL PREDECESSORE LUNARDI, A PROTEGGERE LA LOBBY DEL FERRO E DEL CEMENTO ?

 

   Eppure nel programma della compagine politica che ha vinto le elezioni, subentrando a Berlusconi e Lunardi, era scritto a chiare lettere che sulle Grandi Opere avrebbero perlomeno sentito il parere degli enti e delle comunità locali.

   E invece, nonostante le richieste dei comuni, di più ministri, del ministro dell’Ambiente  che chiede una moratoria dei lavori irreversibili e una variante del progetto, nel luglio scorso è passato il via libera ai lavori e lo spostamento delle decisioni definitive all’autunno.

 

   Durante tutta l’estate il Consorzio di imprese concessionario unico delle opere ha proseguito i lavori a ritmo impressionante, scaricando tonnellate di massi e fanghi (inquinati?) nella costruenda isola artificiale davanti al Bacan, scavando, pare senza autorizzazioni necessarie visto che il ministero dell’ambiente ha mandato i carabinieri per un sopralluogo, i fondali alle bocche di porto, producendo intorpidimento delle acque per chilometri quadrati, inquinando quindi le acque e danneggiando siti importantissimi dal punto di vista ambientale.

Lo scopo esplicito è arrivare ad un punto (lo sbancamento dei fondali per le fondazioni dei “cassoni”) in cui non è più possibile tornare indietro dal progetto Mo.S.E. senza spreco di denaro pubblico e la modificazione irreversibile dei luoghi.

   Solo gli attivisti dell’Assemblea Permanente No.Mo.S.E. durante i mesi estivi, hanno costantemente monitorato, controllato e in qualche caso bloccato con azioni di lotta i lavori, garantendo l’informazione alla cittadinanza sui disastri che si stanno compiendo alle bocche di porto.

 

Si deve tenere, a Venezia e non nei palazzi romani, e al più presto, la seduta del “Comitatone” in cui venga votata la richiesta del Comune di interrompere i lavori del Mo.S.E. incompatibili con altri progetti alternativi e vengano attuate tutte le opere volte al riequilibrio dell’idrodinamica lagunare, in primis l’innalzamento dei fondali alle bocche di porto da cui entra l’onda di marea.

 

Il Mo.S.E. è un progetto obsoleto, costosissimo sia per la realizzazione che per la gestione e manutenzione.

   Le paratoie, ammesso che il sistema funzioni perché non c’è ancora il progetto esecutivo e alcuni particolari tecnologici non sono ancora stati sperimentati, verrebbero messe in funzione solo con acque alte eccezionali – oltre i 110 cm. sul l.m. del mare (una o due volte l’anno)-, per non chiudere troppo spesso le bocche danneggiando il porto e aumentando l’inquinamento delle acque per la diminuzione del ricambio idrico.

 

   Con le acque medio – alte, le più frequenti, il sistema non verrà messo in funzione.   E dobbiamo di sicuro aspettarci che le acque medio alte aumenteranno in frequenza, visto che le bocche di porto verranno completamente cementificate e quindi più mare entrerà in laguna.

 

Il sistema Mo.S.E. è in grandi difficoltà:

- le casse dello Stato sono a secco per le grandi opere e non sono quindi certi i finanziamenti miliardari necessari per iniziare l’opera vera e propria (quelli in corso da tre anni sono lavori preliminari);

- non c’è valutazione di impatto ambientale e l’Italia è sotto inchiesta da parte dell’Europa per infrazione, in quanto i lavori in aree protette non hanno avuto il via libera da Bruxelles;

- è aperta una inchiesta da parte della Magistratura veneziana per irregolarità delle procedure e per la mancanza di conformità urbanistica delle opere;

- la Commissione Ambiente della camera il 21 settembre ha approvato una risoluzione in cui chiede al Governo di fermare i lavori irreversibili del Mo.S.E.,;

- analoga risoluzione era stata approvata due mesi fa dalla Commissione Ambiente del Senato.

 

Eppure la lobby politico affaristica legata al Mo.S.E. continua ad operare come se nulla fosse, come se l’intero progetto non fosse in discussione.

 

   Il Consorzio Venezia Nuova – concessionario unico delle opere – e quindi monopolista (caso unico in Europa e nel Mondo) ed il Magistrato alle Acque, diventato sua dependance, hanno in questi giorni presentato il progetto di utilizzo dei capannoni e delle aree dell’Arsenale Nord dato in concessione dal Demanio allo stesso Consorzio l’anno scorso, durante il Governo Berlusconi.   Un’importante area sottratta alla città e destinata a diventare la plancia di comando del sistema Mo.S.E. e il luogo dove fare la manutenzione delle paratoie (costo presunto 30 milioni l’anno); e questo nonostante il Comune abbia ribadito che la destinazione urbanistica dell’area non lo consenta.

 

Parallelamente continuano gli “attentati” alla possibilità del ripristino dell’equilibrio idrogeologico ed idrodinamico della laguna, vera alternativa a qualsiasi progetto di tipo ingegneristico.

 

   Il Sindaco, confermando la sua “doppiezza”, si è riappacificato, firmando un protocollo d’intesa (anche questo segreto?), con l’Autorità portuale  in cui non si oppone ai progetti del presidente Zacchello che prevedono una nuova banchina in Marittima per le mega - navi da crociera (all’ex banchina Isonzo), ulteriori scavi dei canali portuali e un nuovo muro che separerà la Marittima dal quartiere urbano di Santa Marta.

 

Dopo mesi di contrasto tra Comune e Porto la resa del Sindaco, in cambio di un piatto di lenticchie, costituito da un migliaio di posti auto per i veneziani nella nuova autorimessa (funzionale al traffico passeggeri) che il Porto vuole costruire a Santa Marta.

 

   Si tratta di un fatto gravissimo perché le navi da crociera sempre più grandi in Laguna (quelle di nuova generazione supereranno i 300 metri in lunghezza) con transito in Bacino S. Marco, in un ambiente così delicato, non solo devastano rive e fondamenta, sono incompatibili con la qualità della vita degli abitanti di Santa Marta, ma costringono a mantenere ed anzi aumentare la profondità dei fondali alla bocca di porto di Lido, concausa dell’acqua alta, e contrastano quindi con gli interventi alternativi al Mo.S.E. che il Comune stesso ha proposto.

 

In vista della prossima seduta del Comitatone, costruiamo un grande mobilitazione:

 

- giovedì 5 ottobre dalle ore 17.00

FESTA – HAPPENING con informazione e raccolta fondi NoMOSE

in Pescheria a Rialto

 

- venerdì 6 ottobre ore 17.00

Sala San Leonardo  - Cannaregio

ASSEMBLEA CITTADINA

 

- sabato 14 ottobre

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Contro le Grandi opere e per l’abrogazione della legge obiettivo

indetta dai movimenti NOTAV NoPONTE e NoMOSE

 

Venezia, 23 settembre 2006

ASSEMBLEA PERMANENTE NoMo.S.E.

 

 

sabato, 16 settembre 2006

In risposta al dottor Michele Zuin, consigliere comunale di Venezia

Dalla Rubrica “L’intervento” pubblicato sulla NUOVA VENEZIA
del 16 settembre 2006

NESSUNA RAGIONE TECNICA PER BOCCIARE I PIANI ALTERNATIVI

Vincenzo Di Tella
Gaetano Sebastiani
Paolo Vielmo
 


Nella rubrica “l’Intervento” del 12 settembre 2006 sono apparse alcune esternazioni a firma del Consigliere Comunale Michele Zuin a proposito delle affermazioni del Ministro Pecoraio Scanio, che riguardano i progetti alternativi al MoSE e quindi il nostro progetto basato sulla “Paratoia a Gravità”. Senza entrare minimamente nella polemica tra Zuin e il Ministro Pecoraio Scanio, facciamo riferimento alle affermazioni tecniche che richiedono alcune importanti precisazioni.
Il dottor Zuin afferma che quelle che definisce le “cosiddette” alternative al MoSE proposte dal Comune sono state già esaminate e scartate.
Per quanto riguarda il nostro progetto questo non è assolutamente vero, tanto che il concetto non appare tra quelli allora esaminati dai vari gruppi di Esperti, nazionali ed internazionali, e dallo stesso Consorzio Venezia Nuova.
Il Consorzio ed il Magistrato alle Acque, che sono a conoscenza della nostra proposta di sistema rispettivamente dal 2002 e dal 2003, non ci hanno mai comunicato i motivi tecnici che, a loro giudizio, rendono la nostra proposta “non idonea” ed hanno, come noto, rifiutato un dibattito pubblico e un confronto di merito tra il MoSE e la nostra proposta. Successivamente abbiamo saputo dai giornali che il Consorzio ha incaricato un professore di Padova di esaminare il nostro progetto nei laboratori di Voltabarozzo del Ministero delle Infrastrutture e non ci hanno mai voluto dire i motivi di queste analisi, che cosa è stato analizzato e quali sono i risultati. Questo conferma la nostra convinzione che le motivazioni tecniche di merito per “scartare” la nostra soluzione non ci sono. Ricordiamo che la soluzione basata sulle Paratoie a Gravità, a differenza del MoSE, soddisfa effettivamente tutti i requisiti del progetto di Salvaguardia di Venezia, è effettivamente migliore tecnicamente, per affidabilità, impatto ambientale e costi di costruzione e manutenzione e siamo pronti a dimostrarlo di fronte ad una commissione indipendente di esperti di ingegneria marina.
Il dottor Zuin sostiene che i tempi per portare le soluzioni alternative, e quindi anche la nostra, a livello esecutivo sarebbero lunghi ed i costi ingenti. Questo è senz’altro vero per il MoSE, del quale non esiste ancora il progetto esecutivo e non sono tuttavia state risolte importanti criticità; citiamo ad esempio il progetto di componenti basilari quali i connettori meccanici delle paratoie, che da soli richiedono anni di sviluppo e sperimentazione su prototipi per poter essere portati ad un livello di qualifica per funzionalità ed affidabilità necessarie ad una applicazione così critica. E ricordiamo le modalità di costruzione in loco dei cassoni di fondazione, che hanno tempi lunghi di realizzazione ed un impatto devastante sui lidi veneziani.
La soluzione alternativa che proponiamo è invece basata su componenti e tecnologie noti, utilizza cantieri di costruzione navale esistenti per la costruzione e la manutenzione delle opere e non ha bisogno di lunghi sviluppi progettuali: non dobbiamo inventare nulla e le opere possono essere completate con tempi e costi nettamente minori di quelli che sono previsti per il MoSE, come è facilmente dimostrabile.
Al dottor Zuin possiamo riconoscere la scusante di una non dimostrata esperienza nel campo dell’ingegneria marina e quindi giustificare le sue affermazioni sui meriti del MoSE e delle soluzioni alternative. Queste ultime andrebbero comunque valutate caso per caso perché le alternative sono sostanzialmente diverse tra loro, per la scelta di sistema e per il grado di sviluppo.
Zuin fa infine una comparazione tra costi del MoSE e danni dalle acque alte che, vista la sua dichiarata cultura in materie economiche, non può che apparire strumentale e forzata oltre ogni buon senso.
Nella esposizione di un suo lavoro sui danni prodotti alla città ed ai suoi abitanti e frequentatori, la dottoressa Celerino aveva chiaramente indicato che in esso non era stata fatta alcuna analisi rigorosa dei costi e benefici delle opere mobili del MoSE, ma solo una stima economica dei danni fisici alle strutture edilizie ed agli impedimenti di movimento portati alle persone dalle acque alte, correlandoli ai fenomeni sociali globali che interessano la città (invecchiamento della popolazione...). Questa valutazione portava ad un valore globale di 4200 milioni di euro in tutta la vita dell’opera, e cioè in 100 anni, e i costi aumentavano sino a tre volte nel caso di un incremento del livello medio mare ai valori prospettati nel progetto. Nell’esposizione non veniva precisato quanto di tali costi fosse effettivamente imputabile alle acque alte superiori ai 110-120 cm sul livello medi mare, le sole che verrebbero arrestate dal Mose per 2-3 volte all’anno nei primi tempi e 15-20 verso la fine della vita dell’opera: molto del degrado alle case di Venezia e dei disagi ai cittadini è prodotto anche dalle acque alte “usuali”, sotto i 110 cm, molto più frequenti.

Il dottor Zuin correla direttamente tali costi economici al costo del MoSE per giustificarne quindi la ragionevolezza economica e l’opportunità di esecuzione. Ci pare opportuno fargli presente che per fare una simile comparazione è necessario considerare tutte le voci di costo: ai costi di realizzazione, che sono lievitati del 25% solo nell’ultimo anno, sono da aggiungere i costi di gestione e manutenzione che, per garantire la funzionalità del sistema, raggiungeranno un ulteriore spesa ben superiore ai 2000 milioni di euro nella vita dell’opera. A questi vanno aggiunti i costi finanziari per il reperimento di tali risorse, che ne aggraveranno l’entità complessiva del 30-50%. In buona sostanza con il progetto MoSE i costi dei danni dall’acqua alta si confrontano quindi con una cifra di spesa superiore di almeno due o tre volte.
Tutto ciò per pura chiarezza d’informazione, perché siamo convinti che la salvezza di Venezia, dei suoi unici beni storici, artistici e paesaggistici ed il benessere dei suoi cittadini e visitatori non può e non deve essere valutata con un metro puramente economico.
Il confronto va fatto, nel caso nostro, tra il MoSE che non rispetta i requisiti di progetto imposti dalla legge speciale e la soluzione Paratoia a Gravità che, nel rispetto di tutti i requisiti di progetto, può essere realizzata con costi inferiori ad un terzo di quelli ancora in gioco per l’esecuzione delle opere mobili del MoSE che assommano ad almeno tre milioni di euro (purtroppo i soldi per le opere complementari, non necessarie per la realizzazione del nostro sistema basato sulla Paratoia a Gravità, sono già stati spesi), con un’affidabilità superiore a quella del MoSE e costi di gestione nettamente inferiori e ciò pone chiaramente e con forza il problema di gestione del “denaro pubblico”.  Pensiamo sia opportuno che le autorità preposte verifichino come la Paratoia a Gravità possa risolvere in modo ottimale il problema delle acque alte. Noi possiamo dimostrare come la soluzione proposta non sia affatto “confusa, disinformata e pressapochista” come sostiene il dottor Zuin, il quale tuttavia, ad oggi e al di là delle affermazioni generiche e non documentate, non ha spiegato come il MoSE rispetti i requisiti di progetto, perché ancora, a distanza di quattro anni all’approvazione del progetto definitivo del MoSE, non esiste il progetto di componenti essenziali del sistema, e perché il Consorzio Venezia Nuova e il Magistrato alle acque rifiutano un confronto pubblico di merito con le soluzioni alternative, trincerandosi dietro il fatto che il progetto è stato approvato: il Consorzio, il Magistrato alle acque e i sostenitori del MoSE come il dottor Zuin dovrebbero dire quale progetto di connettori meccanici ed altri elementi essenziali del MoSE è stato approvato e con quali principi di progetto sono stati fatti i calcoli delle strutture del MoSE, visto che di questi non c’è traccia nel cosiddetto “progetto definitivo” del MoSE, e spiegare ai veneziani e più in generale ai contribuenti come si possa approvare un progetto che non rispetta i requisiti fondamentali di gradualità, sperimentalità e reversibilità imposti dalla legge speciale per Venezia.

 

Commento

 
Nel blog è riportato l'articolo completo inviato alla NUOVA, che per motivi editoriali è stato leggermente ridotto. Le parti mancanti sono indicate in corsivo.

La lettera del dottor Zuin è in linea con lettere molto simili di alcuni politici e sostenitori del progetto del Consorzio Venezia Nuova che, senza le necessarie informazioni e competenze tecniche specifiche, esprimono giudizi di merito sul progetto MoSE e sui progetti alternativi, dimenticando che qui non si tratta di scelte ideologiche o religiose ma di progetti che si giudicano esclusivamente per il rispetto dei requisiti di progetto, l'utilizzo di tecnologie provate che sono garanzia di sicurezza ed affidabilità delle opere nel tempo per i tempi e costi di realizzazione, gestione e manutenzione ed impatto ambientale.

Il Consorzio Venezia Nuova e Il Magistrato alle acque dicano pubblicamente i motivi tecnici per cui il nostro progetto è stato ritenuto "non idoneo". In mancanza di questi chiarimenti è del tutto evidente che si assumono la responsabilità di fronte alle autorità e all'opinione pubblica della scelta di proseguire in un progetto ancora da sviluppare, che non rispetta requisiti imposti dalla legge, ha tempi e costi enormi ed un impatto ambientale devastante.

 
V. Di Tella

 

 

 

 

"I Verdi: strana solerzia nel denunciare i NoMose, mentre le denunce sulle irregolarità dell'opera giacciono da tempo in Procura"
GIOVEDÌ 3 AGOSTO 2006
Intervento dei Verdi dopo i trenta avvisi di garanzia ad attivisti NoMose.
da Olol

La solerzia con cui sono state condotte le indagini sui "NoMose", arrivando ad accusare anche persone che, durante i fatti incriminati, si trovavano all'estero, stride fortemente con l'inerzia con cui sono state invece trattate finora le denunce e le segnalazioni riguardanti presunte irregolarità, anche gravi, dei lavori relativi al progetto Mose.

I Verdi, oltre ad esprimere incredulità per l'enormità delle accuse contestate, non possono non sottolineare i danni, veri e irreversibili, che tali lavori stanno arrecando alla laguna e all'intero ecosistema.

Nel ribadire la nostra condivisione della battaglia che vede oggi colpiti decine di esponenti del comitato NoMose, di ambientalisti e di Verdi, ribadiamo la nostra ferma contrarietà al progetto che rischia di stravolgere la laguna e la nostra intenzione di continuare a difendere da esso l'ecosistema e la città di Venezia.

Gianfranco Bettin, consigliere regionale
Paolo De Marchi, Presidente regionale dei Verdi

Venezia, 3 agosto 2006

 
COMUNICATO Assemblea Permanente NOMOSE
su : COMITATONE del 20 Luglio 2006
 
Peggio di così non poteva andare!
Sulla vicenda MOSE il nuovo Governo non ha dato alcun segnale di vero cambiamento rispetto al governo Berlusconi!
Sul programma elettorale e in campagna elettorale avevano dichiarato che sulle Grandi Opere si sarebbero sentite e coinvolte le comunità locali.
Il nuovo Governo invece non dato alcun peso ed alcun ascolto alla Petizione Popolare firmata da 12500 cittadini,  presentata alcuni mesi fa al Parlamento nazionale e al Perlamento Europeo che chiedeva  la sospensione dei lavori del Progetto MoSE (perchè: illegittimi rispetto alla normativa nazionale ed europea sulle aree di interesse comunitario e sulle Valutazioni di Impatto Ambientale; e ambientalmente devastanti) e richiedeva invece l'avvio di opere graduali, sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la città
Il nuovo Governo non ha dato alcun ascolto neanche alle richieste più "timide" del Comune di Venezia che richiedeva una revisione e verifica  progettuale degli interventi alle bocche di porto con la sospensione temporanea di alcune tipologie di lavori;
Il nuovo Governo non ha dato alcun ascolto neanche alla Commissione Ambiente del Senato che aveva approvato  una Risoluzione nella quale (tutti i senatori del centrosinistra) invitavano il Governo :
bullet
ad avviare una verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di porto....
bullet
a sospendere temporaneamente, per il tempo strettamente necessario alla citata verifica tecnica, quei lavori che risultassero non coerenti o incompatibili con le proposte di revisione progettuale
bullet
a procedere ad una verifica dei finanziamenti e della loro ripartizione........ 
Il nuovo Governo non ha dato alcun ascolto neanche a quei Ministri che evidenziavano che il progetto non ha ancora la Valutazione di Impatto Ambientale e che non esiste un progetto esecutivo generale.....
 
Il nuovo Governo  ha deciso di rinviare a fine settembre la decisione finale  assicurando che nel frattempo si faranno le verifiche sui progetti alternativi al Mose; ma che tutti i lavori andranno avanti;
fanno finta di non sapere che nei cantieri i ritmi sono aumentati in maniera impressionante e che si stanno realizzando opere ad altissimo impatto ambientale;
in due mesi e mezzo si potrebbe arrivare al punto di non ritorno.
Anche con il  nuovo Governo Prodi sta vincendo il  partito trasversale che tutela solo gli interessi della lobby delle imprese  delle grandi opere!
 
L'Assemblea Permanente NOMOSE ha dimostrato in questi ultimi giorni che i cantieri possono essere fermati anche con iniziative di mobilitazione popolare.
Invitiamo tutti i rappresentanti istituzionali  di qualsiasi livello ad attivarsi in queste settimane decisive  per difendere la laguna di Venezia dalla devastazione e da danni irreversibili.
Invitiamo i cittadini della comunità lagunare a partecipare alle iniziative di mobilitazione che verranno realizzate nelle prossime settimane.
L'Assemblea Permanente NOMOSE si riunisce martedì 25 luglio alle ore 18 allo spazio autogestito LAT presso   Università Architettura  ai Tolentini - Venezia  (IUAV)
 
Assemblea Permanente NOMOSE

OCCUPATO IL CANTIERE DEL MOSE

COMUNICATO STAMPA
ASSEMBLEA PERMANENTE NOMOSE
 
Mercoledì 19 luglio dalle ore 16e30 un centinaio di attivisti dell'Assemblea Permanente NOMOSE ha OCCUPATO il cantiere di San Nicolò della bocca di Porto del Lido bloccando i lavori.
L'occupazione è stata decisa per dare un preciso segnale a tutti i rappresentanti che domani si riuniranno a Roma per  il "Comitatone" :  l'Assemblea Permanente NOMOSE e i 12500 cittadini che hanno sottoscritto la Petizione Popolare  chiedono il BLOCCO immediato dei devastanti ed illegittimi lavori e l'avvio dei lavori sperimentali, graduali e reversibili come richiesto da anni dalle comunità lagunari.
Se il Comitatone di domani non deciderà la moratoria dei lavori devastanti ed illegittimi provvederemo nelle prossime settimane a livello di base e popolare  a fermare lo scempio ambientale.
L'occupazione del tutto pacifica dei cantieri  continuerà sicuramente sino alle ore 17 di domani 20 luglio 2006;
Invitiamo i cittadini, le associazioni ambientaliste, i rappresentanti istituzionali e di partito, i  giornalisti, a venire a  trovarci all'interno dei cantieri  di San Nicolò che domani per tutto il giorno grazie alla nostra azione saranno aperti e visitabili da tutti. 
 
Assemblea Permanente NOMOSE
 

BLITZ NOMOSE IN CONSIGLIO COMUNALE DI CAVALLINO-TREPORTI

 
Martedì  sera 6 giugno 2006,  presidio del Gruppo Cont@tto , di Verdelitorale, Assemblea Permanente No-Mose di Cavallino-Treporti, dei Verdi,  di Rifondazione Comunista e dei  Comunisti Italiani ,   davanti al comune di Cavallino-Treporti per attirare l'attenzione ai cittadini e ai Consiglieri Comunali sulla salvaguardia del territorio di Cavallino-Treporti , di Venezia e della sua Laguna, un intero ecosistema unico ed irripetibile che sta per essere irreversibilmete manomesso dai lavori del progetto MOSE, le cui opere preliminari sono attualmente in corso, visibili da tutti gli occhi di una umanità preoccupata, alle bocche di Porto di Punta Sabbioni-Lido, Malamocco-Pellestrina e Chioggia.
Una delegazione è stata accolta dal Presidente del Consiglio Comunale dott. Mario de Pasquale e dai capogruppi di maggioranza e minoranza, e ha chiesto la possibilità di parlare al Consiglio Comunale, affinchè quet'ultimo , sempre disattento ai problemi ambientali si esprima sulla questione MOSE, sul Progetto PERLA e sulle opere alternative.
 E' stato consegnato al Presidente del Consiglio Comunale e a tutti i Consiglieri una bozza documento dove il consiglio Comunale di cavallino-Treporti chiede al nuovo governo di Centro Sinistra la moratoria sui lavori e la revisione radicale del progetto.
Gianluigi Bergamo, rappresentante del comitato, con  ha illustrato al Consiglio Comunale le motivazione del Sit-In  davanti al palazzo Municipale, affermando che il Progetto Mose non rispetta le condizioni di sperimentalità, gradualità, flessibilità e reversibilta imposti dalla legge speciale per Venezia e  chiedendo un Consiglio Comunale straordinario sul Mose e sul Progetto Perla prima della riunione del Comitatone che si riunirà a luglio.
La dimostrazione di martedì sera  nel consiglio Comunale è la prima di una serie di manifestazioni anche eclatanti ,che il comitato intende mettere in atto nel territorio di Cavallino-Treporti, qualora non si convochi un consiglio comunale in tempi brevi.
 
Cavallino-Treporti, 7 giugno 2006 
 
ASSEMBLEA PERMANENTE NO-MOSE di Cavallino-Treporti  
Gruppo Contatto
Associazione Verdelitorale
Rifondazione Comunista di Jesolo/Cavallino-Treporti  
Verdi di Cavallino-Treporti  

                                            

da il Venezia de 8-6-2006

da la Nuova Venezia del 08/06/06

da Gente Veneta del 08/07/06

da il Gazzettino del 08/08/06    

 

                                                            

 

magliette

STOP the MOSE

 

 

 

 

dOCUMENTO SU MOSE

 

 

FOTO

La laguna stravolta
dai lavori del Mose

Viaggio in elicottero sui cantieri aperti. Ruspe e camion dov’erano le dune, in acqua palancole di ferro e muraglioni


la Nuova di Venezia

___________________

 

 

 

 

Cantiere del Mose, Polemiche sugli alloggi La Nuova Venezia 26.03.08

 

MAREE DEL 2006 DIGHE UTILI SOLO PER UN'ORA E VENTI

il Venezia 6.01.07

 

 COMITATO DANNI DEL MOSE SI DIFENDE

il Gazzettino 6.01.07

 

SI SPACCA IL FRONTE CONTRARIO DEL COMITATO I DANNI DEL  MOSE

Gazzettino 5.01.07

 

Mose lo stato dei lavori al 28.11.2004

   

   

 

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