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tutto sul MOSE dal sito del Comune di Venezia
MOSE dubbi sulla stabilità delle paratoieesposto alla corte dei conti e alla procura della Repubblica
Cantiere del Mose, Polemiche sugli alloggi (La Nuova Venezia 26.03.08)
RINVIATA AL PROSSIMO APRILE LA SENTENZA DEL TAR DEL VENETO SUL RICORSO DEL COMUNE DI VENEZIA E DEL WWFSUI CANTIERI DI PREFABBRICAZIONE DEI CASSONI DEL MOSEA S.MARIA DEL MARE A PELLESTRINA.mms://video.jumpy.it/adiene/2007/03/sortino_venezia1a_agg.wmv?v=adiene/2007/03/sortino_venezia1a_agg.wmv&tv=pc
"Le Iene" indagano sul MoSEAlessandro Sortino: Misteri di VeneziaLa guerra dei veneziani contro o a favore del Mo.S.E.Il programma televisivo "Le
Iene", nella puntata di ieri sera 5 marzo, ha dedicato quasi
24 minuti di servizio all'indagine, tenacemente portata avanti dal
giornalista
Alessandro Sortino, sul MoSE di Venezia:
chi lo vuole, chi lo osteggia, a che cosa serve, quali interessi si
nascondono dietro e quali sono i suoi problemi.
MAREE DEL 2006 A PROVA DI MOSE DIGHE UTILI SOLO PER UN'ORA E VENTI IL MOSE E' POCO SICURO. VENEZIA NON SI SALVA COSì di Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo MOSE dossier dell'Assemblea permanente NO Mose:
Bocciatura al Mose: non ci sono garanzie
Assemblea Permanente NOMOSE
COMUNICATO STAMPA
L'Assemblea Permanente NOMOSE si è
riunita ieri 23 novembre 2006 agli Ormesini - Venezia.
Abbiamo lungamente discusso su:
Riteniamo la decisione del
Comitatone un atto gravissimo!
Come già anticipato dalla decisione presa a
maggioranza dal Consiglio dei Ministri
si continua a far
prevalere e favorire gli interessi
delle lobby affaristiche dei cartelli di imprese che hanno messo mano
nei BUSINESS MILIARDARI delle GRANDI OPERE.
Sono le lobby affaristiche del
Consorzio Venezia Nuova a dettar legge e a condizionare le scelte del
mondo della politica!
Non ci sono programmi che tengano ... il
centrosinistra aveva promesso che sulle grandi opere avrebbe cercato il
consenso delle comunità locali !
Hanno finto di ascoltare ma poi
procedono in direzione inversa!
Le comunità locali avevano chiaramente
espresso la loro contrarietà :
Sono state presentate memorie
ultradettagliate dal Ministero dell'Ambiente e dal Comune di Venezia su
irregolarità ed illegittimità procedurali, mancanza di permessi ed
autorizzazioni, su falle e lacune tecniche del progetto,
Il parlamento Europeo ha avviato una
procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano per non aver
rispettato le direttive europee per le
aree di interesse comunitario...
Non ha servito a
niente! Sono rimasti sordi a qualsiasi ragione e prova!
Il Comitatone si è
trasformato in una farsa!
Governo Blindato che esprime un solo voto!
con la presenza drammaticamente muta anche dei pochi Ministri contrari.
I sindaci dei comuni di Mira e Chioggia che
esprimono l'astensione per non disturbare ed irritare i poteri forti e
chiedere poi le bricciole dei finanziamenti per la legge speciale!
Un solitario ed Unico voto contrario
del Sindaco del Comune di Venezia.
L'Assemblea Permanente
NOMOSE ha deciso di continuare la sua azione contro l'Ecomostro MOSE e
la devastazione dell'ambiente lagunare aprendo una nuova fase di
iniziative, mobili, e lotte.
Verificheremo la possibilità di ricorrere
legalmente contro la decisione del Comitatone.
Alla Commissione Petizioni del Parlamento
Europeo richiederemo di avviare verifiche nei cantieri e audizioni a
livello locale.
I nostri osservatori continueremo l' azione
di Controllo Verifica dei lavori nei Cantieri alle bocche di Porto e di
puntuale denuncia di tutte le anomalie, irregolarità e danni
ambientali.
Il 28 novembre alle ore 17 parteciperemo ai
lavori della Municipalità di Venezia dove sarà discusso ordine del
Giorno sulle Grandi Navi da crociera.
Giovedì 30 novembre alle ore 17,30 presso
sala colonne IUAV Tolentini Riunione Organizzativa dell'Assemblea
Permanente NOMOSE.
Il 2 Dicembre parteciperemo con nostre
bandiere a Vicenza alla manifestazione contro il piano di ampliamento
della base militare Ederle al dal Molin; porteremo la
nostra solidarietà ai cittadini vicentini che lottano contro l'ossupazione
e devastazione del loro territorio.
Dall'11 al 13 di Dicembre Gazebi e banchetti
informativi in diverse posizioni del territorio lagunare Venezia,
Mestre, Chioggia, Cavallino Treporti.
Giovedì 14 Dicembre alle ore 17 Grande
Assemblea Cittadina sulla continuazione della mobilitazione
Assemblea Permanente NOMOSE
pper MOSE
SCANDALOSA L’IGNAVIA DEI SINDACI DI MIRA E CHIOGGIA
Nella vicenda delle decisioni relative al Mose che, almeno per ora, sembrano chiudere la partita a favore della sua realizzazione, spicca l’ignavia dei due sindaci del centrosinistra di Mira e di Chioggia.
Dal governo ci attendevamo una posiz
ione più sensibile alle ragioni e alle posizioni portate in Comitatone dal Sindaco di Venezia visto che, nel programma dell’Unione, è indicato chiaramente come, in tema di grandi opere, ci si sarebbe affidati al pronunciamento delle comunità locali. Invece è successo che negli interventi di salvaguardia, che derivano dalla legislazione speciale per Venezia, si è deciso nonostante e contro le posizioni del comune di Venezia, tradendo palesemente un pezzo del programma dell’Unione. Questo nonostante il fatto che ministri componenti di diritto del Comitatone (Rutelli) avessero affermato il loro appoggio alle posizioni del Sindaco di Venezia in tema di salvaguardia e viceministri in carica, nonché importanti esponenti locali del maggior partito della coalizione (De Piccoli), avessero decisamente contrastato il Mose e l’operato del Consorzio Venezia Nuova. Posizioni queste non palesate, anzi scomparse, nel momento delle decisioni.
Dal Presidente della Regione non ci attendevamo nulla di più e di peggio di quanto è solito esprimere, in particolare per quanto riguarda la nota teoria del “partito del fare e del non fare”, dove il partito del fare, talvolta, coincide col solito “partito degli affari”.
Ma la questione più scandalosa, a nostro modo di vedere, è la posizione davvero pilatesca dei due Sindaci del centrosinistra di Mira e Chioggia, entrambi astenuti in Comitatone ed entrambi in scadenza di mandato nella primavera prossima. Costoro potevano (e secondo noi dovevano) formare un fronte delle comunità locali critiche con il progetto Mose e richiedenti la valutazione e sperimentazione delle soluzione alternative.
Il Sindaco di Chioggia (per fortuna non più ricandidabile) che i Verdi 4 anni fa non hanno sostenuto alle elezioni per vari motivi, tra i quali anche le ambiguità già manifestate in materia di salvaguardia.
Il Sindaco di Mira (ricandidabile invece) dal quale davvero ci saremmo aspettati un sostegno alle posizione espresse dal sindaco di Venezia, sostegno che sarebbe valso a formare un vero fronte delle comunità locali che chiedevano di essere ascoltate e determinanti nelle decisioni.
Di queste loro posizioni, o meglio assenza di posizioni, dovranno rendere conto alla cittadinanza e alle loro maggioranze nei consigli comunali e nelle giunte. Ovviamente ne terremo conto anche noi, in particolare nella discussione in corso a Mira sulla ricandidabilità o meno del sindaco Marcato, peraltro già molto precaria e osteggiata da molti cittadini che si richiamano al centrosinistra tra i quali consistenti settori del suo stesso partito di appartenenza.
Venezia, 23 novembre 2006 Flavio Dal Corso Presidente provinciale dei Verdi di Venezia
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Federazione Regionale Verdi - Veneto Via Seismit Doda, 25 30175 Marghera - Venezia Tel. 041/5381223 - Fax 041/5381225 e-mail: fed.regionaleverdi@libero.it
OCCUPATA LA SEDE DEL CONSORZIO VENEZIA NUOVA
CONSORZIO VENEZIA NUOVA: LE MANI SULLA CITTA’ E SULLA LAGUNA !!!
COMUNICATO STAMPA DELL’ASSEMBLEA PERMANENTE NOMOSE
Abbiamo occupato gli uffici del C.V.N., il potente pool di imprese che da quasi un quarto di secolo ha il monopolio assoluto dei lavori per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna.
Capofila del Consorzio, con il 36% delle azioni, è la Impresa Costruzioni Ing. E. Mantovani Spa, che, per il patronaggio politico del governatore Galan, ha una posizione dominante in tutte le grandi opere pubbliche del Veneto in corso di realizzazione o in programma (dall’ospedale di Mestre alla Nuova Romea, dalle bonifiche di Marghera al passante di Mestre, alla sublagunare). La potente lobby degli affari esegue progetti, lavori e studi accaparrandosi i finanziamenti della Legge Speciale per Venezia.
Dal 1984, anno in cui fu varata la legge 798, in cui l’allora Doge De Michelis fece introdurre, in spregio a tutta la normativa nazionale ed europea, la possibilità della “concessione unica” per studi, sperimentazioni ed opere volte alla difesa di Venezia dalle acque alte, il Consorzio Venezia Nuova condiziona governi, amministrazioni e politici locali, tecnici consenzienti, per imporre un progetto inutile e dannoso quale il sistema Mo.S.E. Il Mo.S.E. serve solo a chi lo fa! E come da più parti indicato non rispetta i requisiti della Legge Speciale per Venezia di sperimentabilità, gradualità e reversibilità. Sul progetto Mo.S.E. manca la Valutazione di Impatto Ambientale, non c’è addirittura un progetto esecutivo dell’intera opera e non sono separate le funzioni di studio e progettazione dalla realizzazione (come dire: chi controlla il controllore?). I lavori preliminari in corso dal oltre tre anni alle bocche di porto stanno devastando la laguna. Ben che vada le paratoie del Mo.S.E. saranno messo in funzione due o tre volte l’anno (con marea al di sopra dei 1.10 cm. sul l.m.m.) per una spesa preventivata di 4,3 miliardi di € per lavori fino al 2012 (se ci saranno i soldi per finirlo!), perché per le acque medio alte (tra gli 80 e i 109 cm), le più frequenti, non saranno messe in funzione per non penalizzare il porto e per impedire troppe volte il ricambio idrico della laguna. In un quarto di secolo il C.V.N. ha costruito (con i soldi pubblici) un potere neanche tanto occulto a Venezia e a Roma , arrivando a controllare Ministeri, Istituzioni Locali, giornali ed enti di ricerca. Nella prima come nella seconda Repubblica, con al governo il centrodestra o il centrosinistra, il potente monopolista ha letteralmente messo le mani sulla città: persino parte dell’Arsenale è stata data in concessione al C.V.N. per trasformarlo nel magazzino del Mo.S.E., nel luogo dove effettuare la manutenzione delle paratoie per una spesa annua valutata in 30 milioni di €. Insomma il Mo.S.E. per il C.V.N. rappresenta un business perpetuo. Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro sta favorendo questo pool di imprese monopoliste che non potrebbe godere della concessione unica, in quanto una legge dello stato (L. n. 527 del 1993 e seguente Dlgs. N. 62 del 1994), non attuata da ben 6 governi di diverso colore, prevede di separare i soggetti incaricati della progettazione dai soggetti a cui è affidata la realizzazione delle opere. Nella seduta del CdM del 10 novembre scorso, Di Pietro, con la copertura politica del premier R. Prodi, ha fatto approvare una delibera che boccia le soluzioni alternative al Mo.S.E. proposte dal Comune, interrompendo il confronto tecnico, finalmente iniziato tra tutti i soggetti interessati, promuovendo con voto politico il proseguo dei lavori del Mo.S.E. e ponendo una pesante ipoteca sugli esiti della riunione del Comitatone, organo deputato alle decisioni, che si terrà il 22 prossimo a Roma. Una decisione prevaricatrice nei confronti dei ministeri competenti già dichiaratesi favorevoli alle ipotesi del Comune di Venezia. - il Comitatone deve decidere la moratoria sui lavori in corso alle bocche di porto, in attesa del proseguo del confronto tecnico sui progetti alternativi proposti dal Comune; - si deve dare seguito a quanto prevede la legislazione vigente togliendo la concessione unica al Consorzio Venezia Nuova.
Venezia, 20 novembre 2006
AL VIA UN NUOVO CANTIERE PER IL MOSE A PUNTA SABBIONI Ieri il precomitato di magistratura, esperti e ingegneri del Magistrato alle Acque riuniti a palazzo Dieci Savi, ha dato il via libera ad altri 3 progetti esecutivi che riguardano il Mose. Due per la bocca di Malamocco, con le protezioni ai fondali per preparare la base dei cassoni. Uno per il secondo stralcio del porto rifugio di Treporti, in bocca di Lido. Qui dovranno essere costruiti i grandi cassoni in calcestruzzo che saranno poi sistemati sui fondali della laguna. Un cantierie che in un primo momento non era previsto al Lido. «Ma la commissione di Salvaguardia ha deciso così», dice la presidente Piva. Così al Lido, verso Punta Sabbioni, dovrebbe cominciare l’attività di costruzione dei manufatti largi fino a 150 metri per 30. Saranno posati sul fondo su 12 mila pali in calcestruzzo. Dai fondali della laguna saranno estratti milioni di metri cubi di materiale, sostituiti con 8 milioni di metri cubi di calcestruzzo. L’intervento «pesante» che prelude all’ultima fase di costruzione del Mose: la posa delle paratoie. Intanto alle tre bocche proseguono i lavori preliminari, per le conche e i porti rifugio, e di preparazione al Mose vero e proprio, già finanziati con 1200 milioni di euro dal Cipe. (da la Nuova Venezia del 14.11.06)
MOSE, IL GOVERNO VA AVANTI
CON IL FARAONICO PROGETTO. LIPU: “SCELTA SBAGLIATA CHE NON SALVERA’
VENEZIA E SVUOTERA’ LE CASSE DELLO STATO”
“Proseguire con il progetto Mose è una scelta sbagliata
e pericolosa per la laguna di Venezia”. Questo il commento della
LIPU-BirdLIfe Italia dopo la decisione di oggi del Consiglio dei Ministri
di andare avanti con il faraonico progetto delle dighe mobili, contro il
quale anche l’Unione europea ha aperto solo pochi mesi fa una procedura
d’infrazione. “Le alternative presentate dal Comune di Venezia erano più
efficaci, economiche e meno impattanti del Mose – dichiara Danilo
Selvaggi, Responsabile rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia –
Quella adottata oggi è invece una scelta sbagliata, che non salverà
Venezia e svuoterà le casse dello Stato”. Parma, 10 novembre 2006
Salviamo Venezia dal Mo.S.E !
Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro, con la copertura politica del premier R. Prodi, con una mossa a sorpresa, ha fatto approvare dal Governo, nella seduta del 10 novembre scorso, una delibera che da il via libera al proseguo dei lavori del sistema Mo.S.E. e boccia, senza un serio confronto tecnico, le proposte del Comune di Venezia.
SI TRATTA DI UNO “SCHIAFFO” ALL’INTERA CITTA’!
Un tentativo di arrivare alla riunione del Comitatone (l’organo deputato a decidere, composto anche dagli enti locali), fissata per il prossimo 22 novembre a Roma, con la pesante presa di posizione del Governo. I lavori alle bocche di porto per realizzare le opere preliminare al sistema Mo.S.E. continuano, mentre per ridurre il fenomeno delle acque alte esistono soluzioni alternative che costano molto meno, non devastano la laguna e si realizzano in tempi più brevi.
Un progetto esecutivo dell’intero sistema non esiste ancora, ma si prosegue a realizzare per stralci le opere funzionali all’ECOMOSTRO.
IL Mo.S.E NON SOLO E’ COSTOSO (4,3 miliardi di € preventivati) ED INUTILE (serve solo agli utili del Consorzio Venezia Nuova che ha il monopolio dei lavori), E’ ANCHE RISCHIOSO !!!
In un ecosistema così complesso e fragile come la laguna di Venezia: - quali saranno gli effetti della forza del mare sui litorali (possibili sifonamenti, infiltrazioni da sotto i lidi che possono provocare cedimenti rovinosi), in caso di chiusura con paratoie mobili? - in caso di alluvione, quale sarà l’effetto del flusso di acque piovane dal bacino scolante che non possono defluire in mare perché le bocche di porto sono chiuse? Il 4 novembre 1966 non solo il mare entrò in laguna, ma anche le acque dei fiumi e del bacino scolante contribuirono all’”acqua granda”; - quale sarà l’effetto di un forte vento di bora che spinge l’acqua del bacino verso la laguna sud e, non potendo uscire dalla bocca di Chioggia perché chiusa con le paratoie del Mo.SE, potrebbe allagare in modo straordinario il centro storico di Chioggia; - se una o più paratoie si rompessero improvvisamente, quali sarebbero gli effetti sui centri abitati o su vaporetti, battelli, barche in navigazione davanti alle bocche di porto? - sono stati valutati i rischi connessi alle grandi quantità di gas metano, presente nel sottosuolo lagunare, che potrebbero invadere le condotte e le sale operative per le manutenzioni che verranno costruite all’interno dei “cassoni”, sotto le paratoie e i fondali delle bocche di porto?
Anche l’inquinamento da metalli pesanti non deve essere sottovalutato! Per mantenere in efficienza il sistema di protezione anodica delle paratoie in acciaio, saranno impiegate ogni anno 12 tonnellate di zinco, in gran parte rilasciate in laguna. Si tratta di una quantità enorme di inquinanti - come se non bastassero quelli rilasciati in un secolo dalle industrie pericolose di P. Marghera -, un metallo pesante dannoso per la salute, che attraverso molluschi e pesci entra nella catena alimentare!
Invitiamo tutti i cittadini che vogliono “Fermare il MoSE e salvare Venezia e la sua Laguna dal Mare e dagli Uomini” a partecipare alla mobilitazione cittadina di martedì 21 novembre 2006 alle ore 15.00 al presidio di Campo San Barnaba (vicino S. Margherita) chi può venga con la barca nel vicino canale
FERMIAMO IL Mo.S.E FINCHE’ SIAMO IN TEMPO ! … LE FUTURE GENERAZIONI CE NE CHIEDERANNO CONTO …
ASSEMBLEA PERMANENTE No.MOSE
Cari NOMOSE, (LUCIANO MAZZOLIN) Caro Luciano, leggendo la sua mail comprendiamo la
sua delusione in quanto
Assemblea Permanente NOMOSE
COMUNICATO STAMPA
Apprendiamo in questo momento da
alcuni parlamentari veneziani che il Consiglio dei Ministri di questa
mattina ha appovato a maggioranza una relazione presentata dal Ministro di
Pietro, che in sintesi da il via libera al proseguimento dei lavori del
Progetto MOSE e respinge tutti i progetti alternativi presentati ed
esaminati nelle due riunioni tecniche precomitatone.
Sembra che:
tre Ministri abbiano votato contro la
relazione : Ferrero PRC, Pecoraro Scanio Verdi; Mussi DS
due Ministri si siano astenuti :
Bianchi PdCI, Damiani DS
tutti gli altri hanno votato a favore
della relazione Di Pietro.
L'Assemblea Permanente NOMOSE
ritiene questa decisione del Governo gravissima! perchè dimostra una
MOSTRUOSA CONTINUITA' di azione tra governi di centrodestra e di
centrosinistra che fanno prevalere e favoriscono gli interessi delle
lobby affaristiche dei cartelli di imprese che hanno messo mano nei
BUSINESS MILIARDARI delle GRANDI OPERE
Sono le lobby affaristiche a dettar
legge e a condizionare le scelte del mondo della politica!
Non ci sono programmi che tengano ... il
centrosinistra aveva promesso che sulle grandi opere avrebbe cercato il
consenso delle comunità locali !
Hanno finto di ascoltare ma poi procedono in
direzione inversa!
Non sono servite neanche le relazioni
presentate durante i due confronti tecnici che segnalavano una valanga di
illeciti procedurali, omissioni di pareri; vere e proprie illegalità sotto
esame anche della Comunità Europea. Sono stati presentati anche una serie
considerevole di appunti tecnici che mettono in serio dubbio la validità
tecnica del progetto MOSE; che ricordiamo era stato BOCCIATO nel 1998
dallo studio della Commissione VIA Nazionale.
RITENIAMO che nella riunione del COMITATONE (che
deve essere fatto entro fine novembre a Venezia) sia
obbligatorio che il Comune di Venezia e la Provincia di Venezia presentino
un documento alternativo a quello del Governo che blocchi i lavori del
Progetto MOSE e che dia il via alle sperimentazioni ed opere alternative,
graduali e reversibili.
Il Sindaco di Venezia (come ha promesso e
minacciato più volte) deve chiedere che tutti i componenti del Comitatone
votino a favore o contro al documento presentato dalle comunità locali.
I 12.500 cittadini che hanno
sottoscritto la Petizione Popolare lo pretendono!
Tutti i cittadini di Venezia e del
Mondo devono poter sapere di chi saranno le responsabilità di eventuali
disastri ambientali futuri.
Concludiamo questo primo comunicato al quale
seguirà domani uno più articolato frutto della riunione che si terrà oggi
alle 17.30 presso la sede Arci di Campo San Polo;
Ricordiamo e alleghiamo la lettera aperta
inviata al Ministro di Pietro che sicuramente non è più animato dallo
spirito e degli intenti di quand'era magistrato del pool mani
pulite....
le illegalità del suo Ministero non le vuol
vedere!
Assemblea Permanente NOMOSE
LETTERA A DI PIETRO: Al Ministro per le Infrastrutture Inoltre sulla vicenda, seppur con notevolissimi
ritardi, la magistratura veneziana ha aperto un fascicolo di indagine. Il
Parlamento Europeo ha avviato una procedura di infrazione nei confronti
dello Stato Italiano per il non rispetto delle norme relative alle aree SIC
di interesse comunitario; inoltre è stata avviata un'indagine preliminare
europea in base alla Petizione Popolare sottoscritta da 12500 cittadini. Per questo le chiediamo di intervenire con lo stesso
slancio nella vicenda MOSE per "bonificare e ripulire" quei settori del suo
Ministero e degli enti esterni che però sono sotto la sua sfera di
competenza, per riparare al più presto a tutte le illegalità commesse e
non permettere che si continui a commetterne di nuove (aprendo o affidando
nuove commesse di lavoro).
Nuova indagine del
Parlamento Europeo sui Lavori del MOSE
Il 21 marzo 2006 una nostra delegazione si
era recata al Parlamento Europeo di Bruxelles a presentare la
Petizione Popolare firmata da 12500 cittadini nella quale si chiedeva a
tutti gli enti ed organismi nazionali ed internazionali di intervenire a
seconda delle loro competenze e poteri per far sospendere i lavori del
progetto MoSEe per realizzare invece opere graduali, sperimentali e
reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna
e le città di Venezia, Chioggia e Cavallino Treporti.
Ieri ci è arriva lettera ufficiale (inviata
l'11.10.2006 prot.314824)
del Presidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo Marcin
Libicki nella quale ci informa che: "... la commissione ha
ritenuto che le questioni sollevate dalla petizione sono ricevibili a
norma del regolamento del Parlamento Europeo, in quanto si tratta di una
materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione Europea.
La commissione ha quindi avviato
l'esame della Petizione e ha chiesto alla Commissione Europea di
svolgere un'indagine preliminare sui vari apetti del problema......."
Il Parlamento Europeo ha quindi aperto una
nuova indagine sui diversi problemi che creano i lavori del progetto
MOSE. ( che si aggiunge a quelle già avviate dopo le denuncie fatte
dalle associazioni ambientaliste e l'apertura di una procedura di
infrazione delle Direttive Europeee nei confronti del Governo
Italiano).
Riteniamo che il Governo Italiano e
il "Comitatone" che si riunirà prossimamente debbano tenere conto oltre
che dalle precise richieste delle commissioni Ambiente di Camera e
Senato anche delle richieste e delle diverse indagini del Parlamento
Europeo!
I LAVORI DEL PROGETTO MOSE DEVONO ESSERE
SOSPESI IMMEDIATAMENTE!!!
VANNO INVECE REALIZZATE OPERE GRADUALI,
SPERIMENTALI E REVERSIBILI PER ELIMINARE LE ACQUE ALTE E RIQUALIFICARE
LA LAGUNA come chiedono i 12500 cittadini che hanno firmato la Petizione
Popolare (che di seguito riportiamo).
Assemblea Permanente
NOMOSE
**************
PETIZIONE POPOLARE Al Presidente del Consiglio Parlamentare Europeo Alla commissione Ambiente – Parlamento Europeo Alla commissione Concorrenza – Parlamento Europeo Alla commissione Mercato Interno – Parlamento Europeo Ai gruppi politici del Parlamento Europeo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano Al Ministro delle Infrastrutture (ex Lavori Pubblici) Ai gruppi politici del Parlamento Italiano
Al Comitato Interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo (art.4, legge n.798/1984) – detto “ Comitatone” Al Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia
Agli Enti Locali competenti territorialmente : Al Presidente della Regione Veneto Al Presidente della Provincia di Venezia Al Sindaco di Venezia Al Sindaco di Chioggia Al Sindaco di Cavallino – Treporti Al Presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina Ai gruppi politici presenti nei vari Enti Locali
NOI SOTTOSCRITTI CHIEDIAMO DI
sospendere i lavori del progetto MoSE - Perché sono lavori illegittimi: in contrasto con le vigenti norme sia italiane dei piani urbanistici comunali, dei vincoli paesaggistici e del piano territoriale regionale (PALAV), sia europee relative ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) e alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). - Perché è un progetto sbagliato e controproducente: è un sistema non graduale e sperimentale, irreversibile, comincerebbe a funzionare solo fra dieci anni senza eliminare le maree medie più frequenti, ha una impostazione progettuale che richiede enormi strutture e impianti molto complessi sott’acqua, è inaffidabile per il funzionamento e per la durata nei tempi lunghi, comporta una gestione e una manutenzione costosissime, anziché ridurre aumenta l’entrata delle maree in laguna approfondendo e sbancando in orizzontale i fondali alle bocche di porto, per questa impostazione costa una cifra enorme che blocca ogni altro intervento per la laguna e la città (manutenzione ambientale e urbana, restauri, interventi per lo la riqualificazione e lo sviluppo socioeconomico, ecc.). - Perché ha un impatto ambientale e paesaggistico devastante: sbancamento di 8 milioni di mc dei fondali consolidatisi in 6.000 anni, 12.000 pali di fondazione, enormi cassoni di base per impianti e tunnel subacquei, enormi cantieri proprio nei punti più preziosi e fragili dei litorali (P.ta Sabbioni, S. Nicolò, Alberoni, S.Maria del mare, Cà Roman, S.Felice) demolizione e stravolgimento delle dighe ottocentesche, costruzione di inutili e devastanti conche di navigazione e porti rifugio. Fare finalmente le opere graduali sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la città - Ridurre la portata d’acqua in entrata alle tre bocche alzando gradualmente i fondali e stringendo stagionalmente i canali, a cominciare dalla bocca di Lido. Anche volendo arrivare a chiudere completamente le bocche per eventi eccezionali, vi sono progetti graduali, sperimentabili e reversibili, con impatto ambientale quasi nullo e che costano un decimo del MoSE. - Creare l’alternativa al passaggio delle grandi navi a S.Marco (avamporto galleggiante a mare e/o terminal a Fusina), ridurre la dimensione ambientalmente devastante del Canale dei Petroli, estromettere il traffico petrolifero dalla laguna con un sistema a boa galleggiante in Adriatico per l’attracco delle petroliere. - Aprire le valli da pesca al flusso delle maree e scavare i canali lagunari periferici impaludati. - Continuare con la manutenzione urbana e l’innalzamento per quanto possibile delle parti basse della città (ora senza finanziamenti). - Innescare processi di riqualificazione ambientale in laguna (con apporto di sedimenti e di acqua dolce) e contrastare i processi erosivi (da navigazione e moto ondoso , da raccolta delle vongole, da vento).
************** Salviamo Venezia e la Laguna dal mare e dagli uomini !
Assemblea Permanente NOMOSE
*****************
visitate i siti: www.nomose.org - www.nomose.splinder.com - www.watchingmose.net
IL M0.S.E è “nudo” fermiamolo finchè siamo in tempo
Durante la seduta del “Comitatone”, tenutasi a Roma lo scorso 20 luglio, alla richiesta ragionevole del Comune di Venezia di una moratoria sui lavori del Mo.S.E. per valutare e sperimentare interventi alternativi alle paratoie (tutte opere meno impattanti, e meno costose), uno stuolo di “azzeccagarbugli” del Consorzio Venezia Nuova ha sostenuto a spada tratta, e convinto il ministro delle Infrastrutture Di Pietro, che un’eventuale fermata dei lavori avrebbe comportato per lo Stato il pagamento di penali milionarie. Con stile prettamente mafioso, l’atto aggiuntivo della convezione tra Magistrato alle Acque e C.V.N. del maggio 2005 era stato secretato e solo con la minaccia di un ricorso al TAR per il rispetto della legge sulla trasparenza, il Comune, dopo molti mesi, è riuscito a farsi trasmettere il testo. EBBENE NON E’ PREVISTA ALCUNA SANZIONE IN CASO DI SOSPENSIONE DEI LAVORI, IL CONTRATTO PREVEDE SANZIONI SOLO PER IL CONSORZIO VENEZIA NUOVA IN CASO DI RITARDI, MA NON PER LO STATO. TUTTO FALSO INSOMMA !!! E A QUESTO PUNTO ANCHE IL MINISTRO DI PIETRO E’ IN MALAFEDE, PERCHE’ E’ IMPOSSIBILE CHE NEI SUOI UFFICI NON ABBIA TROVATO IL TESTO DELL’ATTO AGGIUNTIVO. ANCHE IL NUOVO MINISTRO PERSEGUE, COME IL PREDECESSORE LUNARDI, A PROTEGGERE LA LOBBY DEL FERRO E DEL CEMENTO ?
Eppure nel programma della compagine politica che ha vinto le elezioni, subentrando a Berlusconi e Lunardi, era scritto a chiare lettere che sulle Grandi Opere avrebbero perlomeno sentito il parere degli enti e delle comunità locali. E invece, nonostante le richieste dei comuni, di più ministri, del ministro dell’Ambiente che chiede una moratoria dei lavori irreversibili e una variante del progetto, nel luglio scorso è passato il via libera ai lavori e lo spostamento delle decisioni definitive all’autunno.
Durante tutta l’estate il Consorzio di imprese concessionario unico delle opere ha proseguito i lavori a ritmo impressionante, scaricando tonnellate di massi e fanghi (inquinati?) nella costruenda isola artificiale davanti al Bacan, scavando, pare senza autorizzazioni necessarie visto che il ministero dell’ambiente ha mandato i carabinieri per un sopralluogo, i fondali alle bocche di porto, producendo intorpidimento delle acque per chilometri quadrati, inquinando quindi le acque e danneggiando siti importantissimi dal punto di vista ambientale. Lo scopo esplicito è arrivare ad un punto (lo sbancamento dei fondali per le fondazioni dei “cassoni”) in cui non è più possibile tornare indietro dal progetto Mo.S.E. senza spreco di denaro pubblico e la modificazione irreversibile dei luoghi. Solo gli attivisti dell’Assemblea Permanente No.Mo.S.E. durante i mesi estivi, hanno costantemente monitorato, controllato e in qualche caso bloccato con azioni di lotta i lavori, garantendo l’informazione alla cittadinanza sui disastri che si stanno compiendo alle bocche di porto.
Si deve tenere, a Venezia e non nei palazzi romani, e al più presto, la seduta del “Comitatone” in cui venga votata la richiesta del Comune di interrompere i lavori del Mo.S.E. incompatibili con altri progetti alternativi e vengano attuate tutte le opere volte al riequilibrio dell’idrodinamica lagunare, in primis l’innalzamento dei fondali alle bocche di porto da cui entra l’onda di marea.
Il Mo.S.E. è un progetto obsoleto, costosissimo sia per la realizzazione che per la gestione e manutenzione. Le paratoie, ammesso che il sistema funzioni perché non c’è ancora il progetto esecutivo e alcuni particolari tecnologici non sono ancora stati sperimentati, verrebbero messe in funzione solo con acque alte eccezionali – oltre i 110 cm. sul l.m. del mare (una o due volte l’anno)-, per non chiudere troppo spesso le bocche danneggiando il porto e aumentando l’inquinamento delle acque per la diminuzione del ricambio idrico.
Con le acque medio – alte, le più frequenti, il sistema non verrà messo in funzione. E dobbiamo di sicuro aspettarci che le acque medio alte aumenteranno in frequenza, visto che le bocche di porto verranno completamente cementificate e quindi più mare entrerà in laguna.
Il sistema Mo.S.E. è in grandi difficoltà: - le casse dello Stato sono a secco per le grandi opere e non sono quindi certi i finanziamenti miliardari necessari per iniziare l’opera vera e propria (quelli in corso da tre anni sono lavori preliminari); - non c’è valutazione di impatto ambientale e l’Italia è sotto inchiesta da parte dell’Europa per infrazione, in quanto i lavori in aree protette non hanno avuto il via libera da Bruxelles; - è aperta una inchiesta da parte della Magistratura veneziana per irregolarità delle procedure e per la mancanza di conformità urbanistica delle opere; - la Commissione Ambiente della camera il 21 settembre ha approvato una risoluzione in cui chiede al Governo di fermare i lavori irreversibili del Mo.S.E.,; - analoga risoluzione era stata approvata due mesi fa dalla Commissione Ambiente del Senato.
Eppure la lobby politico affaristica legata al Mo.S.E. continua ad operare come se nulla fosse, come se l’intero progetto non fosse in discussione.
Il Consorzio Venezia Nuova – concessionario unico delle opere – e quindi monopolista (caso unico in Europa e nel Mondo) ed il Magistrato alle Acque, diventato sua dependance, hanno in questi giorni presentato il progetto di utilizzo dei capannoni e delle aree dell’Arsenale Nord dato in concessione dal Demanio allo stesso Consorzio l’anno scorso, durante il Governo Berlusconi. Un’importante area sottratta alla città e destinata a diventare la plancia di comando del sistema Mo.S.E. e il luogo dove fare la manutenzione delle paratoie (costo presunto 30 milioni l’anno); e questo nonostante il Comune abbia ribadito che la destinazione urbanistica dell’area non lo consenta.
Parallelamente continuano gli “attentati” alla possibilità del ripristino dell’equilibrio idrogeologico ed idrodinamico della laguna, vera alternativa a qualsiasi progetto di tipo ingegneristico.
Il Sindaco, confermando la sua “doppiezza”, si è riappacificato, firmando un protocollo d’intesa (anche questo segreto?), con l’Autorità portuale in cui non si oppone ai progetti del presidente Zacchello che prevedono una nuova banchina in Marittima per le mega - navi da crociera (all’ex banchina Isonzo), ulteriori scavi dei canali portuali e un nuovo muro che separerà la Marittima dal quartiere urbano di Santa Marta.
Dopo mesi di contrasto tra Comune e Porto la resa del Sindaco, in cambio di un piatto di lenticchie, costituito da un migliaio di posti auto per i veneziani nella nuova autorimessa (funzionale al traffico passeggeri) che il Porto vuole costruire a Santa Marta.
Si tratta di un fatto gravissimo perché le navi da crociera sempre più grandi in Laguna (quelle di nuova generazione supereranno i 300 metri in lunghezza) con transito in Bacino S. Marco, in un ambiente così delicato, non solo devastano rive e fondamenta, sono incompatibili con la qualità della vita degli abitanti di Santa Marta, ma costringono a mantenere ed anzi aumentare la profondità dei fondali alla bocca di porto di Lido, concausa dell’acqua alta, e contrastano quindi con gli interventi alternativi al Mo.S.E. che il Comune stesso ha proposto.
In vista della prossima seduta del Comitatone, costruiamo un grande mobilitazione:
- giovedì 5 ottobre dalle ore 17.00 FESTA – HAPPENING con informazione e raccolta fondi NoMOSE in Pescheria a Rialto
- venerdì 6 ottobre ore 17.00 Sala San Leonardo - Cannaregio ASSEMBLEA CITTADINA
- sabato 14 ottobre MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA Contro le Grandi opere e per l’abrogazione della legge obiettivo indetta dai movimenti NOTAV NoPONTE e NoMOSE
Venezia, 23 settembre 2006 ASSEMBLEA PERMANENTE NoMo.S.E.
sabato, 16 settembre 2006 In risposta al dottor Michele Zuin, consigliere comunale di VeneziaDalla Rubrica “L’intervento” pubblicato sulla
NUOVA VENEZIA
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| "I Verdi: strana solerzia nel denunciare i NoMose, mentre le denunce sulle irregolarità dell'opera giacciono da tempo in Procura" |
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ad avviare una verifica tecnica delle
proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di
porto....
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a sospendere temporaneamente,
per il tempo strettamente necessario alla citata verifica tecnica,
quei lavori che risultassero non coerenti o incompatibili con le proposte
di revisione progettuale
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a procedere ad una verifica dei finanziamenti e
della loro ripartizione........
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OCCUPATO IL CANTIERE DEL MOSE
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BLITZ NOMOSE IN CONSIGLIO COMUNALE DI CAVALLINO-TREPORTI
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da la Nuova Venezia del 08/06/06
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magliette
STOP the MOSE



Viaggio in elicottero sui cantieri aperti. Ruspe e camion dov’erano le dune, in acqua palancole di ferro e muraglioni
la Nuova di Venezia
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Cantiere del Mose, Polemiche sugli alloggi La Nuova Venezia 26.03.08
MAREE DEL 2006 DIGHE UTILI SOLO PER UN'ORA E VENTI
COMITATO DANNI DEL MOSE SI DIFENDE
SI SPACCA IL FRONTE CONTRARIO DEL COMITATO I DANNI DEL MOSE